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Congresso Cgil. Olivi: «Sindacati indispensabili per la coesione sociale»

Il vicepresidente della Provincia è intervenuto a Vezzano. In apertura Vincenzo Passerini, presidente del Punto d'Incontro di Trento, ha parlato di povertà e inclusione  

Congresso Cgil. Olivi: «Sindacati indispensabili per la coesione sociale»

«Senza organizzazioni collettive che funzionano e intermediano i bisogni, creando coesione, si corre il rischio di solitudine e polverizzazione sociale». Con queste parole il vicepresidente della Provincia, Alessandro Olivi, è intervenuto al congresso provinciale della Cgil, in corso tra oggi e domani al teatro di Vezzano. Olivi ha quindi auspicato la firma del patto per il lavoro entro la settimana prossima, «per dare un segnale forte».

Quindi, ha sottolineato che il bilancio provinciale non ha effettuato tagli orizzontali, attuando invece una riqualificazione della spesa, facendo scelte sugli investimenti da preservare: quelli su università, ricerca, formazione, giovani. Quindi hanno preso la parola i segretari generali delle altre sigle sindacali provinciali. Lorenzo Pomini (Cisl) ha affermato che la forza del Trentino è stata quella di riuscire a fare le cose insieme, a partire dall'attività del sindacato, che in questi ultimi anni difficili ha dato risultati positivi. Poi Walter Alotti (Uil) ha elogiato la bilateralità, soprattutto nel sindacato, ed i rapporti unitari che hanno permesso di raggiungere risultati importanti, come nella previdenza complementare. Alfred Ebner, segretario generale della Cgil/Agb di Bolzano, ha parlato del ruolo dell'Europa nelle politiche sociali e del lavoro. Carlo Dallasega, direttore generale della Federazione trentina delle cooperative, ha affrontato il tema della crisi.

«Una crisi - ha detto - che ha creato due fenomeni devastanti: il trionfo delle disuguaglianze e della finanza degenerata». La risposta a questi fenomeni può arrivare dal modello cooperativo, che nonostante le difficoltà ha tenuto anche a livello occupazionale. Senza ignorare le criticità e le sofferenze che hanno coinvolto anche questo mondo. Il presidente dell'Agenzia del lavoro, Michele Colasanto, ha spiegato che negli ultimi anni è stata affrontata la questione della occupabilità, sostenendo il lavoro debole, quello delle persone diversamente abili,con pochi confronti in Italia e forse anche in Europa. Con la sfida dell'occupazione che è sempre più delicata e complessa in questo momento storico. 

Antonello Briosi, presidente di Laborfonds, ha affrontato la questione delle pensioni. "Quasi tutti hanno affermato nei loro interventi che sarà difficile avere la pensione tradizionale perché il mondo sta cambiando. Questo dimostra che la pensione complementare, se avremo la fortuna di vivere a lungo, è l'unico vero pilastro per le future generazioni». Briosi ha quindi ricordato che la Regione aveva previsto Laborfonds come un ente snello, «caratteristica che è stata mantenuta negli anni». «Siamo un'istituzione pura, sana, trasparente», ha sottolineato, marcando una differenza rispetto a Pensplan.

«In 12 anni - ha spiegato - siamo passati da zero a 2 miliardi e se continuiamo così in cinque anni l'istituto di pensione complementare dei sindacati e dei lavoratori potrebbe avere un valore più grande del bilancio provinciale. Abbiamo un potenziale pazzesco, invidiabile», ha concluso «e siamo un modello che riceve riconoscimenti e che tutta Italia adesso sta cercando di imitare». 

In seguito al saluto del sindaco di Vezzano, Eddo Tasin, ad aprire il congresso era stato Vincenzo Passerini, presidente del Punto d'Incontro di Trento. Durante i congressi della Cgil, infatti, sono stati raccolti fondi per permettere l'apertura domenicale dell'associazione. Nel suo intervento, Passerini ha ringraziato per l'iniziativa di solidarietà e ha ricordato don Dante Clauser, fondatore del Punto d'Incontro scomparso un anno fa e parroco proprio di Vezzano dal 1957 al 1964. Quindi Passerini ha riflettuto sul problema della povertà anche in Trentino.

«C'è ancora da lavorare per un sistema sociale inclusivo, dove gli ultimi possano trovare risposta, perché non può bastare l'impegno delle associazioni». E ha sollevato il problema dei dormitori a Trento dove, da maggio a novembre, vi saranno disponibili soltanto i 41 posti letto dell'opera Bonomelli, insufficienti per rispondere alle esigenze attuali della città. Infine, ha affermato che «il sindacato è quel luogo dove bisogni e diritti trovano asilo ed è quindi pericoloso delegittimarlo. Senza sindacato lo stato sociale perderà», ha concluso.

27 marzo 2014

 

 

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