NEWS

Trentino Trasporti. Gli autisti incrociano le braccia il 19 marzo

Bus e treni della Trento Malè garantiti solo tra le 5.30 e le 8.30 e tra le 16 e le 19 per lo sciopero nazionale indetto per il contratto di lavoro bloccato dal 2007. In Trentino priorità anche alla stabilizzazione dei precari.

Mezzi pubblici fermi, autisti e dipendenti degli impianti fissi di Trentino Trasporti Esercizio che incrociano le braccia. Dopo il rinvio, a causa del maltempo in tutta Italia, della giornata di sciopero prevista per il 5 febbraio scorso, Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal hanno indetto uno sciopero nazionale del trasporto pubblico per mercoledì 19 marzo 2014. La giornata di protesta è stata indetta per chiedere ancora una volta un rinnovo del contratto collettivo degli addetti del trasporto pubblico locale che è ormai scaduto dal dicembre 2007. Autisti e dipendenti delle aziende di trasporto pubblico - circa 1.300 solo in Trentino - non vedono riconosciuto neppure il recupero dell'inflazione da ben sei anni e la trattativa nazionale con le organizzazioni Asstra e Anav è in stallo.

Non solo. Sono sempre di più gli enti locali che faticano a finanziare i servizi pubblici, con difficoltà che si riverberano sui cittadini - privati del diritto alla mobilità - e sui lavoratori, soprattutto quelli precari, che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa di bilanci sempre più "magri". E il tema della stabilizzazione del personale precario è una delle principali problematiche a livello locale. Le organizzazioni sindacali provinciali - Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa -, riunite stamattina in una conferenza stampa presso la sede della Cgil del Trentino, hanno ribadito che intendono battersi affinché i 33 lavoratori a tempo determinato di Trentino Trasporti Esercizio, come promesso dalla Provincia alla fine della scorsa legislatura, vengano stabilizzati. Molti di loro, infatti, hanno raggiunto o stanno raggiungendo i 36 mesi e rischiano di restare a casa nonostante siano formati ed il loro lavoro sia essenziale per il servizio. Su questo fronte è aperta una trattativa, ma si attende che la Provincia deliberi la possibilità di superare il blocco del turn over.

L'altro fronte caldo in Trentino riguarda la concessione a Trentino Trasporti. Stefano Montani (Filt Cgil), Massimo Mazzurana (Fit Cisl), Nicola Petrolli (Uiltrasporti), Michele Givoli (Faisa Cisal) e Nereo Malacrida (Orsa) hanno incalzato la Provincia chiedendo alla nuova giunta di procedere al più presto col rinnovo della concessione del servizio di trasporto pubblico a Trentino Trasporti, scaduta a fine dicembre, evitando così la messa in gara europea del servizio. La decisione in merito alla procedura di affidamento non è stata ancora fissata e i sindacati chiedono di agire presto, anche solo con un rinnovo temporaneo della concessione, per dare continuità al servizio per i cittadini e sicurezza ad azienda e lavoratori.

Per questi motivi, e per chiedere a gran voce il rinnovo del contratto, anche nella nostra provincia come nel resto d'Italia, i sindacati del settore hanno proclamato un'intera giornata di sciopero.

Mercoledì 19 marzo, quindi, i mezzi di Trentino Trasporti Esercizio - bus urbani ed extraurbani e treni della tratta Trento-Malè - circoleranno solo in due fasce orarie per garantire un servizio pubblico minimo, ossia tra le 5.30 e le 8.30 del mattino e dalle 16 alle 19 del pomeriggio. Nel resto della giornata il personale viaggiante incrocerà le braccia. Sciopereranno per otto ore o per l'intera giornata di lavoro anche i dipendenti di Trentino Trasporti addetti agli impianti fissi.
 

E' stata superiore all'80 per cento, in Trentino, l'adesione degli autisti allo sciopero del trasporto pubblico indetta dalle organizzazioni sindacali a livello nazionale per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro bloccato dal 2007. A Rovereto la punta massima di adesione, che ha raggiunto il 91 per cento.

In un primo momento, la mobilitazione era stata programmata per lo scorso 5 febbraio, ma era stata successivamente rinviata a causa del maltempo che aveva colpito tutta l'Italia. Oggi, invece, lo sciopero annunciato è stato messo in atto, con bus e treni della Trento Malè che sono stati garantiti solo tra le 5.30 e le 8.30 e tra le 16 e le 19. Nonostante si tratti del decimo sciopero in poco più di due anni, l'adesione è stata significativa, soprattutto a Trento e Rovereto. Stefano Montani (Cgil) commenta così la giornata. «A fronte di questa massiccia adesione allo sciopero, che aveva anche forti motivazioni locali, ci aspettiamo di essere convocati al più presto dall'azienda, per affrontare e risolvere definitivamente la questione dei lavoratori precari. L'alta adesione anche nel resto del Paese - prosegue il sindacalista - è un segnale chiaro: il contratto fermo da sette anni deve essere rinnovato in tempi stretti».

Il motivo principale dello sciopero, a livello nazionale, è appunto il rinnovo del contratto. Autisti e dipendenti delle aziende di trasporto pubblico - circa 1.300 solo in Trentino - non vedono riconosciuto neppure il recupero dell'inflazione dal 2007 e la trattativa nazionale con le organizzazioni Asstra e Anav è in stallo.

Un altro tema forte, a livello provinciale, è quello della stabilizzazione del personale precario. Le organizzazioni sindacali provinciali - Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Orsa -, si batteranno affinché i 33 lavoratori a tempo determinato di Trentino Trasporti Esercizio, come promesso dalla Provincia alla fine della scorsa legislatura, vengano stabilizzati al più presto. Su questo fronte è aperta una trattativa, ma si attende che piazza Dante deliberi la possibilità di superare il blocco del turn over.

L'altro fronte caldo in Trentino riguarda la concessione a Trentino Trasporti. Stefano Montani (Cgil), Massimo Mazzurana (Fit Cisl), Nicola Petrolli (Uiltrasporti), Michele Givoli (Faisa Cisal) e Nereo Malacrida (Orsa) chiedono alla nuova giunta di procedere al più presto col rinnovo della concessione del servizio di trasporto pubblico a Trentino Trasporti, scaduta a fine dicembre, evitando così la messa in gara europea del servizio. I sindacati chiedono di agire presto, anche solo con un rinnovo temporaneo della concessione, per dare continuità al servizio per i cittadini e sicurezza ad azienda e lavoratori.

19 marzo 2014

 

 

TORNA SU