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XIV congresso provinciale della FILCAMS CGIL del Trentino

Il 14° congresso della categoria che riunisce gli addetti delle aziende private del terziario in Trentino. Caramelle riconfermato segretario generale

XIV congresso provinciale della FILCAMS CGIL del Trentino

Sono oltre 6.000 gli iscritti alla Filcams Cgil del Trentino, la federazione sindacale che tutela e contratta per gli addetti del commercio, del turismo, della ristorazione collettiva, del pulimento, della vigilanza e dei servizi privati in genere, chiamati a partecipare al 14° congresso della categoria in Trentino.

Alle 66 assemblee di base organizzate dalla Filcams ha partecipato circa il 12% degli iscritti che hanno sostenuto unanimemente il documento "Il lavoro decide il futuro", prima firmataria la segretaria generale Susanna Camusso.

«La crisi anche in Trentino comincia a mordere con la disoccupazione in costante crescita e il triste primato della provincia a più alto tasso di precarietà in Italia. E mentre registriamo un costante processo di deindustrializzazione, assistiamo anche ad un pesante attacco al lavoro, sotto forma di ricatti sul salario e di chiusure aziendali, di fronte al quale la Giunta provinciale dispensa solidarietà, ma non adotta provvedimenti che sconsiglino alle imprese di scaricare sul lavoro i costi della crisi». 

È un'analisi impietosa della situazione locale quella che Roland Caramelle, segretario generale uscente della Filcams Cgil del Trentino, ha proposto alla platea dell'assemblea congressuale della categoria sindacale del terziario, riunita stamane alla sala conferenze del Muse a Trento. Di fronte ad una situazione tanto drammatica, per la Filcams l'unica ricetta efficace passa attraverso un indispensabile salto di qualità nell'azione rivendicativa del sindacato, sia a livello nazionale che locale.  «Non intendo ripetere – ha incalzato Caramelle – le critiche mosse nel passato alla Cgil provinciale, ma oggi la crisi è di tale gravità da imporci un percorso di iniziative e di lotta che riescano a riconquistare un ruolo importante al lavoro».

E se per l'Italia la Filcams vuole una Cgil che, di fronte alla capitolazione degli altri sindacati, sappia rilanciare l'intervento pubblico nell'economia finanziato con la lotta all'evasione fiscale, con  una patrimoniale e un contenimento della speculazione finanziaria, per il Trentino propone un piano di investimenti provinciali per il rilancio dei consumi interni, per la riconversione ecologica dell'economia e per la riqualificazione del territorio.Venendo poi ai singoli settori economici del terziario, Caramelle ha rilevato come il turismo, oltre a risentire della crisi economica, sconta storiche criticità che non permettono al settore si svilupparsi come potrebbe e che limitano la capacità delle imprese di gestire il personale in forme innovative e qualificanti. «Serve un contratto integrativo provinciale – ha scandito Caramelle – sull'esempio di quello in vigore in Alto Adige. Di fronte al niet delle organizzazioni datoriali, è ora che scenda in campo la Provincia attraverso un'iniziativa dell'assessore Dallapiccola».

Per quanto riguarda mense, sanificazione e pulimento, la Filcams denuncia carenze nel sistema degli appalti. «Quanto accaduto per la ristorazione dell'ospedale santa Chiara, alla fondazione Mach, in tanti enti locali e quanto accadrà per il Not, - ha spiegato il segretario uscente – testimonia gli effetti negativi delle politiche di risparmio degli enti pubblici e della mancanza di un sistema di ammortizzatori sociali per il settore». A questo proposito, la Filcams ha già proposto il varo di un contratto integrativo provinciale e intende chiedere che, all'interno della delega sugli ammortizzatori, vengano individuate forme di integrazione al reddito e di protezione sociale per gli addetti che subiscono tagli dell'orario di lavoro o che perdono il posto. Nel commercio, Caramelle denuncia le responsabilità dell'assessore Olivi nell'aver dato il là, prima ancora del decreto Salva Italia, alla liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi, contro la quale la Filcams si batte chiedendo anche il ritorno della competenza a livello provinciale. «Ora al Millennium Center di Rovereto – ha denunciato Caramelle – si ipotizza di tenere aperti i negozi tutti i giorni fino a mezzanotte. Contro questa degenerazione chiediamo a Fisascat e Uiltucs di proclamare insieme lo sciopero dei lavoratori del Millennium nelle ore di lavoro notturno, se queste verranno effettivamente introdotte».

Ricordate le dolorose disdette del contratto provinciale da parte dell'Unione Commercio e di quello aziendale all'Orvea, recuperato solo in extremis, Caramelle ha rivendicato la bontà del rinnovo nel gruppo Poli e della parificazione dei diritti tra coppie eterosessuali e omosessuali al Superstore.Sempre restando al commercio, la Filcams si dice pronta ad adire le vie legali per normalizzare la situazione dell'ente bilaterale territoriale del settore, la cui attività è bloccata da calcoli opportunistici. «Non è ammissibile – ha detto Caramelle – che i soldi in prestazioni ai e dei lavoratori siano subordinati a giochi di piccolo potere narcisistico».

Ribadito il fatto che la Filcams punta molto sul coinvolgimento dei lavoratori di origine straniera e su una contrattazione che tuteli dal rischio di infortuni e malattie sul lavoro, avendo attivato uno specifico progetto sulle malattie professionali, Caramelle ha concluso il suo intervento ribadendo che l'unità sindacale non deve essere di facciata e che va favorita l'unità di classe dei lavoratori. Per questo chiede l'elezione delle rsu in tutte le aziende. «Facciamo scegliere ai lavoratori – ha chiesto il segretario uscente – da chi vogliono essere rappresentati e se firmiamo schifezze facciamolo decidere a loro, perché, citando Giorgio Gaber, democrazia è partecipazione».Infine, la Filcams per bocca di Caramelle ha chiesto una riorganizzazione interna delle categorie Cgil che permetta la nascita di quattro macro federazioni sindacali (pensionati, manifatturiero, servizi e pubblico impiego) e un maggiore coinvolgimento delle categorie da parte della Cgil provinciale, chiedendo la nascita di un ufficio studi confederale.

Roland Caramelle è stata confermato alla guida della Filcams Cgil del Trentino per i prossimi quattro anni. Lo ha deciso il nuovo comitato direttivo, nominato dall'assemblea congressuale della categoria che tutela i lavoratori dei diversi settori privati del terziario. Caramelle è stato rieletto con 31 voti favorevoli, un contrario e un astenuto.

Il nuovo direttivo della Filcams Cgil è composto da Arturo Chemotti, Stefano Mazzarano, Ierta Ferrari, Monica Leonardelli, Mina Yakoubi, Zorica Petkovic, Sandra Roat, Brunella Bertè, Giuliana Bort, Paolo Ravagni, Antonio Rosiello, Massimiliano Zuccarini, Fabio Bertolissi, Alessandro Angelini, Nicola Finora, Mustafa Chahbani, Tiziana Fontanari, Diego Brunello, Shanti Marini, Daniel Frizzera, Fiorenzo Perremuto, Rizvanin Vebi, Marzouk Hamrouini Abderrazek, Antonio Tumolo, Carmen Saltori, Afra Plancher, Assou El Barji, Roland Caramelle, Giuliana Cainelli, Luigi Bozzato, Alessandro Stella, Mariano Fronza, Paola Bassetti.

L'assemblea congressuale, riunita oggi presso la sala conferenze del Muse, ha poi eletto anche quattordici delegati al congresso provinciale della Cgil del Trentino. Dieci sono invece i delegati che parteciperanno della Filcams trentina al congresso nazionale della categoria. 

10 marzo 2014

 

 

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