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X congresso provinciale della FP CGIL del Trentino

Il 10° congresso della categoria che riunisce il personale di Stato, Parastato, Provincia, enti locali, sanità, igiene urbana e coop sociali

X congresso provinciale della FP CGIL del Trentino

Due giorni dopo la Festa della Donna e mentre in Parlamento si sta discutendo sulla parità di genere nell'Italicum, il congresso della Cgil Funzione pubblica del Trentino si è aperto ieri con un'iniziativa simbolica: su una sedia è stato messo un cartello con la scritta "Posto Occupato", per riservarlo idealmente a quelle donne che avrebbero potuto sedersi su quella sedia se non fossero state vittime di femminicidio. E gli argomenti di stretta attualità sono continuati con la relazione del segretario generale uscente della Fp Cgil del Trentino, Giampaolo Mastrogiuseppe. Se a livello nazionale il governo Renzi sta valutando come investire i soldi ottenuti da un'eventuale riduzione del cuneo fiscale - Irap? Irpef? -, la Provincia nella manovra di bilancio 2014 ha previsto una significativa riduzione della pressione fiscale sulle imprese, ma «sui cittadini - fa notare Mastrogiuseppe - si prevede un semplice allentamento». «Non vorremmo - prosegue - che questa riduzione a favore delle imprese, pur positiva, producesse effetti recessivi nel sistema sanitario o di protezione sociale». Insomma, anche a livello locale la Cgil preferirebbe un impegno sulle detrazioni, in virtù delle richieste dei lavoratori durante le assemblee (complessivamente 91) effettuate sul territorio dalla Fp. «E' emersa chiaramente la richiesta di lavoro da parte di chi lo sta perdendo perché precario e la richiesta di riforma radicale delle norme per la pensione da parte di chi ha visto lo Stato rompere i patti siglati anni fa», spiega il sindacalista.

Mastrogiuseppe chiede quindi a gran voce «impegno per l'inserimento di giovani promettenti nella pubblica amministrazione» e focalizza l'attenzione anche sulla manovra d'assestamento presentata dalla Provincia in merito ai prepensionamenti. «Pare che piazza Dante voglia recepire nell'ordinamento le norme nazionali vigenti. Se così fosse - sostiene il segretario - i denari risparmiati dai prepensionamenti non potranno essere utilizzati per fare nuove assunzioni ed inoltre, per poter procedere con i prepensionamenti, bisognerà dichiarare degli esuberi che causeranno la perdita irreversibile di centinaia di posti di lavoro nella pubblica amministrazione. Posti a tempo indeterminato, oltre a quelli a tempo determinato che già si stanno perdendo a centinaia. Noi lanciavamo l'allarme sui Comuni già due anni fa e solo oggi, il nuovo Presidente del Consiglio delle Autonomie conferma che nei Comuni sono a rischio 200 posti», denuncia Mastrogiuseppe. Tornando ai prepensionamenti, la Fp Cgil del Trentino chiede immediatamente la convocazione di un tavolo di confronto.

La situazione, quindi, è delicata anche in Trentino. Lo confermano i dati del servizio statistica della Provincia, tra precariato, prepensionamenti, assunzioni bloccate e buste paga congelate da anni. «Nella pubblica amministrazione - enumera Mastrogiuseppe - i precari sono 3.200, insegnanti esclusi. Ed anche se molte posizioni sono sostituzioni, il dato è comunque allarmante». Le realtà più delicate sono i Comuni e le Fondazioni, dove i ricercatori sono i più insicuri. Senza dimenticare i lavoratori delle cooperative sociali e dei nidi d'infanzia, come sottolineato più volte dal segretario.

Altro tema forte è quello del rinnovo economico dei contratti, ormai fermi dal 2009. «Nel pubblico impiego - viene spiegato nella relazione - questo blocco ha significato una perdita secca di salario che ormai supera il 10% della retribuzione. Emerge forte, quindi, la richiesta di rinnovare gli integrativi provinciali soprattutto nel settore delle cooperative sociali che, oltre a soffrire direttamente dei mancati rinnovi economici, sconta le scelte politiche degli amministratori che troppo spesso decidono di sacrificare quei settori che restituiscono meno in termini di consenso elettorale, scegliendo comunque di seguire un modello che va verso la riduzione del welfare».

A proposito dei nidi d'infanzia, la Fp Cgil è impegnata in una battaglia che vedrà accostati dipendenti pubblici e privati. «E' a rischio la funzione educativa e di cura attraverso l'arbitraria ridefinizione dei parametri attualmente previsti dalle norme provinciali nei rapporti tra bimbi ed educatrice», sostiene Mastrogiuseppe.

Il momento è delicato anche perché si sta verificando una situazione di disparità sempre più forte tra lavoratori e dirigenti, tra cittadini e politica. Ultimo esempio, quello dei vitalizi dei consiglieri provinciali. A questo proposito, Mastrogiuseppe lancia una proposta provocatoria alla politica. «Potremmo ipotizzare il Fondo per la riorganizzazione e l'efficienza gestionale istituzionale (Foreg) anche per i politici. Il presupposto di base, come per il fondo dei dipendenti pubblici sottoscritto lo scorso anno dalle altre organizzazioni sindacali esclusa la Fp Cgil, è che una parte della retribuzione sia finanziata dai risparmi di gestione. Si dovranno prevedere decurtazioni per assenze o gettoni di presenza. Insomma: i lavoratori "normali" non vengono pagati se non lavorano. Se si ammalano rinunciano a quote di salario. Perché chi stabilisce queste regole non dovrebbe applicarle anche a se stesso?», chiede provocatoriamente Mastrogiuseppe.  «Con questo modello - sottolinea - ai consiglieri che non parteciperanno fattivamente alla vita politica non sarà erogato alcun salario di risultato. A chi, invece, parteciperà attivamente verrà erogato proporzionalmente». Per portare la meritocrazia, tanto sbandierata, dentro il Palazzo.

Infine, guardando al panorama nazionale ed internazionale, la Cgil, senza tentennamenti - come riportato nel documento congressuale che vede prima firmataria Susanna Camusso e votato in modo compatto e convinto dai delegati della Funzione Pubblica - «condanna le scelte di austerità imposte dall'Europa e ritiene che queste siano la causa della recessione economica. Riafferma, invece, il valore del modello europeo fondato su un sistema di protezione sociale che sta, purtroppo, scomparendo. Chiediamo - conclude Mastrogiuseppe - che il Parlamento cancelli il vincolo del pareggio di bilancio inserito nella Costituzione e ribadiamo il giudizio negativo sul fiscal-compact, come già avevamo fatto quasi due anni fa».

Nel pomeriggio, quindi, Giampaolo Mastrogiuseppe 
è stato confermato alla guida della Fp Cgil del Trentino per i prossimi quattro anni. Lo ha deciso il nuovo direttivo nominato nel pomeriggio dall'assemblea congressuale della categoria. Mastrogiuseppe ha ricevuto 37 voti a favore e 1 voto contrario.

Oltre al segretario, fanno parte del nuovo direttivo della Fp Cgil del Trentino 41 membri: Alberti Elisabetta, Baldo Paolo, Bazzanella Valerio, Bellini Alberto, Bertolini Regina, Bianco Gabriele, Bonazza Walter, Bonetti Romano, Burzi Elena, Colle Gianna, Cretti Bruno, Degasperi Roberto, Diaspro Luigi, Emmanuelli Patrizia, Endrici Marco, Fabrello Sara, Forti Agnese, Ghizzo Alessandro, Giongo Italo, Groff Luciano, Leoni Cinzia, Marighetti Moreno, Mazzeo Alessandro, Mazzurana Laura, Morandi Pierantonio, Olivieri Michele, Parolari Andrea, Piersanti Roberta, Pinter Diego, Polonio Mara, Ragozzino Rosa Rita, Roccabruna Tatiana, Saccani Anna, Schiantarelli Emilia, Sebastiani Mirko, Toniatti Carlo, Turata Sira, Turri Alberto, Vedovelli Iva, Wegher Chiara.

L'assemblea congressuale riunita oggi all'hotel Nerocubo di Rovereto ha eletto anche 12 delegati al congresso provinciale della Cgil del Trentino (Bonetti, Mazzurana, Cretti, Bianco, Fabrello, Varisco, Turata, Comenna, Alberti, Ghizzo, Beatrici, Vedovelli) ed altri 7 delegati che parteciperanno al congresso nazionale della Fp Cgil (Mastrogiuseppe, Bertolini, Diaspro, Forti, Marighetti, Piersanti, Chiaramonte). 

10 marzo 2014 

 

 

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