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XVIII congresso provinciale della FILLEA CGIL del Trentino

La relazione del segretario generale uscente, Maurizio Zabbeni, ha ripercorso la crisi dell'edilizia anche in Trentino. A seguire la tavola rotonda con l'assessore provinciale, Alessandro Olivi.

XVIII congresso provinciale della FILLEA CGIL del Trentino

Ripensare il settore delle costruzioni partendo da due punti fermi: la formazione e la riqualificazione delle professionalità esistenti, per preparare lavoratori ed imprenditori alle innovazioni del futuro. Con un sindacato capace di ridare fiducia ad una rappresentanza in crisi. Sono state queste le riflessioni di Maurizio Zabbeni, segretario generale uscente della Fillea Cgil del Trentino, con le quali ha aperto questa mattina, nella sede dell'ente bilaterale Centrofor, il congresso della categoria che tutela i lavoratori dell'edilizia, del legno, dei cementifici, del restauro e dell'archeologia.

Un settore, quello edile, delicato e sofferente. «La fase espansiva ha lasciato spazio ad una recessiva che entra ormai nel suo settimo anno consecutivo, scaricandosi sulla tenuta delle imprese e sui livelli occupazionali», ha illustrato Zabbeni. «Dopo la tenuta nel 2010 e 2011, a seguito della manovra anticrisi del 2009, gli anni scorsi hanno segnato un crollo consistente, che non accenna a diminuire». I dati della Cassa Edile di Trento mostrano che nel 2013 il numero degli addetti operai è calato del 9,46% rispetto al 2012. Le ore lavorate sono diminuite del 13,62%. Tra il 2007 e il 2013 le aziende attive sono passate dalle 2.695 alle attuali 2.187, calando del 18,8%. La crisi, insomma, è strutturale. «Una crisi che ha cause precise», ha spiegato Zabbeni. «Negli ultimi anni si è assistito ad un mero trasferimento di denaro pubblico verso un settore che, in assenza di selezione e qualificazione della domanda pubblica e privata, non ha saputo risolvere i nodi strutturali, come la frammentazione delle aziende, il sostegno alle imprese strutturate, lo sviluppo della green economy e di nuove tecnologie di costruzione». «Serve superare la logica delle misure emergenziali - ha proseguito il segretario - e sono necessari interventi strutturali in grado di portare frutti nel medio periodo, andando ad incidere sulla qualificazione del sistema. L’opposto della scelta della Provincia nelle ultime manovre finanziarie. Dove si confermano gli interventi a favore dell’edilizia agevolata, si sostiene l’accesso al credito, si punta sull’housing sociale riferito al canone moderato, ma contestualmente si bloccano gli investimenti nell’edilizia sociale, mettendo fine al piano Itea del 2006, in cui si prevedevano 3.000 nuovi alloggi destinati a tale partita. Questa - ha sottolineato Zabbeni - è la via sbagliata, la medesima che ha portato alla bolla speculativa del passato. Serve, come hanno proposto le sigle sindacali nella realizzazione degli Stati Generali delle costruzioni per la provincia di Trento, una seria analisi del fabbisogno abitativo intrecciandola con un'approfondita analisi dell’invenduto, agendo con politiche lungimiranti, lontane dal produrre ulteriori effetti speculativi, agendo con la finalità di dare respiro alle imprese serie e strutturate in crisi di liquidità e sostenendo politiche abitative finalizzate all’edilizia sociale».

Sono state lanciate anche alcune proposte normative specifiche: ribadendo lo stop al massimo ribasso per il costo del lavoro; chiedendo una stazione unica degli appalti con commissione unica di valutazione delle offerte; promuovendo una white-list tarata sulla regolarità ed i livelli occupazionali per le imprese da invitare alle gare; sostenendo la tutela dei lavoratori attraverso il pagamento diretto delle ore svolte in cantiere. E' stato poi ribadito come debbano essere valorizzati alcuni settori caratteristici del Trentino, dal porfido al legno.

L'attenzione è stata quindi rivolta anche al rapporto con gli imprenditori. "Penso - ha spiegato Zabbeni - che quando il mondo delle imprese od un imprenditore pone un problema, questo sia anche un problema del sindacato. Le fasi critiche vanno governate assieme. Se siamo qui oggi insieme, è perché condividiamo un modello di sviluppo basato sul lavoro di qualità, sull’impresa regolare e di qualità. In Trentino fortunatamente abbiamo relazioni industriali buone, che hanno permesso i rinnovi dei contratti provinciali e di welfare integrativo", ha ricordato il segretario.

L'intervento si è concentrato anche sul quadro nazionale. Un quadro a tinte fosche a causa della disoccupazione in costante aumento e dell'occupazione giovanile ai minimi storici. «Dati allarmanti - ha affermato Zabbeni - ma c’è un dato che ci deve preoccupare ancora di più: il crollo degli investimenti. Questa è un'ipoteca sul futuro, indice di mancanza di fiducia in un sistema Paese incapace di guardare avanti. Sono sempre più urgenti riforme strutturali in favore della stabilità governativa, della lotta alla corruzione e dell’equità fiscale in primis, per continuare con i costi legati alla burocrazia, ed una politica energetica che ponga al centro le fonti rinnovabili». «Su questi temi la provincia di Trento si è sicuramente distinta. La delega ottenuta dallo Stato sugli ammortizzatori sociali permetterà di migliorare le misure previste, sperimentando, primo caso assoluto, il reddito di garanzia. Benvengano gli interventi che cercano di dare risposte ai disagi, come l’intervento sull’abbattimento dell’Irap, sulla quota di Irpef regionale per i redditi più bassi o il sostegno dei contratti di solidarietà, ma serve altresì creare lavoro, avere politiche industriali, indirizzare domanda e offerta anche nel settore delle costruzioni».

Infine, sono stati illustrati i dati registrati dalla Fillea Cgil del Trentino che, nonostante il periodo di crisi, ha visto crescere i propri iscritti. «L’obiettivo - ha spiegato Zabbeni - era quello di tornare sopra la soglia del 50% della rappresentatività in Trentino. Siamo riusciti a migliorare costantemente e, ormai da molti mesi, abbiamo un livello di rappresentatività arrivato al 52%». I lavoratori che alla fine del 2013 risultano iscritti alla Fillea Cgil del Trentino sono pari a 6.128, cresciuti del 5,8% dai 5.771 del 2010.


Nella tarda mattinata si è poi svolta una inusuale, e per certi versi storica, tavola rotonda che ha messo l'uno accanto all'altro, in un periodo di grande emergenza, tasselli diversi dello stesso mosaico: sindacato, politica, imprenditori edili. L'assessore provinciale all'Economia e al Lavoro, Alessandro Olivi, ha colto l'occasione per rilanciare "un patto chiaro tra forze sociali e Provincia". "Proprio oggi - ha annunciato - invieremo una proposta per la sottoscrizione di un patto per lo sviluppo e sarebbe bene che nessuno trovasse una scusa per non sottoscriverlo". Una proposta che va "nell'ottica della condivisione, perché in questo momento di crisi serve coraggio per affrontare le criticità e venirne fuori assieme".

L'assessore Olivi, riconoscendo al sindacato "la consapevolezza di ricoprire un ruolo nuovo, più collaborativo, in un momento di trasformazione come quello attuale", ha esordito sostenendo che la "filiera edilizia deve essere inserita all'interno di una matura politica industriale". Questo significa "rimettere al centro le imprese reali, sane, buone che in Trentino fortunatamente abbiamo". In seconda battuta, bisogna agire sulla domanda "sia pubblica che privata". "In un bilancio pur stretto - ha sottolineato Olivi - abbiamo stanziato 150 milioni d'investimento sul settore della domanda pubblica legata all'edilizia. Ma questo non può essere il futuro. E' necessario che riparta la domanda privata, che deve essere meno speculativa e più rivolta alla riqualificazione del patrimonio esistente". A proposito di incentivi, l'assessore ha spiegato che le politiche saranno ricalibrate a favore delle imprese "che sanno mettere in campo tecnologie, rispettano le regole e hanno una manodopera qualificata, favorendo il tema della riqualificazione". Una politica degli incentivi più assottigliata, ma mirata sulla competitività di sistema. E' quindi indispensabile - ha detto Olivi - "ridefinire e riequilibrare il mercato tra pubblico e privato". L'assessore ha poi accolto proposte concrete lanciate dalla Fillea Cgil: dalla centrale unica degli appalti, "decisiva per far rispettare regole omogenee, dare risposte univoche alle imprese, accorciare i tempi e diminuire i costi", all'inserimento nelle gare del requisito sul costo del lavoro. Ha ribadito l'importanza di "regole chiare, certe e applicabili", anche per favorire la diffusione delle certificazioni di qualità "che non devono essere autoreferenziali per la pubblica amministrazione".

Maurizio Zabbeni, segretario generale della Fillea Cgil, ha apprezzato l'intervento dell'assessore provinciale e ha ribadito l'importanza di "mettere in campo Centrofor (sede simbolica del congresso di oggi) per favorire la riqualificazione professionale del settore". "E' da qui - ha detto - che bisogna ripartire". Carmelo Sartori, presidente sezione edile dell'Associazione artigiani e piccole imprese del Trentino, ha sottolineato il periodo di sofferenza delle aziende, mentre Giulio Misconel, presidente di Ance Trento, ha spiegato che, in un momento difficile, servono "aziende vere, che sappiano investire" e "imprenditori che pensano in modo innovativo, con radici, principi e un modo di operare corretto".

E se si vuole innovare, la filiera del legno è sicuramente il terreno ideale per investire in un momento di difficoltà dell'edilizia. Soprattutto in Trentino. Come ha ricordato nel suo intervento Mauro Casotto, amministratore delegato di Arca Casa in Legno srl, nella nostra provincia il 60% del territorio è composto da foreste e, quindi, il legno rappresenta una materia prima preziosa. "Arca - ha spiegato - si occupa della certificazione degli edifici dal punto di vista della gestione, della sostenibilità e intende valorizzare la filiera corta". Tra il resto, la ricerca della qualità nelle costruzioni è sempre più diffusa e questo è confortante per il settore dell'edilizia sostenibile, come ha affermato Gianni Lazzeri, amministratore delegato di Habitech. "Horizon 2020, per la prima volta, parla di edilizia sostenibile e materiale sostenibili. Per la prima volta questo settore diventa strategico per sviluppo di tutta l'Europa e, quindi, fondamentale per lo sviluppo del settore edile in generale". Infine è intervenuto con un saluto il presidente del consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, che ha ribadito l'importanza di fare squadra per uscire, assieme, dalla crisi.

Nel pomeriggio è stato quindi confermato alla guida della Fillea Cgil del Trentino per altri quattro anni, Maurizio Zabbeni. 
Lo ha deciso il nuovo comitato direttivo nominato dall'assemblea congressuale: Zabbeni è stato eletto all'unanimità con 34 voti favorevoli.

Oltre al segretario, fanno parte del nuovo direttivo della Fillea Cgil le seguenti persone: Venko Trpeski, Giulio Armani, Rosalba Dalle Mule, Zharko Baloski, Massimo Trentini, Emilio Galliani, Pasquino Cimarolli, Giuliano Montibeller, Sandra Ferrari, Martina Hoegeman, Andreas Gertz, Alessandro Fondriest, Manuel Miron, Antonio Formolo, Matteo Brida, Diego Melchiori, Mauro Rizzi, Lufti Tairi, Cristian Weber, Stefano Lunardi, Pasquale Delprete, Marco Bottes, Tiziano Lucchetta, Ivo Perenzoni, Giovanni Tidona, Franco Ianeselli, Sara Metaldi, Nadia Tranquillini, Giulio Zeni, Daniele Tonezzer, Claudio Dalla Torre, Claudio Morghen, Guido Panizza, Matteo Del Pero e Giorgio Mascia.

L'assemblea congressuale riunita oggi presso la sede di Centrofor ha eletto anche 15 delegati al congresso provinciale della Cgil del Trentino (Rosalba Dalle Mule, Emilio Galliani, Eran Destani, Alessandro Fondriest, Matteo Brida, Mauro Rizzi, Lufti Tairi, Stefano Lunardi, Marco Bottes, Tiziano Lucchetta, Giovanni Tidona, Marco Boni, Giulio Zeni, Claudio Dalla Torre e Diego Melchiori) e 9 delegati che parteciperanno al congresso nazionale della Fillea Cgil (Maurizio Zabbeni, Venko Trpeski, Giuliano Montibeller, Patrizia Piuma, Sandra Ferrari, Antonio Formolo, Sara Metaldi, Daniele Tonezzer e Claudio Morghen).

3 marzo 2014 

 

 

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