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6 marzo, Trentino Trasporti in sciopero

In provincia i mezzi si fermeranno dalle 11 alle 15. I lavoratori chiedono il rinnovo del biennio economico del contratto nazionale

6 marzo, Trentino Trasporti in scioperoSciopero oggi del trasporto pubblico. In Trentino l'astensione dal lavoro sarà effettuata dalle 11 alle 15 per il personale viaggiante, le ultime 4 ore del turno per gli impiegati e per gli addetti agli impianti fissi. La mobilitazione è legata al rinnovo del biennio economico del contratto di lavoro. Nell'incontro svoltosi il 22 febbraio al Ministero del Lavoro, scrivono in una nota Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, “i sindacati hanno ribadito tutto quanto contenuto nella piattaforma rivendicativa presentata il 2 dicembre 2005 e hanno insistito sul diritto dei lavoratori agli aumenti economici che sono previsti a metà della vigenza contrattuale per adeguare il salario al costo della vita. Le associazioni datoriali Asstra e Anav hanno riconfermato la posizione di totale chiusura verso le nostre richieste. Se la vertenza non troverà un esito positivo – annunciano le tre sigle - saranno programmate ulteriori e maggiori azioni di protesta”. Ma anche la situazione in provincia non è rosea. «Durante questo mese il termometro sindacale in Trentino Trasporti subirà un'impennata». Lo aveva dichiarato la scorsa settimana il segretario generale Filt Cgil Antonio Beccati, annunciando le mobilitazioni che interesseranno i 1200 dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico. I sindacati avevano inviato una lettera al Commissario del governo e alla direzione aziendale, in cui si comunica la proclamazione dello stato d'agitazione del personale, con il blocco degli straordinari ed il rigoroso rispetto dei riposi previsti dalla turnazione. Sul tappetto, spiegava Beccati, «c'è il mancato riconoscimento, da parte della Trentino Trasporti, di due giornate di permesso retribuito previste dall'articolo 6 del contratto nazionale di lavoro. Oltre a questa inadempienza – aggiunge il segretario Filt Cgil – dobbiamo poi registrare la mancanza di relazioni sindacali costruttive, a causa delle ripetute prevaricazioni e decisioni unilaterali attuate dai vertici dell'azienda». 6 marzo 2006

 

 

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