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XXVII congresso provinciale della FIOM CGIL del Trentino

Il 27esimo congresso della categoria che riunisce gli addetti del settore metalmeccanico, siderurgico, informatico e dell'installazione impianti

XXVII congresso provinciale della FIOM CGIL del Trentino

Sono circa 2.700 gli iscritti alla Fiom Cgil del Trentino, la federazione sindacale che tutela e contratta per tutti gli operai e gli impiegati dei settori del siderurgico, metalmeccanico, informatico e dell'installazione impianti, chiamati a partecipare al 27esimo congresso della categoria in Trentino.

Nelle 87 assemblee di base organizzate dalla Fiom ha partecipato circa il 41,3% degli iscritti che hanno votato a stragrande maggioranza il documento "Il lavoro decide il futuro", prima firmataria la segretaria generale Susanna Camusso.

«Il Trentino dovrà affrontare cambiamenti profondi, a partire da un bilancio in contrazione. Per questo serve maggiore attenzione nell'uso delle risorse pubbliche. In particolare va valutata l'efficacia delle agevolazioni alle imprese in termini di occupazione e di sviluppo del territorio». Con questo monito alle istituzioni locali - rappresentate per l'occasione dall'assessore provinciale all'economia Alessandro Olivi - Manuela Terragnolo, segretaria uscente della Fiom Cgil del Trentino, si è rivolta stamane all'assemblea delle delegate e dei delegati sindacali, riuniti a Trento per il 27esimo congresso provinciale del sindacato degli addetti dei settori metalmeccanico, siderurgico, installazione impianti e informatica.

L'analisi della segretaria della Fiom, che ha preso le mosse proprio dal Trentino e dalla sua condizione economico e sociale a sei anni dalla Grande Recessione del 2009, non si è fermata però solo agli impegni richiesti agli amministratori provinciali. Ricordando la ferita sociale della chiusura dello stabilimento Whirlpool di Spini e, più in generale, la continua emorragia di posti di lavoro che ne replica gli effetti occupazionali negativi ogni due mesi, Terragnolo ha riconosciuto che in Trentino accanto alle ombre appare qualche luce. «Abbiamo firmato anche premi di risultato interessanti – ha sostenuto nella sua relazione introduttiva ai lavori del congresso – e abbiamo cominciato a parlare di forme di partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'organizzazione del lavoro o alle scelte societarie. Nelle aziende in cui si è investito sulla qualità dei prodotti e dove la vocazione all'export è importante, si sta assumendo con forme contrattuali stabili».

Resta il fatto che la crisi morde ancora e quindi ben venga l'attuazione delle delega alla Provincia in materia di ammortizzatori sociali, che per la Fiom debbono fondarsi su politiche attive (orientamento, formazione e riqualificazione) vincolanti. Ben venga anche l'avvio del fondo strategico - cui partecipa anche Laborfonds, il fondo pensione dei lavoratori dipendenti in Trentino Alto Adige - se con quelle risorse si finanzieranno progetti di sviluppo solidi e nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori e di mature relazioni sindacali. Ed è proprio il riferimento al coinvolgimento di Laborfonds nel nuovo canale di finanziamento delle imprese locali a dare a Terragnolo l'opportunità di lanciare una stoccata a Confindustria, rea di non aver garantito uguale disponibilità quando si è trattato di far partire il fondo di sanità integrativa territoriale. 

Allargando lo sguardo al livello nazionale, Terragnolo ha chiesto al nuovo Governo un impegno forte nell'attuare investimenti pubblici e politiche industriali che sappiano ridisegnare la mobilità e  puntino su innovazione e green economy. «Le risorse necessarie a realizzare questi interventi – ha spiegato la segretaria uscente della Fiom – vanno recuperate dalla lotta all'evasione, dalla tassazione delle speculazioni finanziarie, dalla patrimoniale». Nell'agenda dei metalmeccanici c'è poi una revisione della legge Monti-Fornero sulle pensioni, la difesa dei contratti nazionali e la loro unificazione in un grande contratto collettivo dell'industria, la cancellazione della precarietà, il ritorno alla versione originale dell'articolo 18 sui licenziamenti illegittimi.

Ma la Fiom del Trentino offre indirettamente anche qualche suggerimento per l'imminente “job act” annunciato dal nuovo premier Renzi. «È indispensabile – ha dichiarato infatti Terragnolo – creare nuova occupazione e redistribuire il lavoro che c'è, rifinanziando il ricorso ai contratti di solidarietà, promuovendo la staffetta generazionale, ma anche introducendo la riduzione dell'orario di lavoro, soprattutto per le mansioni usuranti e le lavorazioni a ciclo continuo».

Dopo aver riconosciuto la correttezza dei rapporti con Fim e Uilm provinciali, nonostante le profonde divisioni provocate dai recenti contratti nazionali separati di settore e dalla vertenza FIAT, Terragnolo ha ricordato con orgoglio la sentenza della Corte Costituzionale che sancisce il diritto dei dipendenti del gruppo guidato da Marchionne ad essere rappresentati dal sindacato delle tute blu della Cgil. La segretaria generale uscente ha poi affrontato il nodo che sta contrapponendo la Fiom alla Cgil nazionale, ossia il testo unico su democrazia e rappresentanza sindacale. Pur di fronte alla positività della certificazione della rappresentanza, dell'estensione delle rsu e della validazione dei contratti di lavoro tramite consultazione dei lavoratori, il giudizio complessivo della Fiom sull'accordo del 10 gennaio scorso è severo.

In particolare, la Fiom denuncia una lesione dell'autonomia della categoria, il rischio di un processo di aziendalizzazione della contrattazione, la possibilità dell'esclusione del sindacato dissenziente e il pericolo di una sorta di dittatura delle organizzazioni sindacali maggioritarie. «Non disconosciamo gli aspetti positivi di questo accordo – ha concluso Terragnolo – ma vogliamo tenere aperta la possibilità di cambiare i punti che non vanno bene. Per questo la Fiom si è impegnata a far votare tutti i lavoratori metalmeccanici con proposte concrete di modifica al testo unico».

Gli interventi dell'assessore OLivi e del segretario generale Cgil Burli
Un modello costruttivo di relazioni. Un clima positivo di cooperazione fra le forze sociali. Ed è proprio grazie a questo rapporto che il Trentino ha risposto alla crisi meglio rispetto al resto del Paese. Così Alessandro Olivi, assessore provinciale all'Economia e al Lavoro, ha descritto il rapporto tra sindacato e politica in Trentino.

«Negli anni difficili che abbiamo attraversato, con la ferita ancora sanguinante della Whirlpool, ho sempre trovato nella Fiom Cgil del Trentino un attore fermo nei suoi principi, un convinto difensore della centralità del lavoro, ma estremamente responsabile nell'affrontare le problematiche». Olivi, affrontando il tema della crisi, ha ribadito l'importanza di rilanciare la produttività. «Non si può più parlare di contrasto alla disoccupazione se non si mettono in campo politiche industriali, politiche di sviluppo, che siano però inclusive» con «l'insostituibilità di un soggetto come il sindacato per rendere la società più giusta».

A tal proposito va valorizzato il principio della concertazione – ha sottolineato Olivi – sostenendo che «il problema del costo del lavoro è il problema più serio che abbiamo, ma non lo si può affrontare riducendo la busta paga ai lavoratori, bensì sgretolando quel macigno di costi che non portano benefici a nessuno».

Il segretario generale della Cgil del Trentino, Paolo Burli, nel suo intervento ha sottolineato che «l'accordo del 10 gennaio sulla contrattazione non è contro la Fiom». Ha affermato «che si possono avere  legittimamente idee diverse, ma queste non devono mettere a rischio la confederalità, essenziale in questo momento storico per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori». Burli ha spiegato che «serve un nuovo confronto» e che l'accordo sulla contrattazione ha l'obiettivo di porre «regole certe alle relazioni industriali, per evitare proprio che in Italia si verifichino altre dieci, cento, mille Fiat, come auspicava qualcuno».

Il segretario ha riconosciuto alla Fiom Cgil del Trentino «un atteggiamento responsabile nell'affrontare la crisi». Crisi che va affrontata «con una strategia territoriale per lo sviluppo, per creare lavoro, anche in virtù delle competenze che stanno accrescendo la nostra autonomia». Infine una riflessione è stata dedicata alla piaga dell'evasione fiscale, aumentata in Trentino nell'ultimo anno. «Chi ruba – ha concluso Burli - drena risorse al bilancio provinciale. E con meno risorse, rischiamo di dover discutere di tagli al welfare che ci siamo creati nel tempo».

Terragnolo riconfermata alla guida della Fiom trentina
A conclusione del congresso, Manuela Terragnolo è stata confermata questo pomeriggio alla guida della Fiom Cgil del Trentino per i prossimi quattro anni. Lo ha deciso il nuovo comitato direttivo, nominato dall'assemblea congressuale della categoria che tutela i lavoratori del settore metalmeccanico, siderurgico, informatico e dell'installazione impianti. Terragnolo ha ricevuto 36 voti favorevoli, 5 contrari e un astenuto.

Il nuovo direttivo della Fiom Cgil è composto da 47 membri: David Toniolli, Ettore Andreolli, Monica Martinelli, Renato Zendri, Tiziano Tecilla, Tiziano Mattivi, Werner Pichler, Fabrizio Bertelli, Graziano Gatta, Stefano Maroni, Mauro Santini, Marco Perzolli, Rino Stinghel, Michele Murro, Andrea Bertolini, Katia Magagnotti, Davide Trullu, Enrico Albertini, Aura Caraba, Michele Guarda, Manuela Terragnolo, Sonia Doriguzzi, Franca Martinelli, Mohammed Didu, Laura Sandini, Francesco Guadagnini, Elena Tabarelli, Fatima El Jillali, Mamadou Seck, Mariano Bucci, Nicola Costa, Antonio Gadotti, Stefano Gerola, Marco Mazzucchi, Tiziano Bologni, Omar Cimarolli, Paolo Pedron, Paola Tovazzi, Stefano Forti, Giulia Pacher, Manuel Puecher, Giorgio Petrolli, Michela Di Tonno, Claudio Longo, Francesco Penasa, Rino Zeni, Giuseppe Cancellaro. 

L'assemblea congressuale, riunita presso l'Hotel Sporting di Trento, ha poi eletto anche sette delegati al congresso provinciale della Cgil del Trentino. Si tratta di Stefano Gerola, Davide Trullo, Mariano Bucci, Franca Martinelli, Ettore Andreolli, Mohammed Didou, Omar Cimarolli. Sono stati eletti anche cinque delegati al congresso nazionale della Fiom. Si tratta di Manuela Terragnolo, Michele Guarda, Francesco Guadagnini, Mauro Santini e Michela Di Tonno. 

6 marzo 2014

 

 

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