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Mercato del lavoro. Cgil Cisl Uil: “Il nostro orizzonte è il mondo tedesco”

Risposta al presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi sull'articolo 18 e la riforma del mercato del lavoro

Dichiarazioni di Franco Ianeselli (Cgil del Trentino), Lorenzo Pomini (Cisl Trentino) e Walter Alotti (Uil Trentino)

«Modificare in continuazione le regole rischia di creare incertezze crescenti che non aiutano lo sviluppo del mercato del lavoro. L'evidenza secondo cui poi l'abolizione totale del reintegro in caso di licenziamento illegittimo sia un toccasana per la crescita dell'occupazione è tutta da dimostrare, anche in considerazione del fatto che nei settori in cui non si applica l'articolo 18 le dinamiche del mercato del lavoro durante la crisi non sono state migliori degli altri. 

Purtroppo non ci sono scorciatoie o formule magiche: crescita economica ed occupazione si creano con maggiori investimenti privati in innovazione, una domanda pubblica di beni e servizi orientata alla massima qualità, più efficienti servizi pubblici nel campo dell'istruzione e del welfare, una giustizia civile che garantisca la certezza del diritto e minori livelli di corruzione, irregolarità ed evasione fiscale. Su questi fronti servono riforme e interventi di medio e lungo periodo.  

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il nostro modello di riferimento era e resta l'economia sociale di mercato di tipo tedesco dove le tutele contro il licenziamento illegittimo convivono con relazioni industriali partecipative e meccanismi di rappresentanza sindacale che responsabilizzano le parti sociali, riducono i contenziosi legali e premiano la capacità di imprese e sindacati di contrattare anche a livello decentrato.

In questo senso, non è vero che in Trentino non si possa fare nulla. Oltre alla scommessa su nuovi e più estesi ammortizzatori sociali, di cui stiamo attendendo l'attuazione, le parti sociali e  il governo provinciale possono concordare misure utili alla crescita e al dinamismo del mercato del lavoro, a partire da nuovi incentivi alla democrazia economica e alla partecipazione. Non solo. Cgil Cisl Uil hanno più volte auspicato la definizione di accordi con le organizzazioni datoriali per qualificare la contrattazione affinché questa contribuisca maggiormente allo sviluppo del sistema delle imprese e alla crescita dell'occupazione. Proprio stamane abbiamo incontrato i vertici di Confindustria per iniziare a tradurre in atti concreti questi impegni».

19 dicembre 2013

 

 

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