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Qualità della vita. Per Cgil Cisl Uil priorità alla creazione di ricchezza

Il Trentino svetta nell'annuale classifica del Sole 24 Ore. Ma alcuni indicatori preoccupano i sindacati 

Dichiarazioni dei segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti.

«I risultati dell'annuale rilevazione sulla qualità della vita delle province italiane premia il Trentino e il suo essere una comunità responsabile nella gestione delle risorse pubbliche e coesa nel creare i presupposti di una maggiore competitività del nostro territorio. Non per questo possiamo sederci sugli allori. Anzi semmai questo risultato deve stimolare tutti gli attori economici e sociali a migliorare gli indicatori che penalizzano la nostra provincia. 

In particolare, se è vero che il valore aggiunto, con oltre 27mila euro pro capite, resta sopra la media, scontiamo un'inflazione più alta di quella nazionale e costi delle case decisamente più onerosi rispetto a realtà territoriali analoghe alla nostra. In generale, anche rispetto a Bolzano, alle province emiliane, venete e friulane, registriamo un arretramento degli indicatori riguardanti il tenore di vita della popolazione trentina, anche a causa della recessione economica in atto e del taglio del budget pubblico.

In questo senso, è positivo invece il riposizionamento della nostra provincia nell'ambito "affari e lavoro", grazie al numero di startup innovative e ai dati occupazionali, sebbene anche qui scontiamo una più bassa incidenza dell'export sul pil rispetto alla media nazionale.

Il nostro obiettivo come comunità locale, è aumentare la ricchezza a disposizione di tutti i cittadini, i lavoratori e i pensionati, seppur in presenza di una contrazione del bilancio pubblico provinciale. In questo senso, per consolidare il benessere e la competitività del nostro territorio, c'è ancora molto da fare. In particolare va sostenuta la crescita economica con investimenti selettivi capaci di aumentare innovazione e produttività generale, con ammortizzatori sociali improntati all'attivazione, alla riqualificazione e alla ricollocazione dei lavoratori, con il contenimento della pressione fiscale e la qualificazione del sistema di istruzione a tutti i livelli.

Per raggiungere questi obiettivi con celerità e saperne distribuire i risultati economici in modo equo, è fondamentale costruire relazioni industriali tra le parti sociali sempre più moderne, attuando in Trentino i modelli partecipativi che caratterizzano i paesi al di là del Brennero». 

2 dicembre 2013 

 

 

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