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Trentino trasporti. Sciopero venerdì 8 novembre

Bus urbani ed extraurbani e treni della Trento-Malè fermi dalle 11 alle 15. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa chiedono alla Provincia di stabilizzare i precari e di rinnovare la concessione del servizio

I bus urbani ed extraurbani di Trentino Trasporti ed i treni locali della tratta Trento-Malé si fermeranno venerdì 8 novembre dalle ore 11 del mattino alle 15 del pomeriggio per uno sciopero del trasporto pubblico locale in provincia di Trento,  proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa. Oltre al personale viaggiante, i sindacati hanno esteso la mobilitazione al personale degli impianti fissi che si asterranno dal lavoro le ultime quattro ore della giornata o del turno di lavoro.

La protesta quindi riguarderà tutti i 1.200 addetti in forze a Trentino Trasporti Esercizio, la società della Provincia autonoma di Trento che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale. Ma le richieste dei sindacati sono rivolte in primo luogo al governo provinciale reo, a detta delle organizzazioni dei lavoratori, di non aver dato chiare risposte sul fronte della stabilizzazione del personale precario e della concessione del servizio in house a Trentino Trasporti Esercizio anche per i prossimi anni, dopo mesi di estenuanti incontri e trattative.

In una conferenza stampa convocata presso la sede della Cgil a Trento, Stefano Montani (Filt Cgil), Massimo Mazzurana (Fit Cisl), Nicola Petrolli (Uil Trasporti) e Nereo Malacrida (Orsa) hanno infatti ricordato che a ben 33 autisti il 31 dicembre prossimo scadrà il contratto di lavoro senza che, nonostante ripetute promesse della giunta provinciale, si sappia ancora se verranno finalmente assunti a tempo indeterminato. Parte di questi autisti dovrebbero coprire personale già andato in pensione, mentre altri potrebbero essere utilizzati con funzioni di controllori nelle corse notturne, anche per dissuadere eventuali malintenzionati visto che si sono già verificati casi di vandalismo e di molestie nei confronti dei passeggeri. Ma per procedere a queste assunzioni serve che la Provincia stabilisca una deroga al blocco del turn over dentro Trentino Trasporti.

L'unico motivo per la mancata conferma di questo personale - denunciano i sindacati - è l'incertezza su quante risorse verranno destinate per i prossimi anni al trasporto pubblico locale. Considerato che questo servizio essenziale è interamente finanziato da risorse pubbliche, le organizzazioni dei lavoratori non nascondo la loro preoccupazione per la qualità e la copertura del servizio che potrà essere garantito ai cittadini trentini nel prossimo futuro, oltre che per le conseguenze sul fronte occupazionale. 

Per quanto riguarda il rinnovo della concessione a Trentino Trasporti Esercizio del servizio di trasporto pubblico locale, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa ricordano che il regolamento europeo relativo ai servizi pubblici di trasporto passeggeri del 2007 prevede la possibilità di non procedere ad una gara per l'affidamento del servizio, ma di farli gestire in house dirattamente ad un operatore purché questo sia soggetto a controlli rigorosi sia in termini di costi che di qualità dei servizi. Per Montani, Mazzurana, Petrolli e Malacrida Trentino Trasporti Esercizio, sia per il costo chilometrico che per la qualità dei servizi offerti, è tra le magliori società in Italila, garantendo così le condizioni minime stabilite dalla Ue per ottenre il rinnovo della concessione senza passare per una gara d'appalto.

Su questa partita dovrà esprimersi la prossima giunta provinciale. La concessione per il trasporto pubblico su gomma è stata prorogata a Trentino Trasporti Esercizio fino ad agosto 2014, mentre quella su rotaia dovrebbe continuare anche per i prossimi sei anni. I sindacati però escludono ci sia la necessità di rendere ancora più efficiente il servizio contenendo il costo del lavoro e quindi riducendo le retribuzioni accessorie del personale dipendente di Trentino Trasporti. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa infatti non ritengono giusto che siano i lavoratori a pagare per scelte politiche e manageriali errate come quelle legate la trasferimento della sede da via Marconi a via Inssbruck che ha fatto lievitare le spese per i carburanti. 

Per i sindacati la questione del trasporto pubblico locale deve tornare al centro delle scelte politiche della futura giunta, garantendo quindi un servizio di qualità ed investendo su tutto quello che serve - dai mezzi alle corsie preferenziali - per incentivare l'uso di bus e treni locali a discapito dei mezzi privati. 

6 ottobre 2013 

 

 

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