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Bancari. Alta adesione allo sciopero anche in Trentino

Soddisfazione dei sindacati del settore. In alcune filiali raggiunto anche il 90% di partecipazione. Vicentini (Fisac Cgil): "Abi torni su propri passi e ritiri la disdetta del contratto"

L'adesione allo sciopero dei dipendenti degli istituti di credito è stata alta anche in Trentino, con punte che hanno sfiorato il 90% in alcune filiali delle banche nella nostra provincia.

«Siamo molto soddisfatti dell'ottima partecipazione dei bancari alla giornata di protesta nazionale» spiega Romano Vicentini, segretario generale della Fisac Cgil, uno dei cinque sindacati - gli altri sono Fabi, Fiba Cisl, Uilca Uil e Dircredito - che hanno promosso lo sciopero anche in Trentino. «Molti sportelli delle banche sono rimasti chiusi - continua il segretario della Fisac Cgil - a testimoniare la bontà delle ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero. Le lavoratrici e i lavoratori del settore hanno bisogno di un contratto di lavoro nazionale che ne tuteli i diritti e sia garanzia di professionalità e competenza nei confronti della clientela. Abi comprenda che la disdetta unilaterale del contratto collettivo nazionale è un boomerang e ritorni sui suoi passi».

Alla base della protesta c'è la decisione dell'Abi di disdettare il contratto di lavoro senza intervenire in alcun modo con un taglio drastico dei compensi dei grandi manager. Secondo i sindacati infatti la riduzione dei costi deve invece partire da lì, dai dirigenti, dalle consulenze e dagli appalti. I motivi della forte esposizione delle banche su sofferenze e accantonamenti derivano - accusano i rappresentanti dei lavoratori - da cause esterne  (la crisi economica e la fiscalità) e da errate scelte manageriali e certamente non sono imputabili a chi lavora agli sportelli. Abi infatti nulla dice sull’incapacità del top management del settore nel trovare una nuova prospettiva strategica attraverso progetti industriali in grado di far crescere i ricavi.

«Confidiamo quindi - conclude Vicentini - le banche comprendano l'errore commesso. Se non cambieranno rotto le azioni di protesta continueranno. Chiediamo solo il rinnovo di un contratto che tuteli i diritti di chi lavoro, garantisca i necessari meccanismi di solidarietà e sostenga la qualità del settore bancario».

Lo sciopero di oggi ha riguardato poco meno di 2.000 bancari trentini, esclusi i dipendenti delle casse rurali. Il sistema del credito cooperativo non ha infatti seguito Abi nella disdetta del contratto collettivo nazionale di lavoro. In Trentino, lo sciopero di oggi ha riguardato, tra gli altri, i dipendenti di Banca di Trento e Bolzano, Banco Popolare, Cassa Risparmio di Bolzano, Mediocredito, Trentino Riscossioni, Volksbank, Unicredit Banca, Banca Fideuram SpA, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Cassa del Trentino, Tecnofin SpA, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Deutsche Bank SpA, Prader Bank, UGF Banca, BNL, Finecobank, Monte Paschi Siena, Chebanca! ed Intesa Sanpaolo.

31 ottobre 2013

 

 

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