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Contratto. I bancari in sciopero il 31 ottobre

Sala della Cooperazione a Trento gremita per l'assemblea dei dipendenti degli istituti bancari che protestano contro la disdetta del contratto. Mercoledì si replica a Rovereto

Sono pronti alla mobilitazione i circa 2.000 dipendenti degli istituti bancari in Trentino che, con i colleghi del resto d'Italia, sciopereranno il prossimo 31 ottobre contro la disdetta unilaterale del contratto collettivo nazionale di lavoro, decisa dall'Associazione Bancaria Italiana. Un fatto gravissimo, secondo le sigle sindacali nazionali e provinciali che oggi, lunedì 21 ottobre, hanno chiamato a raccolta a Trento il personale delle banche coinvolte nella disdetta, per una prima assemblea sindacale in vista dello sciopero.

La risposta non poteva essere migliore: la sala della Cooperazione era piena in ogni ordine di posto. L'iniziativa - che verrà replicata mercoledì 23 ottobre a Rovereto a partire dalle ore 14.30 presso l'auditorium del Centro Civico Brione in via Silvio Pellico - è stata promossa da Fabi, Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca Uil e Dircredito che contestano la decisione dell'Abi di buttare a mare il contratto di lavoro e chiedono invece un rinnovo che parta dalla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e un taglio dei compensi dei grandi manager.

Secondo le organizzazioni sindacali, le banche stanno sì attraversando alcune difficoltà, ma la responsabilità non può essere addebitata solo a fattori esterni al settore (la crisi economica e la fiscalità) o interni allo stesso (i vincoli economici e normativi del ccnl). Abi infatti nulla dice sull’incapacità del top management del settore a trovare una nuova prospettiva strategica attraverso progetti industriali in grado di far crescere i ricavi; nulla dice sulle gravi responsabilità degli alti vertici aziendali sulla crescita esponenziale delle sofferenze.

«Con la disdetta - ribadiscono Fabi, Fisac Cgil, Fiba Cisl, Uilca Uil e Dircredito - Abi distrugge un patrimonio di relazioni sindacali. È evidente ed esplicita l’intenzione delle banche di arrivare a una completa deregolamentazione del settore, attraverso la cancellazione dell’attuale modello contrattuale. Di più. Abi approfitta dei cambiamenti introdotti dalla Legge Fornero per mettere in discussione lo strumento più importante utilizzato per gestire le ristrutturazioni: il Fondo di Solidarietà, poiché ne ritiene eccessivii costi. Invece il tema della "solidarietà espansiva" (lavoratori vicini alla pensione in part time, affiancati da nuovi assunti sempre a tempo parziale) e della legge sui part-time incentivati per l'accompagnamento alla pensione, viene giudicato non applicabile nella situazione data».

«La riduzione dei costi deve innanzitutto essere applicata a dirigenti, consulenze ed appalti - continuano i sindacati -. I motivi della forte esposizione delle banche su sofferenze e accantonamenti derivano principalmente da cause esterne e da errate scelte manageriali e certamente non sono imputabili a chi lavora. I diritti, i livelli occupazionali rappresentano la tutela per chi lavora e la garanzia per i risparmiatori. La difesa dell’occupazione e della qualità professionale significa mantenere un modello di banca efficiente e vicino ai settori economici più colpiti dalla crisi».

Per queste ragioni anche i 2.000 bancari trentini incroceranno le braccia giovedì 31 ottobre. Non accadrà lo stesso per i 2.500 dipendenti della Casse Rurali trentine e nazionali. Gli istituti di credito cooperativo infatti non hanno dato disdetta del contratto collettivo di lavoro e quindi i loro dipendenti non sono coinvolti nella mobilitazione del 31 ottobre.

Lo sciopero riguarderà quindi, tra gli altri, i dipendenti di Banca di Trento e Bolzano, Banco Popolare, Cassa Risparmio di Bolzano, Mediocredito, Trentino Riscossioni, Volksbank, Unicredit Banca, Banca Fideuram SpA, Banca Popolare di Sondrio, Banca Popolare di Vicenza, Cassa del Trentino, Tecnofin SpA, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Deutsche Bank SpA, Prader Bank, UGF Banca, BNL, Finecobank, Monte Paschi Siena, Chebanca! ed Intesa Sanpaolo.

21 ottobre 2013


 

 

 

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