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PROVINCIALI 2013. LE PRIORITA' DI CGIL CISL UIL

Presentato il documento dei sindacati in vista delle elezioni del 27 ottobre. Prima gli impegni di sindacati e imprese per la crescita, poi le richieste alla politica. Al centro il lavoro di giovani, donne e over 50, il welfare e il sistema di is

PROVINCIALI 2013. LE PRIORITA' DI CGIL CISL UIL


Non un semplice elenco di priorità da proporre alle forze politiche, ma l'indicazione di impegni concreti da assumere come parti sociali – associazioni datoriali e sindacati – per uscire dalla crisi economica, creare nuovo sviluppo e garantire un futuro di benessere al Trentino.


Cgil Cisl Uil del Trentino scelgono di ribaltare l'usuale canovaccio dei documenti che le associazioni economiche e sociali stanno presentando alle coalizioni che il 27 ottobre si contenderanno la guida della Provincia autonoma di Trento per la prossima legislatura. «Crediamo che lo sviluppo sia nelle mani di imprese e lavoratori – spiegano i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Paolo Burli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. Per questo, prima di chiedere qualcosa alla politica e alle istituzioni, dobbiamo stabilire quello che noi, in quanto parti sociali, possiamo fare perché il Trentino torni a crescere. Questo significa essere davvero responsabili verso chi rappresentiamo e verso tutta la comunità trentina».

Così il documento elaborato da Cgil Cisl Uil del Trentino, e votato all'unanimità dall'assemblea dei direttivi delle tre organizzazioni venerdì 27 settembre, parte da una serie di impegni che associazioni datoriali e sindacati, imprese e lavoratori debbono sapere condividere per creare un terreno fertile alla ripresa economica e alla creazione di nuovi e più qualificati posti di lavoro. Si parte dall'impegno alla promozione della contrattazione aziendale e territoriale per giungere alla sperimentazione di forme di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, passando per la definizione delle buone pratiche nell'organizzazione del lavoro per migliorare la produttività, la diffusione della formazione continua, l'applicazione a tutti i settori dell'accordo su democrazia e rappresentanza sindacale, l'utilizzo dei contratti di solidarietà, l'attuazione della delega sugli ammortizzatori sociali, la bilateralità.

«Sono tutte questioni – affermano Burli, Pomini e Alotti – nelle mani delle parti sociali e possono essere attuate, per lo più, senza un intervento diretto delle istituzioni. Alle imprese chiediamo quindi di aprire un confronto su questi punti e una volta individuate le intese sui singoli punti, chiedere al futuro governo provinciale di sostenerne l'attuazione».

Per quanto riguarda poi le priorità che il sindacato vuole proporre alle forze politiche e ai candidati alla presidenza della giunta provinciale, Cgil Cisl Uil mettono in primo piano l'occupazione, soprattutto giovanile, femminile e quella degli over 50 espulsi dal mercato del lavoro. «L'attuazione della delega sugli ammortizzatori sociali – spiegano i segretari generali delle tre confederazioni – è un tassello fondamentale in questo senso, perché si fonda su moderni meccanismi di sostegno alla ricerca attiva di lavoro».

Per i sindacati poi sono due gli altri punti su cui investire: un welfare di stampo nordeuropeo e un sistema di istruzione capace di promuovere i talenti e di essere in costante raccordo con il mondo del lavoro. «Siamo nel bel mezzo di una profonda trasformazione del sistema economico – avvertono Burli, Pomini e Alotti – fondata su un nuovo paradigma tecnologico, ossia quello dello digitale. Bisogna quindi proteggere le persone in difficoltà ed aumentare il grado di istruzione della comunità per affrontare le sfide di questa rivoluzione tecnologica».

Negli altri punti indicati da Cgil Cisl Uil c'è il contenimento selettivo della pressione fiscale e tributaria su cittadini ed imprese, la contrattazione nel pubblico impiego, il monitoraggio dei sistemi di incentivo alle aziende, l'ammodernamento delle politiche industriali, la qualificazione della spesa pubblica per investimenti e un maggior coordinamento tra Trentino, Alto Adige e Tirolo grazie al Gect e all'Euroregione.


30 settembre 2013

 

 

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