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Pulizie. Alla Fondazione Mach si inasprisce la mobilitazione

Il braccio di ferro alla Fondazione Mach di San Michele all'Adige tra la Filcams CGIL e la General Service continua. Non è bastato nemmeno un comunicato della direzione della Fondazione in cui testualmente si ribadisce che il disciplinare di gara nell'affidamento del servizio di pulizia: ”ha previsto un aumento delle superfici da pulire e conseguentemente del monte ore complessivo da destinare all'appalto” per mettere le lavoratrici nelle condizioni di riavere il reintegro delle ore contrattuali.

A tutt'oggi i contratti, molti dei quali non ancora firmati, prevedono i tagli già denunciati nei giorni scorsi.Oggi l'assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori ha bocciato l'accordo firmato dalla Fisascat CSIL dell'Alto Adige e dalla Uiltrasporti  UIL di Trento che accettava senza battere ciglio la riduzione delle ore.E' stato deciso anche un presidio che inizierà lunedì 12 alle ore 11:00 per ottenere finalmente quell'incontro congiunto con  la direzione della Fondazione e con la direzione di General Service inseguito fin dal giorno 22 luglio ma mai ottenuto, che dovrà sgombrare il campo da ogni equivoco: com'è possibile avere una dichiarazione dell'ente appaltante che garantisce il mantenimento degli orari e dei livelli retributivi e contemporaneamente contratti con orari e salari decurtati e nuovo personale assunto?

Durante l'assemblea che la Filcams CGIL aveva proposto alle altre sigle di tenere unitariamente, oltre alla votazione sull'accordo “a perdere” e alla organizzazione del presidio sono emerse altre storie incredibili di lavoratrici indotte alle dimissioni dal taglio delle ore o dal cambio di collocazione oraria.Le lavoratrici hanno stigmatizzato l'ennesimo incontro, seppur informale, organizzato da General Service con Fisascat SGB e Uiltrasporti senza la presenza ancora una volta della Filcams CGIL invitata solo 24 ore prima con una telefonata.

Se ben si capiscono la logica e la finalità dell'azienda che oggettivamente, a fronte delle dichiarazioni di volontà di dialogo con tutte le sigle sindacali, tiene ai margini la Filcams CGIL, diventa di difficile comprensione quella di Fisascat SGB e Uiltrasporti che rifiutano di prendere atto della realtà e continuano per la loro strada fatta di contraddizioni che alla fine saranno pagate dalle lavoratrici: prima riescono a proclamare una mobilitazione contro l'accordo da loro firmato qualche giorno prima e poi rifiutano le richieste di assemblee unitarie per continuare ad incontrare in separata sede l'azienda.

Troppi soggetti finora hanno recitato più parti in commedia ed è venuto il momento di fare chiarezza. Se la Fondazione ritiene quanto operato da General Service non in sintonia con i contenuti del capitolato di appalto intervenga, se Fisascat SGB e Uiltrasporti ritengono giusto non far firmare alle proprie iscritte i contratti e mobilitarsi come il giorno 16 luglio, ritirino la firma e si uniscano nella lotta.Per quanto riguarda la Filcams CGIL continuerà la propria iniziativa fino al ripristino dei contratti di lavoro in essere al momento del cambio di appalto.

9 agosto 2013                                      

 

 

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