NEWS

Adige Bitumi. Il gruppo approva l’iter di cigs

Doppio vertice con l’azienda che lunedì ha annunciato la richiesta di concordato preventivo. In mattinata vertice Provincia-sindacati: “Incontro soddisfacente: la priorità sarà la cession

Prima un incontro con l’azienda, poi un secondo appuntamento nella sede della Provincia con l’assessore provinciale all’industria, Alessandro Olivi. Due gli appuntamenti che oggi hanno impegnato Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil per tutelare i 145 lavoratori del gruppo Adige Bitumi. Lunedì, com’è noto, nella sede di Confindustria l’azienda specializzata nell’estrazione e nei materiali da costruzione ha comunicato alle categorie sindacali di aver già depositato la richiesta di concordato preventivo in continuità. A spingere il gruppo - guidato dall’amministratore unico delegato Paolo Telatin - a una simile decisione ci sarebbe una grave crisi finanziaria e di liquidità legata agli insoluti e alla crisi del settore immobiliare.
 
All’incontro con Alessandro Olivi e con l’azienda hanno partecipato Maurizio Zabbeni, segretario generale Fillea Cgil e Antonio Formolo, Stefano Pisetta, segretario Filca Cisl, Gianni Tomasi, segretario generale Feneal Uil e Claudio Pitscheider. “E’ stato un incontro soddisfacente – spiegano le rappresentanze sindacali – Il tavolo ha condiviso la necessità di tutelare le competenze acquisite nel tempo dall’azienda, senza produrre il consueto depauperamento sul territorio”.
 
Dall’assessore, poi, un impegno: “Olivi ha dimostrato la propria vicinanza – ribadiscono – Chiederà un incontro urgente al Dipartimento lavori pubblici per capire se e come garantire all’azienda la possibilità di lavorare nel corso del concordato preventivo in continuità”. Ciò eviterebbe effetti ancora più drammatici. A questo proposito, ribadiscono le organizzazioni sindacali, è necessario evitare la frantumazione del know how dei lavoratori: “Il ramo cantieri di edilizia civile ed infrastrutturale non sarà spezzettato – spiegano – Dovrà essere cessato integralmente a un unico soggetto, per evitare di disperdere le competenze”. Una garanzia, questa, fondamentale per i lavoratori: “Così potremo dare loro continuità”. E su ciò ha garantito il proprio massimo impegno direttamente l'a.d. Telatin. Per primo, avendo investito in tecnologia e nelle risorse umane, si è detto consapevole e fermamente convinto di non sacrificare per meri interessi economici il futuro dei lavoratori interessati ed il grado di elevata competenza raggiunto.
 
L’auspicio, comunque, è che si possa scongiurare la vendita del ramo d’azienda del settore edile classico che oggi impiega circa cinquanta dipendenti: “Non abbandoniamo la speranza – rimarcano – Attraverso un piano specifico si potrebbe tornare indietro ed evitare la cessione del ramo d’azienda”. Sarà comunque il commissario giudiziale incaricato di seguire l’iter del concordato preventivo a valutare i margini di risoluzione della crisi finanziaria del gruppo.
 
Nel frattempo potrà aprirsi la procedura di cassaintegrazione straordinaria che, nella riunione di questa mattina, il gruppo ha accettato di avviare su richiesta di Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil. “Già domani– concludono i segretari – il gruppo presenterà formalmente domanda al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale”. L'iter, infatti, coinvolgendo diverse provincie dovrà concretizzarsi presso il Ministero a Roma.
 
11 luglio 2013

 

 

TORNA SU