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Whirlpool. Sostegno ai lavoratori dalla Cgil del Trentino

Approvato all'unanimità dal Comitato direttivo della confederazione di via dei Muredei un documento sulla crisi Whirlpool

3 luglio 2013


Ordine del giorno sulla crisi dello stabilimento Whirlpool di Spini di Gardolo


L'annuncio della chiusura dello stabilimento Whirlpool di Spini di Gardolo ha aperto una nuova vertenza nel settore industriale e ancora una volta, dimostra la profondità della crisi economica in atto. Nel suo piano industriale la divisione europea della multinazionale americana degli elettrodomestici prevede di far tornare in utile la società attraverso un processo di riorganizzazione delle produzioni con il totale dinsipegno dal Trentino, per concentrare i propri investimenti su Cassinetta e spostando alcune linee di prodotto in Polonia, nonostante i livelli di efficienza acquisiti nel tempo dallo stabilimento di Spini di Gardolo.

Il fatto che dopo l'acquisizione del complesso immobiliare da parte della Provincia autonoma di Trento nel 2007, la Fiom, nel gestire le diverse fasi di crisi succedutesi in questo lasso di tempo, abbia promosso a più riprese iniziative finalizzate ad innestare sullo stabilimento di Spini processi di ricerca e innovazione finanziati da Whirlpool e agevolati dalla Provincia, testimonia della consapevolezza del sindacato del fatto che l'industria manifatturiera può dare uno stabile e duraturo contributo all'occupazione e allo sviluppo del territorio solo se non si esaurisce in lavorazioni a basso valore aggiunto, ma se accorpa nella stessa filiera attività di progettazione, innovazione e produzione. La battaglia per la competitività del manifatturiero, in aree sviluppate come la nostra, non può infatti essere combattuta sulla riduzione dei costi di produzione e in particolare della manodopera, ma sulla capacità di creare innovazioni di prodotto e di processo in grado di aumentare il valore aggiunto delle produzioni stesse.

Ora in gioco ci sono 468 posti di lavoro diretti (cui si debbono sommare quelli dei servizi collegati alla fabbrica e quelli dell'indotto) e una porzione della storia industriale del Trentino. Alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti in questa drammatica crisi va garantito il massimo supporto da parte delle istituzioni locali, allo stesso modo con cui negli ultimi anni si è proceduto a mettere in capo, su richiesta e col consenso dei sindacati, forme straordinarie di sostegno, sia sul fronte delle politiche industriali che del lavoro, a partire da quelle offerte agli oltre 13.000 espulsi dal mercato del lavoro per riduzioni collettive del personale, registrati dal gennaio 2008 al dicembre 2012 in Trentino. Di questi più di 10.000 provenivano da aziende con meno di 15 dipendenti, con un ritmo pari a circa 170 licenziamenti ogni mese solo da parte delle piccole imprese locali.

Tutto ciò premesso il comitato direttivo della Cgil del Trentino

1. esprime la propria solidarietà e il proprio sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Spini di Gardolo che stanno affrontando questa difficile fase di incertezza riguardo il proprio destino occupazionale;

2. dà mandato alla segreteria confederale e impegna tutta la struttura a sostenere le iniziative di mobilitazione, di elaborazione e di proposta promosse dalla Fiom del Trentino e, unitariamente, dalle altre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici e dalla rsu aziendale, allo scopo di mantenere produttivo il sito di Spini di Gardolo, in primo luogo durante la fase di confronto tra sindacato e azienda che, apertosi venerdì 28 giugno, proseguirà a spron battuto nei prossimi giorni e che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrebbe concludersi non oltre i 75 giorni previsti dalla procedura di mobilità;

3. ritiene fondamentale, nell’ambito della vertenza Whirlpool, il coordinamento sindacale tra gli stabilimenti del gruppo presenti in Italia, in Europa e nel mondo e la promozione di iniziative in seno al Comitato sindacale Aziendale Europeo,nella consapevolezza del ruolo strategico che deve assumere il sindacato a livello comunitario;  

4. chiede alle forze politiche locali, al mondo accademico e a tutti coloro che in qualche modo sono stati protagonisti della vita dello stabilimento Ignis-Iret-Whirlpool dal 1970 ad oggi, di abbandonare sterili od opportunistiche polemiche per concentrare tutti i propri sforzi nell'offrire un contributo alla risoluzione positiva di questa crisi industriale;

5. sollecita la Giunta provinciale a premere sul management e sulla proprietà aziendale affinché Whirlpool non abbandoni totalmente lo stabilmento di Trento, e al contempo ad operare affinché, nel caso in cui la dismissione divenisse realtà, si possa attuare un rapido processo di reindustrializzazione del sito, garantendo a tutti i lavoratori la copertura degli ammortizzatori e l'accesso ai migliori servizi di formazione professionale, riqualificazione e outplacement in grado di permettere la ricollocazione del personale in nuove o già esistenti attività economiche;

6. invita le organizzazioni datoriali, la Provincia, l'Università di Trento e le istituzioni della ricerca a definire insieme un piano comune per la progressiva qualificazione delle politiche industriali e di incentivo che, anche a partire dai molti provvedimenti adottati e condivisi fino ad oggi nei tavoli di confronto a livello territoriale, sappiano rendere sempre più attrattivo il Trentino per gli investimenti e supportare la nascita di nuovi progetti industriali.

Approvato all’unanimità  

 

 

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