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Whirlpool chiude a Spini di Gardolo

Oggi la comunicazione della multinazionale americana. 470 posti di lavoro a rischio. Sciopero ed assemblea dei lavoratori. Grasselli (Fiom): "Spini deve restare produttivo" 

Whirlpool chiude a Spini di Gardolo

Lo stabilimento Whirlpool di Spini di Gardolo chiude dopo 43 anni di attività. L’annuncio ufficiale è giunto stamane quando il vertici della divisione europea della multinazionale americana hanno incontrato le organizzazioni sindacali Fim Fiom e Uilm del Trentino e la rsu aziendale. La decisione di cessare l’attività produttiva in Trentino è motivata dalla volontà di concentrare le produzioni attuali negli stabilimenti di Wroclaw (Polonia) e di Cassinetta in provincia di Varese dove, a Comerio, ha sede il centro operativo di Whirlpool per la regione Emea (Europe, Middle East e Africa). Il nuovo piano industriale prevede da un lato, investimenti per quasi 245 milioni di euro in sei anni su Cassinetta e, dall'altra, la cessazione della produzione a Spini di Gardolo.

Nell’incontro di stamane i sindacati dei metalmeccanici Fim Fiom Uilm del Trentino hanno dichiarato di non poter accettare le condizioni del nuovo piano industriale e hanno ribadito la necessità che, anche considerata l’efficienza degli impianti e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, lo stabilimento di Spini di Gardolo continui a restare produttivo, garantendo il mantenimento dei livelli occupazionali. La prima risposta dell'azienda è stata negativa, tanto che proprio in mattinata la multinazionale ha formalizzato l’apertura di una procedura di mobilità per tutti i 470 dipendenti dello stabilimento trentino. Di fronte a questa presa di posizione, Fim Fiom Uilm hanno deciso di confermare lo sciopero di tutti gli addetti, iniziato già di prima mattina quando, all'inizio del turno delle ore 6, le lavoratrici ed i lavoratori si sono riuniti in assemblea permanente attendendo l’esito del confronto tra organizzazioni sindacali e vertici aziendali.

"La decisione - incalza il segretario della Fiom Cgil del Trentino, Roberto Grasselli, - ci è stata comunicata formalmente stamane dalla direzione aziendale di Whirlpool. Per noi la cessazione dell'attività produttiva nello stabilimento di Spini di Gardolo è inaccettabile. Anche a fronte degli ingenti investimenti in Italia annuciati oggi dalla multinazionale, abbiamo ribadito all'azienda la nostra ferma volontà che Whirlpool continui a produrre a Trento. L'impatto sociale di 470 licenziamenti, senza contare gli effetti sull'indotto, è oggi insostenibile anche per il Trentino".

"Per la storia di questo stabilimento, lunga ormai 43 anni, per la professionalità dimostrata e per l'impegno profuso dalle lavoratrici e dai lavoratori Whirlpool in questi anni - aggiunge poi Grasselli - pretendiamo che lo stabilimento di Spini di Gardolo resti produttivo e, possibilmente scongiurando in extremis  l'addio della multinazionale americana, vengano offerte concrete garanzie occupazionali a tutti gli addetti attualmente impiegati a Spini di Gardolo".

Nel primo pomeriggio, su richiesta di Fim Fiom Uilm del Trentino, l’assessore provinciale all’industria, Alessandro Olivi è salito a Spini di Gardolo per incontrare i lavoratori in fabbrica. All’assessore provinciale i sindacati e la rsu hanno chiesto un impegno comune di istituzioni e lavoratori affinché lo stabilimento mantenga la propria capacità produttiva. «La nostra prima opzione – hanno spiegato i rappresentanti sindacali – è la permanenza di Whirlpool a Spini di Gardolo. Se questa strada fosse davvero preclusa, è fondamentale non solo attivare nuovi e più ampi ammortizzatori sociali, ma individuare un’alternativa imprenditoriale seria che garantisca nuove produzioni e il mantenimento dei posti di lavoro».

L’assessore Olivi, dal canto suo, ha confermato ai lavoratori di aver incontrato nella tarda mattinata di oggi i vertici di Whirlpool ai quali, a nome della Giunta provinciale, ha chiesto di poter discutere nel dettaglio il nuovo piano industriale, anche in prospettiva di una sua revisione, l’attivazione di un piano sociale straordinario nel caso di una definitiva cessazione dell’attività e l’avvio di un confronto permanente con l’azienda. Whirlpool, pur confermando i contenuti del piano industriale, avrebbe dato ampie disponibilità di dialogo alla Giunta provinciale.Ora le lavoratrici ed i lavoratori di Spini di Gardolo si riuniranno in assemblea lunedì 1 luglio al mattino per decidere le azioni di protesta da mettere in campo per scongiurare la chiusura dello stabilimento e per definire la posizione dei dipendenti in vista del primo confronto con l’azienda che si terrà nel pomeriggio dello stesso giorno, quando i vertici di Whirlpool e le organizzazioni sindacali si incontreranno al Servizio lavoro della Provincia autonoma di Trento. Sempre lunedì mattina si riunirà anche la Giunta provinciale che esaminerà la situazione dello stabilimento di Spini di Gardolo. 


28 giugno 2013

 

 

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