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Disoccupazione. In Trentino sale al 7,6%

Nel primo trimestre 2013 cresce il numero di chi cerca lavoro anche nella nostra Provincia. Secondo l'Istat sono 19mila. Ma in Trentino la migliore performance dopo l'Alto Adige

Disoccupazione. In Trentino sale al 7,6%

Il tasso di disoccupazione in Trentino sale nel primo trimestre del 2013 al 7,6%. Era il 6,9% nello stesso periodo del 2012. Quella della nostra Provincia resta la performance migliore d'Italia dopo l'Alto Adige che registra un tasso di disoccupazione al 4,5% in crescita rispetto al 3,6% del marzo 2012. I disoccupati nel Nord Est sono l'8,6% della forza lavoro. Sono questi alcuni dei dati più significativi della rilevazione trimestrale dell'Istat sulle forze di lavoro in Italia.

«I nuovi dati Istat sul mercato del lavoro vanno letti con particolare attenzione - commenta a questo proposito Franco Ianeselli, della segreteria Cgil del Trentino -. Nel primo trimestre 2013 in Trentino gli occupati aumentano di quasi 4.000 unità rispetto al primo trimestre del 2012. Salgono però anche i disoccupati, con un incremento di oltre 2.000 unità».

«L'economia trentina - prosegue il sindacalista - sta dunque aumentando il numero complessivo di posti di lavoro, così come sta migliorando il rapporto tra occupati e persone in età da lavoro. Il tasso di occupazione in provincia è infatti in crescita di 0,6 punti percentuali e si attesta al 64,7%, mentre è in calo in Italia e nel Nordest. Non si riesce però ad assorbire una buona parte delle persone che sono in cerca di occupazione. L'accresciuta ricerca di lavoro è probabilmente sostenuta proprio dalla difficile congiuntura economica, che sta spingendo un maggior numero di persone a cercare un'occupazione in modo da aumentare le potenziali fonti di reddito all'interno del nucleo familiare».

«Va osservato - aggiunge Ianeselli - che le difficoltà, relativamente al periodo preso in esame, colpiscono i lavoratori maschi, poiché a prevalente manodopera maschile sono realtà in crisi come l'edilizia Le donne occupate sono invece in aumento di oltre 3000 unità, mentre quelle disoccupate sono addirittura in diminuzione».

«A livello nazionale e prima ancora europeo - conclude il sindacalista - vanno attivate politiche in grado di sostenere l'economia e l'occupazione. A livello trentino, confermato il nostro giudizio positivo sulle misure adottate sia sotto forma di sostegno al reddito che di progetti sperimentali come le cosiddette “staffette generazionali”, chiediamo alla Giunta provinciale il massimo impegno per garantire rapidità e prontezza nell'attuazione dei provvedimenti a favore del lavoro».


IL COMUNICATO DELLA PROVINCIA

L’Istat ha diffuso oggi i dati sull’occupazione e sulla disoccupazione relativi al primo trimestre 2013 (da gennaio a marzo 2013). Anche in Trentino la recessione in corso, la seconda in quattro anni, si riflette sul mercato del lavoro. Nonostante l’aumento del tasso di attività e del tasso di occupazione aumenta anche il tasso di disoccupazione. La riduzione del reddito disponibile delle famiglie spinge, soprattutto, le donne ad entrare nel mercato del lavoro in modo da limitare gli effetti della crisi sul tenore di vita. E’ bene ricordare che il primo trimestre dell’anno, di norma, è quello che  evidenzia il maggior numero di persone in cerca di lavoro perché risente di effetti stagionali negativi. Comunque, il sistema produttivo, attualmente, non riesce più ad assorbire l’offerta di lavoro in crescita.

Il primo trimestre 2013 presenta in Trentino un mercato del lavoro in movimento ma in chiara difficoltà. Le forze di lavoro hanno raggiunto le 248mila unità, in aumento rispetto al primo trimestre 2012 di 6mila unità, portando il tasso di attività al 70,2% dal 68,9% del primo trimestre 2012.

Gli occupati hanno raggiunto le 229mila unità con una variazione positiva in valore assoluto di circa 4mila unità rispetto al primo trimestre del 2012. Il tasso di occupazione è incrementato di 0,6 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2012, raggiungendo il 64,7%. Per gli uomini tale tasso è pari al 71,3%, sostanzialmente stabile (nel primo trimestre 2012 era pari al 71,5%) mentre per le donne questo tasso è arrivato al 58,1% con un aumento tendenziale di quasi due punti percentuali (56,5%). In Italia il tasso di occupazione è inferiore a quello del Trentino di circa 9 punti percentuali e, a differenza di quello provinciale aumentato di 0,6 punti percentuali, si è ridotto di quasi un punto percentuale, passando dal 56,5% del primo trimestre 2012 al 55,5% dello stesso periodo del 2013. Nel primo trimestre 2013 in Trentino gli uomini che lavorano sono 128mila, le donne 101mila.

I settori che acquisiscono occupati sono l’industria in senso stretto (3.300 unità) e i servizi (7.700 unità). I settori delle costruzioni e dell’agricoltura si contraggono, in parte per gli effetti degli andamenti stagionali. La composizione dell’occupazione vede in aumento i dipendenti di 4.300 unità e in riduzione gli indipendenti di 500 unità.

I disoccupati sono 19mila con un aumento di 2mila unità, il valore più alto dall’inizio del lungo periodo di crisi. In Trentino il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,7 punti percentuali, raggiungendo il 7,6% (nel primo trimestre del 2012 era al 6,9%, in media 2012 al 6,1%). Tale tasso per gli uomini è pari al 7,5% (6,0% nel stesso periodo del 2012), quello femminile al 7,8%, in calo di 0,4 punti percentuali (8,2% nello stesso periodo del 2012). Dei 2mila disoccupati in più rispetto al primo trimestre 2012, 1.500 sono ex-occupati e gli altri sono ex-inattivi. Da rilevare che le persone in cerca di prima occupazione si riducono di circa 200 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 

In Italia il tasso di disoccupazione è al 12,8%, in aumento di quasi due punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2012 (10,9%) e circa 5 punti percentuali in più di quello trentino. Aumentando le forze lavoro si riducono gli inattivi di circa 4mila unità. La prevalenza di questi ultimi sono donne. L’aumento dell’offerta di lavoro femminile può essere spiegata da azioni di contrasto al lungo periodo di crisi e per far fronte alla riduzione del reddito disponibile.

31 maggio 2013


 

 

 

 

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