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Crisi e lavoro. Il 22/6 manifestazione Cgil Cisl Uil a Roma

I sindacati chiamano a raccolta il mondo del lavoro per chiedere al governo interventi per l'occupazione, il welfare e la crescita. Pullman anche dal Trentino.

Crisi e lavoro. Il 22/6 manifestazione Cgil Cisl Uil a Roma

Cgil Cisl Uil hanno indetto una grande manifestazione nazionale per il lavoro nella giornata di sabato 22 giugno a Roma. Per il sindacato sono improrogabili nuovi interventi a favore dell'occupazione, del welfare e della crescita economica per consentire all'Italia si uscire da una recessione, aggravata da politiche di austerity che rischiano di far avvitare il Paese su se stesso. Al Governo Cgil Cisl Uil chiedono tra l'altro il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, la riduzione delle tasse su lavoratori e pensionati, il rilancio degli investimenti.

Anche Cgil Cisl Uil del Trentino parteciperanno alla manifestazione del 22 giugno. I sindacati confederali trentini organizzeranno una serie di pullman per portare lavoratori e pensionati della nostra provincia a Roma. In preparazione della manifestazione nazionale, nel pomeriggio dell'11 giugno Cgil Cisl Uil del Trentino riuniranno a Trento tutte le delegate ed i delegati sindacali presso la sala della Cooperazione in via Segantini.

Di fronte alla profondità della crisi economica che in Italia ha portato la disoccupazione giovanile a sfiorare il 40%, per i sindacati è urgente che il tema del lavoro torni al centro delle scelte politiche ed economiche. Investimenti, redistribuzione del reddito, ripresa dei consumi sono le condizioni essenziali per sostenere la nostra economia.

"In particolare - scrivono Cgil Cisl Uil - servono provvedimenti per uscire dalla recessione e riprendere la crescita. 
1.- Dare soluzione alle emergenze che alimentano la disoccupazione, attraverso: il finanziamento degli ammortizzatori in deroga, almeno per tutto il 2013 e l'effettiva salvaguardia degli “esodati”;
2.- Ridurre le tasse per i lavoratori dipendenti, i pensionati e le imprese che faranno assunzioni nel prossimo biennio, destinando automaticamente le risorse derivanti da un'efficace lotta all'evasione fiscale, reato di cui va sancita la natura penale.
3.- Rilanciare politiche anticicliche prevedendo la possibilità per i Comuni, che hanno risorse, di fare investimenti e di avviare i cantieri già deliberati fuori dal Patto di Stabilità.
4.- Ridurre i costi della politica è la condizione per buone istituzioni e buona politica. Si tratta, da un lato, di riordinare e semplificare l'assetto istituzionale ed amministrativo del Paese, seguendo quanto già fatto dagli altri partner europei e, dall'altro, di tagliare con decisione gli sprechi e i privilegi che non sono compatibili con l'efficienza e la buona amministrazione.
5.- Ammodernare e semplificare la Pubblica Amministrazione non attraverso tagli lineari, ma con la riorganizzazione e l'efficacia del suo funzionamento, con il contenimento della legislazione concorrente ed eliminando tutte le formalità che rallentano le decisioni. É fondamentale, per sostenere la crescita, investire nella scuola pubblica, nell'università, nella ricerca pubblica e nell'innovazione.
6.- Prorogare i contratti precari nella Pubblica Amministrazione e nella Scuola in scadenza.
7.- Definire una politica industriale che rilanci le produzioni, valorizzando le imprese che investono in innovazione e ricerca e che salvaguardano l'occupazione e le competenze. 
8.- Definire uno strumento di contrasto alla povertà e il finanziamento della non autosufficienza.
9.- Applicare la riforma dell'IMU esonerando solo i possessori di un'unica abitazione, con un tetto riferito al valore dell'immobile.
10.- Correggere le iniquità della legge Fornero sulle pensioni". 

"Queste - concludono i sindacati - sono le scelte per arrestare la caduta del sistema produttivo e fare ripartire le crescita creando nuove opportunità di lavoro. Insieme a queste misure le Parti Sociali sono impegnate nei rinnovi dei contratti collettivi di nazionali di lavoro e nella scelta di salvaguardare l'occupazione, anche attraverso gli ammortizzatori sociali e i contratti di solidarietà".

26 maggio 2013 

 

 

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