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Vertenza Fiat. Confermata la condanna di Officine Brennero per condotta antisindacale

Il tribunale di Trento ribadisce l'obbligo dell'azienda del gruppo Fiat Industrial a trasmettere le quote sindacali alla Fiom nonostante il sindacato non abbia firmato il contratto collettivo voluto da Marchionne

Il tribunale di Trento ha respinto l'opposizione di Officine Brennero alla sentenza che nel giugno del 2012 aveva condannato per condotta antisindacale l'azienda metalmeccanica del gruppo Fiat Industrial, imponendole di procedere alla trattenuta e al trasferimento delle quote sindacali degli iscritti alla Fiom Cgil del Trentino.

Officine Brennero che occupa circa 70 dipendenti a Spini di Gardolo nella vendita e riparazione di veicoli commerciali, aveva fino ad allora negato il trasferimento delle quote perché l'organizzazione sindacale delle tute blu Cgil non ha mai sottoscritto il contratto collettivo specifico di lavoro dei gruppi Fiat S.p.A. e Fiat Industrial S.p.A.

La sentenza, depositata ieri e firmata dal giudice del lavoro, Roberto Beghini, condanna Officine Brennero anche al pagamento delle spese processuali. Il contenzioso si inserisce nella più ampia vertenza che oppone la Fiom alla storica casa automobilistica torinese dopo la decisione di Marchionne di non concedere l'agibilità sindacale al sindacato Cgil delle tute blu applicando così, a suo dire, quanto previsto dall'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori che garantisce la rappresentanza solo alle sigle firmatarie del contratto di lavoro di riferimento. 

Proprio sulla base di quell'orientamento, da gennaio del 2012 Fiat e tutte le società del gruppo hanno infatti deciso di non procedere più alla trattenuta automatica delle quote sindacali in busta paga per gli iscritti Fiom, nonostante questi ultimi avessero richiesto la cessione del credito di parte della propria retribuzione a finanziamento della propria organizzazione. 

Come in altre sentenze di diversi tribunali italiani, il tribunale del lavoro di Trento, con il pronunciamento di ieri, ha confermato la bontà al ricorso della Fiom del Trentino contro Officine Brennero che aveva continuato a trattenere le quote sindacali solo per le organizzazioni firmatarie del contratto, ma non per la Fiom. Di qui la condanna per un comportamento ritenuto antisindacale, che ora l'azienda dovrà rimuovere una volta per tutte.

«Siamo ovviamente molto soddisfatti della conferma della prima sentenza del giudice Flaim – commenta Manuela Terragnolo della Fiom Cgil del Trentino -. Si tratta di una decisione in linea con quella di altri tribunali italiani che ristabilisce una verità inoppugnabile: ogni lavoratore ha diritto di scegliere il proprio sindacato senza che nessuno possa ostacolarne surrettiziamente l'adesione».

La Fiom Cgil del Trentino ringrazia il lavoro svolto da Ottorino Bressanini che ha rappresentato il sindacato dei metalmeccanici in questa seconda fase del giudizio e ricorda Agostino Catalano, recentemente scomparso, che aveva patrocinato il primo ricorso della Fiom contro Officine Brennero.


3 maggio 2013

 

 

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