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Mondini-Caramelle. Il tribunale accoglie il ricorso contro la sentenza di diffimazione

Nel novembre del 2011 il tribunale di Trento aveva condannato il segretario della Filcams a pagare 15mila euro al titolare della Mondini Spa. In appello sì è accertato che le parole del sindacalista non erano offensive

La Corte di Appello del tribunale di Trento ha accolto il ricorso del segretario generale della Filcams Cgil del Trentino, Roland Caramelle, contro la sentenza che nel novembre 2011 lo aveva stato condannato a risarcire Paolo Mondini con 15 mila euro per le dichiarazioni, ritenute diffamatorie dallo stesso tribunale in primo grado, rilasciate nell'aprile 2009 a seguito della rottura delle trattative tra sindacati e Mondini SpA sul licenziamento di 9 dipendenti della stessa società di commercio all'ingrosso. Ora Mondini dovrà quindi restituire alla Filcams Cgil del Trentino i 15 mila euro già pagati all'imprenditore.

La vicenda risale appunto al 2009 quando la Mondini SpA decise di licenziare 9 dei 27 addetti impiegati nelle attività aziendali per crisi di mercato. I sindacati chiesero all'azienda di attivare un contratto di solidarietà riducendo l'orario di lavoro del personale per garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. Mondini SpA non accettò la proposta ritenendola impercorribile “per esigenze riconducibili alle peculiarità organizzative” dell'azienda stessa. Rotte le trattative, la Filcams Cgil reagì per bocca dell'allora funzionario Roland Caramelle secondo il quale il comportamento del titolare Paolo Mondini era stato irresponsabile.

Nella sentenza d'appello del 25 marzo scorso, il giudice Domenico Taglialatela ha ritenuto che il contenuto delle dichiarazioni di Caramelle non era falso perché riprendeva i termini della discussione avvenuta in sede di trattativa sindacale. Inoltre, come già rilevato in sede penale quando la querela di Mondini venne archiviata, non di diffamazione si sarebbe trattato ma solo dell'esercizio del diritto di critica senza che questa si tramutasse mai in un attacco assolutamente ingiustificato alla persona di Paolo Mondini. Quindi le parole di Caramelle non potevano ritenersi offensive.

In base a queste motivazioni il giudice ha accolto il ricorso di Caramelle nei confronti di Modini contro la sentenza del 28 novembre 2011.


29 marzo 2012

 

 

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