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Subaru Italia. I lavoratori di Ala chiedono a Tokyo di fermare il trasferimento

La lettera dei 43 dipendenti  ai vertici di Fuji Heavy Industries. 

«Spettabile Fuji Heavy Industries, siamo i 43 impiegati di Subaru Italia che da molti anni mettono a disposizione le proprie competenze professionali per far crescere questa società». Inizia così la lettera con cui le lavoratrici ed i lavoratori della sede di Ala chiedono ai vertici della società nipponica di bloccare il trasferimento della loro società a Milano.

Lo fanno ribadendo le ragioni tecniche, organizzative ed anche economiche che possono rendere vantaggiosa la permanenza di Subaru in Vallagarina. «E' bene rimarcare – premettono i lavoratori nella lettera - che il nostro lavoro viene svolto, quasi per la sua interezza, attraverso le tecnologie informatiche e di telecomunicazione, cosa questa che rende in ogni caso scarsamente rilevante l'allocazione fisica dell'azienda».Pur ammettendo che, causa la recessione economica che ha colpito l'Italia, negli ultimi anni la società ha registrato bilanci negativi, negli anni precendenti e comunque «da quando Subaru si è insediata ad Ala, circa un quarto di secolo fa, ha avuto un incremento delle vendite costante ed è riuscita ad ottenere importanti contratti con gli enti pubblici, dimostrando coi fatti che la sede della società non influisce negativamente né sulla professionalità del personale, né sui risultati».

Inoltre i lavoratori ribadiscono che, per quanto riguarda i collegamenti ed il sistema dei trasporti, il trasferimento a Milano rappresenterebbe un errore. «L'attuale sede di Ala, infatti, - proseguono i dipendenti di Subaru Italia – non fu scelta a caso ma perché si trova a poca distanza da Verona, che rappresenta uno dei più importanti crocevia europei sulle direttrici nord-sud ed est-ovest, ma allo stesso tempo si trova all'interno del territorio della Provincia autonoma di Trento, che offre alle imprese vantaggi imparagonabili con qualunque altra regione italiana».«Gran parte degli importatori delle maggiori aziende automobilistiche hanno sede in città diverse da Milano- si legge nella lettera inviata a Tokyo -. Ad esempio, il marchio che sta riscuotendo maggior successo in Europa, Volkswagen, ha sede proprio a Verona, ossia a pochi chilometri dall'attuale sede di Subaru Italia. Stessa collocazione è stata scelta da Honda. Molti altri marchi hanno preferito Roma o Torino».

I lavoratori ribadiscono poi che la presenza a Milano di sedi consolari non agevola la penetrazione nei mercati esteri, considerato che da Ala Subaru Italia gestisce, tra l'altro,  i mercati di Austria, Slovenia, Croazia, Romania, Bulgaria e Slovacchia. Infine sottolineano come, dal punto di vista finanziario, la collocazione in Trentino, anche considerato l'alto rating di cui gode la Provincia autonoma di Trento, l'attuale collocazione non ha nulla da invidiare a Milano.

«In Trentino – concludo poi i 43 impiegati di Subaru Italia - si trovano le Dolomiti, recentemente dichiarate dall'Unesco “patrimonio dell'umanità”. Sono tra le montagne più famose e spettacolari del mondo, che sono state culla dell'alpinismo e di tante discipline sportive. Ogni anno le montagne del Trentino ospitano eventi sportivi legati alla montagna trasmessi in mondovisione. Il Trentino è insomma sinonimo di montagna. E Subaru è sinonimo nel mondo di trazione integrale. A quale altro territorio Subaru dovrebbe legare in maniera forte la propria immagine se non al Trentino?»


28 marzo 2012

 

 

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