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Stati generali edilizia. Le proposte dei sindacati

Nei sei punti proposti da Feneal Filca Fillea riqualificazione e tutela dei lavoratori, operatività all'Osservatorio, contrattazione d'anticipo, l'abbandono del massimo ribasso&

Stati generali edilizia. Le proposte dei sindacati

Sei punti cardine per il rilancio del settore edile in Trentino e per fermare l'emorragia di posti di lavoro nel comparto: dalla riqualificazione dei lavoratori espulsi attraverso la “borsa lavoro” alla contrattazione d'anticipo nelle grandi opere, dall'utilizzo del meccanismo dell'offerta economicamente più vantaggiosa alla completa non “ribassabilità” del costo unitario del personale negli appalti, dagli incentivi mirati all'innovazione e alla crescita dimensionale delle imprese, dall'uso della leva pubblica per l'acquisto a fini sociali di parte dello stock immobiliare invenduto al sostegno per la riqualificazione del patrimonio edilizio in chiave di risparmio energetico, dalla piena operatività dell'Osservatorio provinciale del settore alla garanzia di un più facile accesso al credito per le aziende che investono su se stesse.

Sono queste alcune delle proposte di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, i sindacati del settore costruzioni in provincia, riassunte in un documento unitario presentato agli stati generali dell'edilizia, convocati martedì 26 marzo dalla giunta provinciale.

Nell'introdurre le proprie proposte, i sindacati edili di Cgil Cisl Uil riassumono i numeri del boom delle costruzioni tra 2001 e 2009: 7% del valore aggiunto prodotto sul totale di quello di tutti gli altri settori economici, con una variazione media annua pari a +2,5% contro il -0,3% registrato dall'industria manifatturiera, un aumento delle imprese di 1.700 unità fino a quota 7.980 aziende registrate in Camera di Commercio, crescita record degli addetti fino al 2007 con quasi 18mila operai iscritti in Cassa Edile e un +30% rispetto al 2000. Il settore, scrivono i sindacati, ha goduto «di un lungo ed eccezionale periodo di crescita che si è interrotto sia per le cause esogene (la crisi globale), sia per motivi endogeni (in particolare, la sovra capacità strutturale)».

Per Feneal Filca Fillea quindi bisogna condividere alcune linee di intervento prioritarie superando la logica delle misure emergenziali e agendo sulla qualificazione del sistema. Anche perché – e qui i sindacati non lesinano critiche alle imprese - anche quando, come nel 2011, la totalità degli appalti pubblici più rilevanti è stato aggiudicato ad aziende locali, non sempre queste hanno eseguito i lavori in proprio o subappaltato le opere ad altre imprese locali e se l'hanno fatto, è accaduto che le mettessero in concorrenza alla rincorsa del prezzo più basso. «Anche su questo tema si deve agire – scrivono i sindacati -. Servirebbe un vero e proprio “codice deontologico tra le imprese”, disegnando un sistema di selezione nelle gare di appalto che premi comportamenti trasparenti e virtuosi in tal senso».

Poi il documento di Feneal Filca Fillea entra nel vivo delle proposte per il rilancio del settore elencando i sei punti centrali da condividere con Provincia e associazioni datoriali.

1. Programmazione delle opere
I sindacati riconoscono i forti investimenti pubblici garantiti dall'Autonomia provinciale al settore. Chiedono però l'accelerazione del piano Itea per la realizzazione di nuovi alloggi sociali e un preciso cronoprogramma per l'attuazione dei piani di riqualificazione degli immobili pubblici. Feneal Filca Fillea ribadiscono la necessità di utilizzare l'indicatore Icef per assegnare i contributi alle ristrutturazioni. «Le risorse stanziate ed eventualmente non spese – affermano i sindacati -  andranno immediatamente dirottate a sostegno dei piani straordinari per il recupero in chiave energetica degli edifici pubblici e per dare risposte tempestive ai nuovi disagi abitativi derivanti dalle frammentazioni familiari e dalle sofferenze della società in aumento».

2. Sistema di aggiudicazione delle opere
Ribadita la necessità di abbandonare il massimo ribasso sostituendo questo meccanismo con quello dell'offerta economicamente più vantaggiosa, i sindacati chiedono di puntare sul sistema informatico Irler per la congruità del costo del lavoro che non può essere soggetto a ribassi, propongono l'accentramento delle competenze in caso di appalti di piccoli comuni all'Agenzia unica della Provincia o alle Comunità e sostengono l'utilizzo della “patente a punti” delle imprese quale strumento di selezione per l'accesso agli appalti, chiedono di premiare i consorzi che dichiarano i subappalti in fase di presentazione dell'offerta.

3. Accesso al credito
Su questo fronte i sindacati propongono l'aumento dell'anticipo alle imprese aggiudicatarie di un appalto, la velocizzazione del pagamento degli avanzamenti lavori, a fronte della certificazione del pagamento delle retribuzioni ai lavoratori, il pieno tulizzo del sistema dei consorzi fidi. Inoltre «Itea ed il Fondo immobiliare della PAT – si legge nel documento - dovrebbero acquistare immobili invenduti con una duplice attenzione: da un lato, dando liquidità ad imprese strutturate, che lavorino creando valore aggiunto e ricadute occupazionali; dall’altro, destinando tali immobili all’edilizia sociale, con canoni di affitto calmierato o all’edilizia agevolata per l’acquisto della prima casa», evitando però che le risorse pubbliche vengano destinate ad immobiliaristi ed affaristi.

4. Sistemi dei controlli
A questo proposito il documento dei sindacati ribadisce la necessità di dare piena operatività al neonato Osservatorio provinciale del settore delle costruzioni capace di garantire verifiche in tempo reale dei lavori. Inoltre per i Feneal Filca Fillea è tempo di dar vita ad un più ampio osservatorio per i lavori pubblici e privati che raggruppi tutti i soggetti deputati a controlli ed ispezioni.

5. Incentivi
SU questo fronte i sindacati chiedono sostegni mirati alla crescita dimensionale delle imprese e alla costituzione di reti e filiere produttive sul territorio, oltre che per la valorizzazione dei sistemi di certificazione della sostenibilità.

6. Tutela dei lavoratori
Oltre al sistema Irler e alla verifica della regolarità delle retribuzioni prima del pagamento degli stati di avanzamento, i sindacati chiedono l'implementazione del libro di cantiere. Inoltre propongono la creazione di una “borsa lavoro” delle costruzioni che non dovrebbe solo attivare corsi di formazione professionalizzanti finalizzati alla riqualificazione del settore, ma agevolare anche l'incontro tra domanda e offerta, dentro e fuori il settore, sostenendo il ricollocamento del personale espulso dal mercato del lavoro. Insieme all'adozione di mirati sostegno al reddito in questa fase critica, Feneal Filca Fillea propongono anche l'adozione di meccanismi di certificazione delle competenze acquisite dai lavoratori. Infine per i sindacati è centrale la contrattazione d'anticipo nelle grandi opere.

Sui singoli punti Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil del Trentino chiedono l'attivazione di specifici tavoli di lavoro che siano in grado di individuare rapidamente misure concrete per l'attuazione delle singole proposte.

26 marzo 2013

 

 

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