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Arcese. Dossi (Filt Cgil): “Attendiamo la convocazione al ministero”

La cassa integrazione straordinaria scade il prossimo 31 marzo. Si cerca una soluzione per evitare 150 esuberi all'interno del gruppo

«Dopo il mancato accordo a Roma tra sindacati ed impresa, la palla è passata al ministero del Lavoro che dovrà convocare le parti e decidere in merito ad un possibile prolungamento della cassa integrazione per il gruppo Arcese. Siamo fiduciosi che si possa trovare una soluzione alla vertenza evitando i licenziamenti. Ma fino al pronunciamento in sede ministeriale non abbiamo certezze».

Giuseppe Dossi, funzionario della Filt Cgil del Trentino, puntualizza lo stato dell'arte della vertenza Arcese, la multinazionale del settore della logistica e del trasporto merci con sede ad Arco, per la quale i termini della cassa integrazione, attivata nel marzo del 2012 per massimo 240 dipendenti, sono in scadenza.

«Nel confronto con l'azienda – spiega Dossi – abbiamo chiesto che tutti i lavoratori in cassa possano rientrare al lavoro. Arcese ci ha risposto che il mercato in questo momento non permette di riassorbire tutta la manodopera. Per questo non è stato possibile formalizzare alcun accordo».

«Nelle scorse settimane – chiosa il sindacalista della Filt Cgil – abbiamo riunito le rsu di tutti gli stabilimenti e effettuato le assemblee dei lavoratori. Con loro abbiamo concordato le prossime scadenze. Dovremo trovare una soluzione a livello ministeriale. Per noi è chiaro che vanno tutelati in primo luogo i lavoratori. Per questo crediamo sia fondamentale garantire un'estensione degli ammortizzatori sociali, così da permettere di superare questa fase di crisi e allontanare  lo spettro dei licenziamenti».


14 marzo 2013

 

 

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