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Stati generali edilizia. “Priorità al lavoro”

Il 26 marzo Provincia, sindacati ed imprese riunite per definire le strategie di rilancio del settore. Tomasi, Pisetta e Zabbeni: “Ora serve responsabilità di tutti. Mettere al primo posto il lavoro, la sua sicurezza e la sua qualità

Stati generali edilizia. “Priorità al lavoro”

Dichiarazioni di Gianni Tomasi, Stefano Pisetta e Maurizio Zabbeni, segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil

«Gli stati generali dell'edilizia sono un passaggio indispensabile per discutere, concordare e concretizzare le misure necessarie a fermare l'emorragia di posti di lavoro nelle costruzioni e per rilanciarne lo sviluppo equilibrato soprattutto nell'ottica della una sempre maggiore regolarità, sostenibilità e qualità.La convocazione della Provincia per venerdì 22 marzo è quindi doverosa e arriva dopo ripetuti solleciti da parte delle nostre organizzazioni all'indirizzo del governo locale e delle associazioni datoriali.

A queste ora chiediamo di dimostrare un forte senso di responsabilità: tutto serve oggi fuorché richieste corporative o di corto respiro. Sappiamo infatti che il settore non potrà tornare ai livelli precrisi né per quanto riguarda i livelli occupazionali, né per quel che concerne la dimensione economica. Per questo ora è irrinunciabile mettere al centro il lavoro puntando, da un lato, a creare nuovi e più qualificati impieghi nei settori delle costruzioni ecosostenibili e del risparmio energetico, e dall'altro, favorendo la riqualificazione degli addetti da ricollocare in altri settori produttivi. Servono quindi sia investimenti pubblici selettivi capaci di sviluppare i settori più “green” dell'edilizia, sia politiche del lavoro che garantiscano sostegni al reddito e percorsi di formazione professionale a chi non rientrerà nel settore.

Da questo punto di vista l'annuncio di interventi per la riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico e di incentivi all'efficienza energetica degli edifici privati ci paiono misure che vanno nella giusta direzione, anche se, come ovvio, prima di dare un parere positivo dovremo valutare nel dettaglio le proposte della Provincia.Resta inteso che come sindacati non faremo sconti a nessuno sul fronte della regolarità e della qualità dei posti di lavoro.

Chi, anche tra le imprese di costruzioni, intende spacciare una deregulation selvaggia del settore come semplice e necesaria semplificazione, sappia fin da ora che si troverà davanti un no fermo da parte delle nostre organizzazioni. Sicurezza, rispetto dei contratti, miglioramento dei presidi contro il lavoro nero o grigio, non sono obiettivi contrattatabili, neppure di fronte ad una crisi profonda del settore. Tra l'altro, riteniamo che proprio una competizione non a ribasso rappresenti il fattore primario di rilancio e sviluppo delle aziende edili in Trentino che, una volta affrontato il nodo della frammentazione del settore, per professionalità hanno tutte le potenzialità per crescere ed affermarsi anche fuori dal mercato locale».

13 marzo 2013

 

 

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