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Retribuzioni. Burli: “Contrattazione integrativa e sostegni Pat”

Secondo l'Istat i salari contrattuali sono saliti nel 2012 solo dell'1,5%, la metà dell'inflazione. Burli: «Se continua così la crisi diventa depressione. Con la deflazione l'economia si ferma» 

Retribuzioni. Burli: “Contrattazione integrativa e sostegni Pat”

Nel 2012 i lavoratori italiani nel 2012 hanno subito una perdita netta del proprio potere d'acquisto. E questo non solo per l'aumento di disoccupazione e cassa integrazione. Gli aumenti contrattuali dei salari infatti sono rimasti al palo, crescendo in media la metà dell'inflazione. Nel 2012, infatti, l'Istat ha registrato incrementi salariali dell'1,5% contro un tasso di inflazione pari al 3,0%.

«Quella delle retribuzioni sta diventando davvero un'emergenza – commenta il segretario generale della Cgil del Trentino, Paolo Burli -. Se continua così la crisi diventa depressione perché con la deflazione l'economia rischia di incagliarsi. In Trentino serve dare impulso alla contrattazione di secondo livello, sia territoriale che aziendale, in tutti i settori, allargando il più possibile la copertura dei contratti integrativi e garantendo ai lavoratori l'accesso alla tassazione agevolata del salario di produttività. Purtroppo su questo versante, il Governo Monti ha ridotto in modo inaccettabile i benefici fiscali per i lavoratori che passano da quasi 1.700 euro annui a massimo 700 euro. Col prossimo governo nazionale bisognerà discutere di veri sgravi fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati in Italia».

Resta poi il nodo dell'impegno della Provincia autonoma di Trento sul fronte delle integrazioni al reddito. «A frenare la domanda aggregata e quindi ad affossare ogni idea di ripresa – ricorda Burli – non c'è solo la crescita irrisoria dei salari, ma anche l'aumento della pressione fiscale. Lo scorso anno, con il varo del sostegno al potere d'acquisto, la Provincia introdusse una misura anticiclica per agevolare i consumi delle famiglie. Come abbiamo chiesto fin dal novembre scorso, in occasione della discussione sulla finanziaria provinciale, pensiamo che anche per il 2013 serva un intervento analogo. Solo così infatti potremo dare una risposta concreta sia ai bisogni delle famiglie colpite dalla crisi sia alle imprese che non possono esportare e che vedono erodere i fatturati, mettendo a rischio, in un circolo vizioso, l'occupazione e quindi la ripresa economica».

28 gennaio 2013

 

 

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