NEWS

Commercio. 28/1 a Trento delegati e lavoratori contro la liberalizzazione

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil unite contro la deregulation selvaggia che scarica i costi sulle lavoratrici e sui lavoratori. Assemblea aperta al palazzo della Regione dalle 9 del mattino

Non ci stanno a rassegnarsi all'applicazione tout court in Trentino della deregulation su orari e giorni di apertura degli esercizi commerciali. Così lunedì prossimo le delegate ed i delegati sindacali e tutti gli addetti del settore che potranno partecipare, si riuniranno a Trento per dire no a quella che chiamano “una liberalizzazione selvaggia”.

Lo hanno annunciato in una conferenza stampa unitaria, le tre organizzazioni sindacali dei lavoratori del terziario, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che la mattina di lunedì 28 gennaio, dalle 9 alle 12.30, puntano a riempire la sala della Regione di piazza Dante a Trento Sarà quello il luogo e il momento in cui i diretti interessati, i lavoratori, potranno finalmente esprimersi sulla riforma introdotta dal decreto Salva Italia del dicembre 2012 che li colpisce direttamente perché rischia di aumentare fortemente i carichi di lavoro e di sconvolgere il rapporto tra tempi di vita e di lavoro delle loro famiglie.

«In un momento di grande crisi per il settore della distribuzione commerciale – avvertono i segretari generali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, Roland Caramelle, Lamberto Avanzo e Walter Largher – il tema da affrontare sarebbe quello di rimpinguare il portafogli dei lavoratori per aumentare la domanda. Invece si punta ad una liberalizzazione che aumenterà solo i costi per le aziende senza produrre alcuna innovazione ed efficienza col rischio che, oltre ad un deterioramento delle condizioni di lavoro, i maggiori costi vengano scaricati sui prezzi e quindi sulla clientela».

Per questo i sindacati attendono il responso del Tar di Trento del 7 febbraio per sapere se la recente legge provinciale su commercio, datata 2010, dovrà essere chiusa definitivamente in un cassetto perché, come ha stabilito un pronunciamento della Corte costituzionale, la competenza in materia di regolamentazione del commercio è esclusivamente statale.

«Se così fosse – ricordano i sindacalisti di Filcams, Fisascat e Uiltucs – la strada da percorrere sarà quella di un accordo quadro tra sindacati e organizzazioni datoriali per ridurre il danno, individuando un numero contingentato di aperture nelle giornate domenicali da attuare in Trentino. Ma questo accordo deve essere recepito dentro la contrattazione provinciale del settore commercio che garantisca tutele reali alle migliaia di addetti del settore, sia sul fronte dei regimi retributivi, sia su quello degli orari, sia infine su quello della stabilità del lavoro».

Per Filcams, Fisascat e Uiltucs l'obiettivo è quello di ampliare, attraverso un contratto integrativo di livello territoriale, la copertura contrattuale dei lavoratori della distribuzione e, allo stesso tempo, di porre un freno al ricorso di contratti flessibili e precarizzanti, primi tra tutti le associazioni in partecipazione e i contratti a chiamata che oggi si stanno diffondendo a macchia d'olio. Resta poi il tema dell'impegno delle istituzioni.

«Se ora tocca alle parti sociali – incalzano Caramelle, Avanzo e Largher – cercare di rattoppare il buco creato da una liberalizzazione assurda, le istituzioni non possono stare a guardare. Ci attendiamo quindi che i comuni, a partire da quelli di Trento e Rovereto, estendano i servizi di conciliazione famiglia-lavoro e alla prima infanzia durante tutta la settimana, altrimenti a pagare due volte saranno sempre e solo i lavoratori».

23 gennaio 2013

 

 

TORNA SU