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Commercio. Incontri con le giunte di Trento e Rovereto sulle deroghe

Trento pronta alla delibera per 9 mesi di aperture festive. Rovereto invece attende l'esito del Tar. Caramelle (Filcams Cgil): “Trento accetta e anticipa la deregulation montiana” 

Sulle deroghe alle chiusure festive e sulla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali le strategie dei comuni di Trento e Rovereto divergono. È quanto emerso oggi da due distinti incontri tra i sindacati di categoria e gli assessori alle attività economiche del capoluogo e della città della Quercia, Fabiano Condini e Giuseppe Bertolini.

«Il comune di Trento – dichiara il segretario generale della Filcams Cgil del Trentino, Roland Caramelle – ci ha comunicato l'intenzione di portare in giunta, già lunedì prossimo, una delibera per applicare in città il massimo delle deroghe previste dalla vigente legge provinciale sul commercio, ossia nove mesi di aperture festive da gennaio al 30 settembre, giustificando la scelta con la volontà di evitare risarcimenti danni alle aziende della distribuzione che hanno presentato o potranno presentare ricorsi alla magistratura amministrativa. Il Comune di Rovereto, dopo le deroghe di gennaio, invece ha confermato che attenderà il pronunciamento del Tar di Trento sul ricorso presentato da una società della grande distribuzione che chiede l'applicazione della normativa statale».

«La diversa decisione delle due amministrazioni comunali – incalza Caramelle – non rappresentata cosa di poco conto. Trento di fatto sceglie di accettare ed anticipare la piena attuazione della deregulation voluta dal governo Monti. È una decisione sbagliata in sé, ma è ancora più fuori luogo dato che la Provincia stessa sta facendo le proprie valutazioni giuridiche sulla portata della sentenza della corte costituzionale e nel momento in cui organizzazioni datoriali e sindacati sono fortemente critici sulla deregulation. Per la Filcams Cgil è bene attendere il pronunciamento del tribunale amministrativo prima di procedere alla programmazione di nuove deroghe. Ogni altra decisione non fa altro che complicare la possibilità per il Trentino di far valere le proprie prerogative statutarie e di difendere la propria specificità anche nel settore della distribuzione commerciale».

«A pagare - conclude Caramelle - saranno ancora le lavoratrici ed i lavoratori del settore le cui condizioni di vita e di lavoro subiranno sensibili peggioramenti. Tra l'altro il comune di Trento rischia di mettere in pericolo la fragile possibilità di trovare un'intesa tra le parti sociali per una sorta di autolimitazione delle deroghe dentro la partita più ampia della contrattazione provinciale di settore. Chiediamo quindi che il consiglio comunale, chiamato a discutere la proposta di delibera che l'assessore Condini formalizzerà lunedì in giunta, la respinga in attesa del pronunciamento del Tar e di nuove valutazioni giuridiche sulla materia».

18 gennaio 2013

 

 

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