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Ariston Thermo Group. Sciopero di due ore oggi nello stabilimento di Rovereto

Stallo nel confronto sindacale sul futuro dello stabilimento ex Merloni. A fronte dei 45 esuberi, Fiom Cgil e Fim Cisl chiedono ad Ariston maggiore responsabilità sulle ricadute sociali

Sciopero di due ore stamane a Rovereto dei lavoratori di Ariston Thermo Group, azienda multinazionale leader nel settore del riscaldamento degli ambienti e dell’acqua. I novanta dipendenti dello storico stabilimento roveretano, conosciuto ai più come ex Merloni, hanno deciso di incrociare le braccia dopo il nulla di fatto registrato nelle trattative tra azienda e i sindacati di categoria, Fim Cisl e Fiom Cgil del Trentino, sul futuro della fabbrica.

Nell'incontro tenutosi ieri, martedì 15 gennaio, per affrontare il problema dei 45 esuberi dichiarati dall'azienda (a seguito della decisione di trasferire altrove una parte rilevante della produzione), si sono infatti registrate posizioni molto lontane tra le parti. A fronte del progressivo smantellamento dello stabilimento di Rovereto, Fim Cisl e Fiom Cgil hanno anzitutto ribadito alla proprietà la richiesta di cambiare il piano industriale del gruppo, attraverso investimenti in Vallagarina su nuove linee di prodotto, finalizzati a garantire un rilancio della produzione e quindi la tenuta dei livelli occupazionali, in alternativa ai licenziamenti annunciati. In ogni caso, a fronte dell'eventuale apertura di una procedura di mobilità, le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto vengano date concrete tutele soprattutto a quei lavoratori che dovessero registrare maggiori difficoltà nel ricollocamento occupazionale.

Sinora, si è trovata un'intesa soltanto sulla decisione di attivare un Contratto di Solidarietà fino a luglio/agosto dell'anno prossimo, ma permane da parte dell'azienda l'intenzione di cessare, al termine del CDS, 45 dei 90 attuali rapporti di lavoro. In merito agli ulteriori strumenti richiesti dal sindacato per ridurre l'impatto sociale degli annunciati licenziamenti, la Fim-Cisl e la Fiom-Cgil hanno espresso la propria profonda insoddisfazione di fronte all'atteggiamento di chiusura espresso dalla proprietà. Per questo motivo stamane i lavoratori di Ariston Thermo Group, riuniti in assemblea, hanno proclamato uno sciopero immediato fermando totalmente la produzione per due ore, non escludendo di attivare nuove e più incisive azioni di lotta nei prossimi giorni, qualora la posizione dell'azienda rimanesse invariata.

Le parti dovrebbero comunque tornare ad incontrarsi entro la fine del mese di gennaio. Ariston Thermo Group, che mantiene 18 siti produttivi situati in 10 nazioni e conta 6.400 dipendenti con una distribuzione in oltre 150 paesi nel mondo, già nel 2005 aveva proceduto ad una riorganizzazione aziendale che aveva prodotto circa un centinaio di licenziamenti a Rovereto. Oggi la produzione nello stabilimento lagarino occupa 90 dipendenti, che nell'anno appena passato hanno operato ad orario ridotto di circa il 20% attraverso un contratto di solidarietà.

Nel 2013, a seguito delle scelte aziendali, la forza lavoro sarà saturata a non più del 50% dell'attuale organico. Va rilevato che a seguito della riforma del sistema pensionistico e dei licenziamenti già effettuati nel recente passato, attualmente in Ariston sono pochissimi i lavoratori che potranno traguardare l'età della pensione all'interno del periodo di fruizione dell'indennità di mobilità, a fronte di un'età media dei lavoratori comunque non giovane. Nel 2009 l'azienda beneficiò del fondo Olivi, impegnandosi a mantenere invariati i livelli occupazionali fino al dicembre del 2011. L'edificio che ospita lo stabilimento Ariston è di proprietà della Provincia tramite Trentino Sviluppo, a cui l'azienda paga un canone di affitto.

16 dicembre 2013

 

 

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