NEWS

Btb. La Fisac Cgil contro l'apertura prolungata dello sportello di via Mantova

Conseguentemente alla firma del CCNL dello scorso anno e con la sottoscrizione dei recenti accordi di Gruppo sulla "produttività", BTB ha deciso di applicare le nuove regole adottando l'orario di lavoro - per la filiale di Trento in Via Mantova - dalle 8 alle 20 (con orario di sportello fino alle 19 e 45 dal lunedì al venerdì) ed apertura anche il sabato mattina. Questo accadrà, analogamente, in altre filiali sparse per il territorio italiano che fanno parte del Gruppo Intesa San Paolo (335 filiali nel primo trimestre 2013).

Si tratterà perciò di turnare i lavoratori con orari di lavoro che comprendono, oltre al classico orario 8-17 anche turni dalle 11 e 45 fino alle 20 di sera, oppure su 5 giorni ma con il sabato mattina compreso. La banca si è impegnata, nel limite del possibile, a trovare una condivisione da parte dei colleghi, di turnare i colleghi sui diversi orari e di ricercare eventuali volontari interessati alla modifica del proprio orario. È parere della Fisac Cgil del Trentino che questo progetto non sia adatto in un mercato finanziario come quello di Trento viste le abitudini della gente trentina, gli orari proposti e la situazione economica complessiva.

Elenchiamo i punti deboli di questa decisione: 1) aprire lo sportello a Trento fino alle 20 non porterà un aumento della "produttività" poiché il mercato, e lo vediamo ogni giorno, è "saturo". Potrebbe portare alla Banca un vantaggio concorrenziale, ma solo fino a quando anche le altre banche non faranno altrettanto. Nel momento in cui anche altri istituti (e lo faranno) seguiranno BTB in questa scelta sparirà il vantaggio concorrenziale e rimarrà solo un aumento dei costi complessivi a carico delle Banche (oltre ai disagi per i lavoratori!). 2) Va considerato che Trento non è Milano. La sera, dopo le 19, la città non ha una sua "vita commerciale". Saranno veramente poche le persone che sceglieranno di recarsi in banca dopo le 19. 3) Esiste un rischio organizzativo in quanto si dovrà fare lo stesso lavoro con le stesse persone coprendo però quasi 11 ore di sportello anziché 6 ore e 30 minuti. La produttività rimarrà la stessa (solo spalmata su più ore), ma la clientela rischierà di avere un servizio meno efficiente in alcuni momenti importanti della giornata (in termini di tempi di attesa, ad esempio). 4) Non comprendiamo poi l'offerta del servizio di cassa in orari così estesi. Molte banche stanno chiudendo il servizio di cassa il pomeriggio perché comporta spese e rischi molto elevati e cercano di indirizzare la clientela verso gli sportelli Bancomat (più o meno evoluti). Per incentivare l'utilizzo degli strumenti informatici ed accompagnare il nostro territorio verso un futuro "digitale" si dovrebbe ridurre l'orario di cassa, non aumentarlo.

Come Fisac Cgil del Trentino, non vogliamo però limitarci a criticare, ma anche proporre soluzioni alternative. Ad esempio si sarebbe potuto prima attuare, in via sperimentale, un semplice allargamento degli orari per la sola consulenza, oppure fare l'orario “continuato” in pausa pranzo, sicuramente interessante per la clientela, ed una chiusura dello sportello prima delle 19. In questa maniera si sarebbe potuta sfruttare la norma sull'orario "elastico" dei quadri direttivi ed offrire comunque un servizio di qualità, magari su appuntamento, a rotazione tra i lavoratori, per consulenze specifiche (mutui, investimenti, prodotti assicurativi). Ricordiamo anche che precedenti sperimentazioni (già negli anni '80 era stato lanciato lo "shopping day" con apertura degli sportelli il giovedì fino alle 20) erano tutte naufragate di fronte alla complessità organizzativa, ai costi elevati ed al mancato gradimento da parte della clientela.

8 gennaio 2013

 

 

TORNA SU