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Credito cooperativo. Firmato il rinnovo del contratto nazionale

170 euro di aumento a regime anche per i 2.800 addetti delle casse rurali in Trentino. La firma scongiura lo sciopero proclamato per il 28 dicembre. La soddisfazione della Fisac Cgil del Trentino  

È stato firmato nella notte il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del credito cooperativo che in Trentino viene applicato ai circa 2.800 dipendenti delle casse rurali e istituti collegati. Proprio ieri, 20 dicembre, a Roma presso la cittadella del Credito Cooperativo era stato organizzato un presidio per fare pressione sui rappresentanti di Federcasse, l'associazione che riunisce gli istituti di credito cooperativo italiani, affinché si sbloccasse il tavolo di trattativa per rinnovare un contratto scaduto ormai da due anni. Per la Fisac Cgil del Trentino era presente a Roma Stefano Guolo, responsabile del settore Cooperativo nella nostra Provincia.

Proprio a conclusione del presidio di ieri, che evidentemente si è dimostrato efficace, sono state riconvocate le parti per una trattativa ad oltranza che ha poi prodotto la firma dell'accordo nella notte. L'accordo prevede un aumento salariale medio a regime di 170 euro al quarto livello, importo che sarà versato a scaglioni da giugno 2013 fino a giugno 2014, con conguagli sul 2012, da effettuarsi nei primi mesi del 2013. Inoltre viene varato il fondo per la nuova occupazione, gestito da un ente bilaterale partecipato da rappresentanti delle banche e dei sindacati. Il fondo avrà l'obiettivo di stabilizzare i precari, che nel sistema costituiscono circa il 10% della forza lavoro, e il mantenimento dei livelli occupazionali soprattutto nelle banche maggiormente colpite dalla crisi. Il fondo sarà finanziato grazie allo 0,125% del salario fisso e lo 0,375% dei premi di risultato dei dirigenti, nonché da un contributo sui compensi dei consiglieri di amministrazione. Il vecchio contributo per il fondo di sostegno al reddito a carico del personale dipendente sarà trasferito sul nuovo fondo.

Per quanto riguarda i meccanismi per la definizione dei premi di risultato, l'accordo stabilisce che le perdite sui crediti incideranno solo per il 30% sul calcolo finale del premio relativo al 2011, mentre inciderà del 40% e del 50%, rispettivamente sui premi relativi ai bilanci del 2012 e del 2013. È stato dunque scongiurato il pericolo che le sofferenze incidessero del 100% sul calcolo finale dei premi. I contributi aziendali sulla cassa mutua nazionale aumenteranno dello 0,12%, mentre quelli a carico dei lavoratori solo dello 0,04% su base annua.

È stata poi ulteriormente attenuata una disparità di trattamento tra vecchi e nuovi assunti: a coloro che sono entrati in banca successivamente al dicembre 2000, sarà versato sul fondo pensioni nazionale un contributo aziendale aggiuntivo dello 0,10% annuo. Per i neoassunti a partire dal gennaio 2013 la contribuzione a carico delle imprese per i fondi pensionistici integrativi passa dal 5,2% al 7,2% compensando così la minor retribuzione salariale prevista per i primi quattro anni di contratto.

Previste infine un'integrazione al 100% delle coperture salariali sulla maternità a rischio e l'aumento del periodo di comporto per patologie invalidanti. L'accordo prevede anche il rafforzamento degli strumenti per gestire le ricadute occupazionali di aziende in crisi. Vengono così introdotte una serie di misure utili a questo fine, come ad esempio la solidarietà espansiva. La firma dell'accordo scongiura quindi lo sciopero del settore proclamato unitariamente da tutte le sigle sindacali del comparto bancario e previsto per il 28 dicembre. Proprio sulla mobilitazione nei giorni scorsi si sono svolte due assemblee, molto partecipate, a Rovereto ed a Trento.

L'accordo ha anche evitato che diverse materie demandate alla contrattazione provinciale venissero demandate a quella nazionale, con evidenti svantaggi per i lavoratori. «Siamo soddisfatti dell'esito positivo di questa notte» afferma Romano Vicentini, segretario provinciale della Fisac Cgil del Trentino «perché eravamo preoccupati di dover affrontare le difficoltà economiche che ci aspettano in questa difficile congiuntura senza un contratto che garantisse i diritti di tutti gli addetti del settore». «Non avere il contratto» prosegue Vicentini «doveva essere un elemento di preoccupazione anche della controparte. Anche per questo quindi si è arrivati alla firma dell'accordo».

«Abbiamo ottenuto un aumento salariale di 170 euro medi» commenta Stefano Guolo, responsabile del settore cooperativo per la Fisac Cgil «che andranno a regime nel 2014, garanzie ed incentivi per la stabilizzazione del lavoro precario e per la nuova occupazione, una commissione che valuterà nel corso del 2013 l'impatto della legge Fornero. Si tratta di un contratto evidentemente difensivo che però contiene, nonostante la difficile crisi, anche aspetti positivi».

21 dicembre 2012

 

 

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