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Lavoro. Disoccupazione al 5,8% in Trentino

Secondo la rilevazione Istat nel terzo trimestre 2012 sono 5 mila i disoccupati in più rispetto a settembre 2011. Ianeselli (Cgil): “La crisi non è finita. Attuare la delega sugli ammortizzatori”

Lavoro. Disoccupazione al 5,8% in Trentino

Secondo l'ultima rilevazione Istat, l'andamento dell'occupazione in provincia di Trento nel terzo trimestre 2012 registra un lieve miglioramento su base trimestrale, ma resta decisamente negativo su base annua. A settembre di quest'anno infatti il tasso di disoccupazione in Trentino si è attestato al 5,8% rispetto al  al 3,7% di dodici mesi prima. 

Rispetto al quadro nazionale, il dato della disoccupazione in Trentino risulta tra i territori con le migliori performance in Italia, secondo solo all'Alto Adige dove la disoccupazione sale al 4,3%. Dietro il Trentino ci sono Friuli (6,1%), Veneto (6,3%) Valle d'Aosta ed Emilia Romagna (6,4%) e Lombardia (6,7%). A fine settembre  in Trentino i disoccupati calcolati dall'Istat erano circa 14mila, lo stesso numero dello scorso giugno, ma ben 5 mila in più rispetto ai 9 mila di settembre 2011.

Va ricordato che il 2011 si è chiuso con una disoccupazione media annua del 4,5%, in crescita rispetto al 4,3% del 2010 e del 3,9% del 2009. Nel 2008 il tasso di disoccupazione si attestò a quota 3,3%, mentre l'anno precedente, il 2007, si raggiunse uno dei livelli più bassi con il 2,7% di persone in cerca di lavoro sul totale della popolazione attiva tra 15 e 64 anni di età.

«Sono due i segnali che emergono dalla lettura dei dati Istat – commenta Franco Ianeselli della segreteria confederale della Cgil del Trentino -. Il primo è il fatto che la tendenza all'incremento del tasso di disoccupazione registrato tra metà 2011 e inizio 2012 si è arrestata. Il secondo aspetto positivo è che rispetto al quadro nazionale, il Trentino registra ancora un tasso di disoccupazione tra i più bassi d'Italia e secondo solo a quello altoatesino. Va però ricordato che, anche in questa rilevazione, l'Istat certifica ben 5 mila disoccupati in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le prospettive per la fine dell'anno non sono rosee neppure per l'economia provinciale».

«La crisi, infatti, – prosegue Ianeselli - non è finita e la recessione produce effetti negativi anche sul mercato del lavoro locale. Bisogna allora continuare a garantire piena operatività agli interventi di sostegno e di riqualificazione dei lavoratori espulsi o a rischio di espulsione dal mercato del lavoro, adeguandoli al nuovo sistema di ammortizzatori sociali introdotti dalla riforma nazionale del mercato del lavoro. Per questo siamo impegnati a ridefinire per il 2013 le azioni straordinarie per il lavoro introdotte a partire dal 2009 e già rifinanziate dal disegno di legge finanziaria provinciale. Bisogna poi dare assoluta priorità all'avvio del confronto per l'attuazione della delega sugli ammortizzatori sociali, licenziata a Roma dalla commissione dei dodici, anche inserendo, se possibile, una norma ad hoc nel testo di legge finanziaria che a breve verrà discussa dal Consiglio provinciale».

Tornando ai dati, gli occupati – 234 mila a settembre – crescono in termini assoluti di circa 4 mila unità rispetto al trimestre precedente e sono mille in più rispetto ai 233 mila registrati dall'Istat a settembre 2011. Nell'industria in senso stretto si registra una sostanziale tenuta, se non addirittura dei cenni di ripresa, con 40mila addetti tra i lavoratori dipendenti registrati nel terzo trimestre rispetto ai 37 mila di giugno 2012 e i 38 mila di settembre 2011. Per l'edilizia invece il dato occupazionale si mantiene tra i più bassi degli ultimi anni. Sono infatti 13 mila i lavoratori dipendenti occupati nelle costruzioni in Trentino con un calo  di 2 mila posti di lavoro sia congiunturale e che su base annua. Se poi si tiene conto degli indipendenti il dato è ancora peggiore (19 mila addetti a settembre 2012 contro i 22mila di giugno 2012 e i 23 mila di settembre 2011). Restano sostanzialmente stabili gli addetti nel settore terziario. A giugno 2012 l'Istat certifica 159 mila posti di lavoro nei servizi, mille in più dei tre mesi precedenti e di dodici mesi prima.

30 novembre 2012

 

 

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