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Sciopero generale. A Trento manifestazione per la solidarietà in Europa

Sciopero generale della Cgil e presidio sotto il Commissariato del Governo a Trento. Burli (Cgil del Trentino): “Con Monti credibilità all'Italia, ma ora le politiche per la crescita. Il Trentino non si salva da solo”. Nicolosi (Cgil

Sono accorsi in almeno trecento tra lavoratrici, lavoratori, pensionati e studenti, oggi al presidio organizzato dalla Cgil del Trentino sotto il Commissariato del Governo a Trento per dire basta all'austerity e per chiedere all'Unione Europea di attuare una concreta solidarietà tra i diversi paesi europei.Anche Trento ha voluto essere parte attiva della rete di iniziative europee che ha unito il continente sotto le insegne della protesta contro le politiche di austerity e per la solidarietà dentro l'Unione.

Nella giornata dello sciopero generale proclamato dalla Cgil a livello nazionale e della mobilitazione europea voluta dalla Confederazione europea dei sindacati, la Cgil del Trentino ha organizzato un partecipato presidio in corso III Novembre dove sono intervenuti il segretario generale provinciale Paolo Burli e il segretario confederale della Cgil nazionale, Nicola Nicolosi.

«Dobbiamo riconoscere – ha premesso Burli – che grazie al governo Monti l'Italia ha recuperato molta credibilità rispetto a quando il governo era in mano a Berlusconi. Sappiamo anche che non possiamo far gravare tutto il fardello del debito pubblico sulle nuove generazioni e quindi dobbiamo garantire l'equilibrio dei conti pubblici». Ora però c'è il rischio che l'austerity e la conseguente recessione vanifichino gli sforzi degli Eurodeboli.

«I compiti – ha proseguito il segretario generale della Cgil del Trentino – l'Italia li sta facendo. Ora è tempo di attivare in Europa meccanismi di solidarietà che permettano all'Unione di rafforzare il proprio modello sociale e allo stesso tempo di ritornare a crescere. Perché la salvezza passa solo attraverso un'Europa più coesa, più forte e più democratica. Ciò vale anche per il Trentino: l'Autonomia infatti da sola non può garantirci un futuro di benessere». Sul fronte locale Burli ha quindi chiesto alla Provincia di aprire un vero tavolo di confronto sulla riqualificazione della spesa pubblica.

«Sappiamo – ha concluso Burli – che il bilancio della Provincia si ridurrà significativamente nei prossimi anni. Ma i tagli non possono colpire i servizi ai cittadini, a partire dalla scuola. Per questo siederemo a tutti i tavoli per avanzare le nostre proposte ed evitare tagli lineari che sarebbero solo dannosi».

Ritornando con lo sguardo sull'Europa, Nicolosi ha ricordato che in Europa ci sono ben 25 milioni di disoccupati. «E' questa la prova – ha detto il dirigente sindacale della Cgil nazionale – che l'austerity non serve a nulla. Noi chiediamo al governo italiano un'inversione di rotta rispetto a politiche che tendono a smantellare lo stato sociale, i diritti dei lavoratori e la contrattazione collettiva nel momento in cui ce n'è più bisogno».

Dopo il presidio sono cominciati a giungere i primi dati sull'adesione allo sciopero generale di oggi anche in Trentino. Detto che bancari, postali e dipendenti del trasporto pubblico locale oggi non scioperavano, i risultati più significati sono quelli che giungono dal manifatturiero. Nello stabilimento di Adige SpA a Levico ha scioperato circa il 40% dei 170 dipendenti, alla Whirlpool di Spini di Gardolo l'adesione tra i circa 400 operai ha sfiorato il 90%.

14 novembre 2012

 

 

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