NEWS

Ariston. Protesta contro il trasferimento di metà della produzione

Sciopero e presidio a Rovereto dei 90 lavoratori della ex Merloni che chiedono certezze sul futuro dello stabilimento. 

Sciopero e presidio stamane a Rovereto dei lavoratori di Ariston Thermo Group, azienda multinazionale  leader nel settore del riscaldamento degli ambienti e dell’acqua. I novanta dipendenti dello storico stabilimento roveretano, conosciuto ai più come ex Merloni, hanno deciso di incrociare le braccia dopo la conferma della decisione aziendale, annunciata già a fine settembre, di trasferire in altri siti europei metà della produzione attualmente realizzata nella città della quercia.

Azienda e sindacati si erano incontrati proprio ieri sera con l'assessore provinciale all'economia, Alessandro Olivi e con i tecnici del dipartimento industria, per valutare la situazione e individuare possibili alternative che consentissero il mantenimento dei livelli occupazionali nei prossimi anni e la qualificazione delle produzioni. Lavoratori e sindacati temono infatti che il mantenimento a Rovereto della produzione dei soli scaldabagni a gas ad accumulo, prodotti ormai maturi nel panorama del riscaldamento dell'acqua, preluda alla dismissione dello stabilimento lagarino.

Davanti ai tecnici di via Trener, l'azienda ha negato la volontà di abbandonare il Trentino, ma ha confermato la decisione di trasferire la produzione di scaldabagni elettrici e ad energia solare da Rovereto, senza aprire per il momento alcuna procedura di mobilità e garantendo la messa in atto di tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, a partire dall'utilizzo del contratto di solidarietà già in essere.

«Siamo preoccupati – spiega Michele Guarda della Fiom Cgil del Trentino – per il destino di questi posti di lavoro e per questo abbiamo chiesto all'azienda di valutare altre ipotesi che portino investimenti produttivi sullo stabilimento di Rovereto. Ma Ariston ha deciso di proseguire sulla strada del trasferimento».

Ariston Thermo Group, che mantiene 18 siti produttivi situati in 10 nazioni e conta 6.400 dipendenti con una distribuzione in oltre 150 paesi nel mondo, già nel 2005 aveva proceduto ad una riorganizzazione aziendale che aveva prodotto circa un centinaio di licenziamenti a Rovereto. Oggi la produzione nello stabilimento lagarino occupa circa 90 dipendenti che operano ad orario ridotto di circa il 20% in virtù di un contratto di solidarietà rinnovato proprio quest'anno. Nel 2009 invece l'azienda beneficiò del fondo Olivi, impegnandosi a mantenere invariati i livelli occupazionali fino al dicembre del 2011. Tra l'altro, l'edificio che ospita lo stabilimento Ariston è di proprietà della Provincia tramite Trentino Sviluppo alla quale l'azienda paga un canone di affitto.

8 novembre 2012

 

 

TORNA SU