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Euroausterity. La Cgil e lo sciopero generale

La risposta di alcuni segretari generali di categoria all'editoriale del direttore de l'Adige, Pierangelo Giovanetti

Euroausterity. La Cgil e lo sciopero generale

Ciascuno è libero di valutare se lo sciopero del 14 novembre, in occasione della giornata europea contro l'austerità, sia stato o meno un fallimento. La Cgil nel suo complesso, è impegnata a valutare l'esito di una mobilitazione all'interno dei propri organismi dirigenti e, come al solito, dovrà essere un'analisi senza alibi.

È del tutto fuori luogo invece mettere in contrapposizione l'esercizio dello sciopero con la pratica della contrattazione. La Cgil contratta ogni giorno, a tutti i livelli, come e forse più di altri sindacati, in virtù della capacità di rappresentanza che è in grado di esprimere. Lo fa mirando concretamente al miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati. Oggi, il contesto economico locale ed internazionale non aiuta la contrattazione, ma è proprio all'interno di questo sforzo che la Cgil non rinuncia allo strumento dello sciopero per cercare di veicolare le proprie proposte. Lo sciopero non c'entra nulla con la produttività, lo sciopero è un costo che sopporta chi decide di aderirvi liberamente, senza vincoli.

Si può discutere, di volta in volta, della sua efficacia. E su questo fronte si può ben dire che le tante manifestazioni della Cgil contro i governi Berlusconi non sono purtroppo riuscite a modificare il quadro politico italiano. Svelare l'inconsistenza del centrodestra nazionale non è riuscito neppure alla stampa libera e democratica, né il merito può essere ascritto all'Europa. È stata la crisi a farlo nel modo più drammatico per gli italiani.

È ancor più ingiustificato poi addossare al nostro sindacato la responsabilità di aver dato la stura ad integralismi, violenze, vandalismi che hanno segnato la giornata del 14 novembre. Lo dimostra la storia della Cgil che, anche negli anni più caldi del dissenso, non è mai venuta meno ai propri valori fondativi, in primo luogo quelli che legano la democrazia al rispetto delle leggi e al ripudio della violenza.

Lo dimostra anche quanto accaduto a Trento: due manifestazioni separate dal tenore molto diverso. Nonostante questo la Cgil non smetterà mai di aprirsi al dialogo non solo con chi la supera a sinistra, ma anche con chi sta alla propria destra, con l'unico scopo di unire il mondo del lavoro su prospettive di cambiamento concretamente e democraticamente percorribili. Poi rispettiamo le scelte di ciascuno, ma, come è avvenuto puntualmente dopo i fatti di mercoledì, denunciamo e condanniamo da sempre con forza coloro che scelgono il settarismo e la violenza. Tra l'altro, basta navigare un po' in rete e leggere i blog di qualche nuovo movimento politico per capire chi davvero alita sul fuoco del disagio sociale, proponendo come soluzione finale il ripudio del debito sovrano e la disgregazione dell'Euro.

Se c'è una colpa della Cgil, forse è quella di non aver fatto comprendere appieno le ragioni profonde di questo sciopero. La crisi che colpisce l'Europa e il mondo occidentale sta minando alle fondamenta le prospettive di benessere dei paesi sviluppati, ma rende più lento e fragile anche il processo di sviluppo nei giganti – Brasile, Russia, India e Cina – che in questi ultimi quindici anni hanno registrato alti tassi di crescita. L'austerity – lo dice l'Fmi – sta aggravando la malattia. Per questo, oggi più che mai, l'Unione europea deve compiere il suo percorso salvaguardando il proprio modello sociale e dando al mondo la prova che popoli diversi possono unirsi ed essere solidali e responsabili gli uni verso gli altri. Per questo di tutto ciò continueremo a parlare e discutere nei luoghi di lavoro, nelle sedi sindacali, sui media ed anche nelle piazze quando sarà decisivo farlo.

Gloria Bertoldi (Flc Cgil)
Mario Cerutti (Filctem Cgil)
Enzo Gasperini (Spi Cgil)
Roberto Grasselli (Fiom Cgil)
Giampaolo Mastrogiuseppe (Fp Cgil)
Stefano Montani (Flai Cgil)
Lucio Omezzolli (Slc Cgil)
Paolo Sboner (Filt Cgil)
Gabriele Silvestrin (Nidil Cgil)
Romano Vicentini (Fisac Cgil)
Maurizio Zabbeni (Fillea Cgil)

15 novembre 2012

 

 

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