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Assegno di cura. Burli (Cgil): “Roma non tocchi la legge sulla non autosufficienza”

Dichiarazioni di Paolo Burli, segretario generale della Cgil del Trentino

«La nuova disciplina degli assegni di cura per le persone non autosufficienti integra le prestazioni, purtroppo del tutto limitate, garantite a livello nazionale, impegnando solo risorse del bilancio provinciale senza alcun onere per lo Stato. È quindi del tutto ingiustificato che il Governo impugni questa legge, fortemente voluta dalle organizzazioni sindacali. L'assegno di cura è uno strumento importante, che andrà affinato e qualificato nel tempo, per garantire un sostegno concreto a chi affronta patologie invalidanti. Se il ricorso del Governo si limita alla questione dei tre anni di residenza, va ricordato che questi non sarebbero in alcun modo necessari se lo Stato, su tutto il territorio nazionale, garantisse trattamenti degni di un Paese avanzato.

Resta il fatto che, come Cgil, siamo stati sempre scettici sull'utilità dei limiti di accesso alle politiche provinciali, ma siamo altrettanto consapevoli del fatto che, su interventi sociali che non hanno eguali sul territorio nazionale, come il reddito di garanzia e appunto l'assegno di cura, va individuata una modalità che disincentivi un “pendolarismo” legato al solo scopo di accedere alle prestazioni del welfare trentino, senza contribuire ad esso attraverso il pagamento delle imposte trattenute sul territorio.».

21 settembre 2012

 

 

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