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Lavoro. A giugno disoccupato il 5,9% della forza lavoro in Trentino

Secondo la rilevazione Istat, dopo tre trimestri si interrompe il trend al rialzo del tasso di disoccupazione in provincia, ma ci sono 6 mila disoccupati in più rispetto a giugno 2011 

Lavoro. A giugno disoccupato il 5,9% della forza lavoro in Trentino

Secondo l'ultima rilevazione Istat, l'andamento dell'occupazione in provincia di Trento nel secondo trimestre 2011 registra un miglioramento su base trimestrale ma resta decisamente negativo su base annua. A giugno di quest'anno infatti il tasso di disoccupazione in Trentino si è attestato al 5,9% rispetto al 6,9% di marzo e al 3,4% di dodici mesi prima.

Rispetto al quadro nazionale, il dato della disoccupazione in Trentino risulta tra i migliori performance in Italia, secondo solo all'Alto Adige dove la disoccupazione sale al 4,1%. Dietro il Trentino ci sono Emilia Romagna (6,3%), Friuli (6,5%), Veneto (6,7%) e Lombardia (7,0%). A fine giugno 2012 in Trentino i disoccupati calcolati dall'Istat erano circa 14mila, 3 mila in meno rispetto i 17 mila dello scorso marzo, ma ben 6 mila in più rispetto agli 8 mila di giugno 2011.

Va ricordato che il 2011 si è chiuso con una disoccupazione media annua del 4,5%, in crescita rispetto al 4,3% del 2010 e del 3,9% del 2009. Nel 2008 il tasso di disoccupazione si attestò a quota 3,3%, mentre l'anno precedente, il 2007, si raggiunse uno dei livelli più bassi con il 2,7% di persone in cerca di lavoro sul totale della popolazione attiva tra 15 e 64 anni di età.

«Sono due i segnali positivi che emergono dalla lettura dei dati Istat – commenta Franco Ianeselli della segreteria confederale della Cgil del Trentino -. Il primo è il fatto che si interrompe la tendenza all'incremento del tasso di disoccupazione degli ultimi tre trimestri, che, a partire da giugno 2011, aveva fatto impennare l'indice fino ai livelli registrati l'ultima volta nel 1999. Il secondo aspetto positivo è che rispetto al quadro nazionale, il Trentino registra un tasso di disoccupazione tra i più bassi d'Italia e secondo solo a quello altoatesino. Questi dati vanno salutati positivamente ma non si può dimenticare che l'Istat certifica ben 6 mila disoccupati in più rispetto a giugno dello scorso anno».

«Ciò dimostra – prosegue Ianeselli - che la crisi economica non è finita e che bisogna continuare a garantire piena operatività agli interventi di sostegno e di riqualificazione dei lavoratori espulsi o a rischio di espulsione dal mercato del lavoro, proseguendo contestualmente nell'opera di rigenerazione e innovazione del tessuto produttivo locale. Solo così si possono realizzare i presupposti di una graduale uscita dalla recessione e di un aumento dei posti di lavoro creati dalle imprese».

Intanto gli occupati – 230 mila a giugno 2012 – crescono in termini assoluti di circa 4 mila unità rispetto al trimestre precedente, mentre sono 4 mila in meno rispetto ai 234 mila occupati registrati dall'Istat a giugno del 2011. Osservando i dati sulle forze di lavoro scomposte per settori, nell'industria, inclusa l'edilizia, si registra una significativa ripresa congiunturale e mentre e ancora negativo il dato tendenziale (rispettivamente +4 mila e -2 mila posti di lavoro in confronto a marzo 2012 e a giugno 2011). Restano sostanzialmente stabili gli addetti nel settore terziario. A giugno 2012 l'Istat certifica 158 mila posti di lavoro nei servizi, mille in più dei tre mesi precedenti e gli stessi di dodici mesi prima. Dopo il record negativo di marzo dello scorso anno, quando i posti di lavoro offerti da commercio, turismo e servizi in genere non andava oltre le 155mila unità e dopo la ripresa di giugno e settembre (158mila addetti), il 2011 si era chiuso con un calo congiunturale a quota 157mila.

Restano contraddittori gli indici riguardanti le forze di lavoro per quanto riguarda la componente femminile su base annua. In Trentino sono il 58% (+0,4%) le donne occupate e il 6,8% (+2%) quelle disoccupate e in cerca di un impiego, mentre con un tasso di attività pari al 62,3% non ci sono mai state tante donne in Trentino disponibili al lavoro. Il Trentino resta però ancora molto lontano dalle performance record registrate nel terzo trimestre del 2008 quando, con il 59,9% di occupate, il Trentino aveva sfiorato uno degli obiettivi - il tasso di occupazione femminile almeno del 60% - delle strategie europee di Lisbona.

31 agosto 2012

 

 

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