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Scuola. Bertoldi (Flc Cgil): “Più immissioni della media italiana”

Quest'anno il turn over dei pensionati è pari al 172% rispetto al 99% del resto del Paese. La Cgil chiede la copertura dell'organico di diritto con insegnanti di ruolo. Bertoldi: «Serve anche un nuovo modello di reclutamento»

«La Flc Cgil del Trentino non può dirsi pienamente soddisfatta del numero di immissioni in ruolo per il 2012/2013 perché chiede da anni la copertura del 100 per cento delle cattedre dell'organico di diritto con personale docente a tempo indeterminato, obiettivo appena raggiunto per il sostegno. Va però detto che quest'anno, in Trentino, a fronte di 99 pensionamenti abbiamo registrato 170 nuove stabilizzazioni. Il rapporto è pari al 172%. In Italia invece siamo al 99%. Significa che lo Stato non ha garantito nemmeno la piena copertura dei pensionamenti».

La segretaria della Flc Cgil del Trentino, Gloria Bertoldi, interviene sul tema della lotta alla precarietà nella scuola per riaffermare la bontà dell'impegno del sindacato di via dei Muredei sul versante della stabilizzazione degli insegnanti della graduatoria provinciale. «È inutile fare polemiche – incalza Bertoldi –, ma quando si confrontano i dati bisognerebbe avere l'umiltà e la correttezza di fare le debite proporzioni. L'impegno quotidiano del sindacato a sostegno della richiesta di stabilizzazione che giunge dai precari, si affianca ad una seria analisi dei dati. Così emerge che i 170 immessi in ruolo in Trentino pesano proporzionalmente molto di più dei 21 mila registrati a livello nazionale quest'anno. Per capirlo basta fare un semplicissimo confronto invece di fermarsi alle cifre assolute».

A questo proposito la Flc Cgil ha elaborato i dati nazionali riproducendoli in una tabella esplicativa che non solo mette a confronto i numero dei pensionamenti e quello delle nuove assunzioni stabili tra Trentino e Italia, ma anche tra le singole regioni.

"Confronto

«Come si evince dai dati – continua Bertoldi – oltre ad avere un turn over molto più alto di quello della media nazionale, in questa speciale classifica il Trentino quest'anno è secondo solo a Friuli, Emilia e Piemonte. Va anche detto che applicando la normativa nazionale, oggi in Trentino dovremmo far fronte a 503 esuberi, altro che immissioni in ruolo. La verità è che la nostra Provincia può fare certo di più, ma non prendendo a paragone la media italiana, bensì puntando al miglioramento costante della qualità del servizio offerto agli alunni, alle loro famiglie e alla comunità».

Proprio a partire da qui, la Flc Cgil del Trentino si appella a tutte le organizzazioni sindacali del settore. «È sciocco fare polemiche solo per portare un po' di acqua al proprio mulino – avverte infatti Bertoldi -. Il tema semmai è capire insieme quali sono le migliori strategie per limitare i livelli di precarietà nella scuola e migliorare la scuola trentina. A nostro avviso, la soluzione passa anche attraverso un nuovo modello di reclutamento fondato su concorsi pubblici periodici che, ripristinando il rispetto del dettato costituzionale e facendo salvi i diritti acquisiti di chi è oggi precario in graduatoria provinciale, garantisca un accesso rapido alle cattedre di ruolo sulla base del merito e delle competenze, non solo dell'anzianità di servizio. Non è più tollerabile che un neo abilitato debba sempre sobbarcarsi almeno dieci anni di precarietà per raggiungere la stabilizzazione. Nessuna organizzazioni sindacale può tirarsi indietro o peggio fare mero ostruzionismo su un tema così delicato».

23 agosto 2012

 

 

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