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Violenza a Trento. L'appello di migranti e sindacati

Le associazioni delle comunità dei migranti, insieme a Cgil Cisl Uil e Acli, propongono un documento che condanna gli atti di violenza urbana tra bande del 21 e 22 luglio a Trento

Violenza a Trento. L'appello di migranti e sindacati

DOCUMENTO APERTO ALLA SOTTOSCRIZIONE DEI CITTADINI
(discusso durante l'assemblea promossa da Cgil Cisl Uil martedì 24 luglio)

Ha giustamente destato forte preoccupazione e vivo sconcerto la recente escalation di violenza tra migranti di diversa provenienza a Trento. Gli atti cui la cittadinanza ha assistito tra sabato e domenica non sono giustificabili, non esiste alcuna scusante all'uso della violenza privata che riteniamo esecrabile e intollerabile. Chi si è macchiato di questi atti va perseguito secondo la legge.

Cittadini, migranti e le loro associazioni, insieme a CGIL CISL UIL e ACLI, condannano, senza se e senza ma, il comportamento di coloro che hanno provocato, alimentato e partecipato agli scontri e agli inseguimenti per le vie della città e sono pienamente solidali con gli esercenti, i lavoratori ed i cittadini che hanno dovuto assistere inermi a tali atti di violenza. Come tutti i cittadini, in particolare come nuovi cittadini trentini, siamo rimasti colpiti e turbati da quanto è accaduto.

I fatti gravi di domenica feriscono infatti tutta la comunità ed in primis la comunità di coloro che, migranti da ogni dove, quotidianamente lavorano con onestà e dedizione e in silenzio contribuiscono alla crescita civile, sociale, culturale ed economica del Trentino. Questa è stata terra di emigrazione ed oggi è diventata luogo di accoglienza e di ospitalità, che, da sempre, tramite le sue istituzioni, dalla Provincia al più piccolo comune, si è distinta per l'elaborazione di avanzate politiche di integrazione ed inclusione sociale che ora sarebbe sciagurato cancellare. Chi usa violenza, chi opera in attività illegali, chi contribuisce al degrado della città, a prescindere dalla nazionalità di provenienza, non rappresenta il nostro modo di vivere nella legalità e nel pieno rispetto dei diritti e dei doveri che deve accomunare chiunque scelga di vivere nella nostra comunità trentina ed italiana.

Anche per questo motivo rigettiamo la pericolosa semplificazione che riduce la questione complessa dell’immigrazione e della convivenza ad un semplice fenomeno di ordine pubblico da contenere, da controllare e da reprimere, innalzando muri di intolleranza e di esclusione che provocano umiliazione della dignità delle persone escluse, ma anche laceranti mutilazioni alla libertà di tutti. Siamo di diversa provenienza: non ci identificano però in base alla razza, alla lingua o alla religione bensì in base alle speranze comuni, ai sacrifici condivisi, alle realizzazioni costruite, ogni giorno, insieme a tutti i cittadini trentini.

Siamo certi che il Trentino saprà continuare ad essere terra di accoglienza, anche nei confronti dei rifugiati che fuggono da guerre, da persecuzioni politiche o da regimi dittatoriali. Insieme chiediamo che a livello nazionale si rendano più snelle le norme per la concessione del diritto d'asilo a tutti i colori che ne abbiano il diritto, in modo da permettere ai rifugiati di trovare lavoro, di muoversi liberamente nel territorio nazionale e così avere la possibilità di integrarsi, a tutti gli effetti, nel tessuto civile e sociale.

Chiediamo con altrettanta forza che le autorità di polizia facciano chiarezza rapidamente su quanto accaduto sabato e domenica scorsa e che i responsabili di questi atti di violenza vengano assicurati alla giustizia affinché subiscano le conseguenze di quanto hanno commesso. Allo stesso tempo chiediamo che nei luoghi teatro di questi gesti incomprensibili vengano messi in atto tutti gli interventi – di ordine pubblico e di integrazione sociale – necessari ad evitare che episodi di tale violenza si ripetano, a tutela di chi a Trento vive e lavora e a prescindere dalla nazionalità da cui proviene.

Le prime firme raccolte sono quelle di Abdoulkheir Breigheche (Comunità Islamica del Trentino) Antonio Rapanà (centro Astalli) Adil Benaouisse (ass. Saharaoui del Marocco) Bouhafa Abdelhadi (ass. Saharaoui del Marocco) Zorica Petkovic (coordinamento immigrati Cgil) Zebenay Jabe Daka (amici Etiopia) Fatih El Houcine (ass. Atlas – Marocco) Ali Etthairi (Anolf Cisl) Vladimir Gavrilovic (coordinamento immigrati Cgil) Cesar Catania (Comunità ecuatoriana) Assou El Barji (coordinamento immigrati Cgil) Paolo Burli (Cgil del Trentino) Lorenzo Pomini (Cisl Trentino) Walter Largher (Uil Trentino) Fabio Pipinato (Acli trentine) Ali Albakali (ass. comunità marocchina “El Wahda”) Andrej Kouliatine (ass. Russkji Dom) Nadia Kouliatina (ass. domme immigrate Agorà) Anznla Shyvchuk (ass. cristiano-culturale degli Ucraini a Trento).

Trento, 24 luglio 2012


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