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Edilizia. Anche per i lavoratori della Cclm in Trentino potrà essere richiesta la cassa integrazione

Accordo firmato oggi tra la coop e Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per garantire a tutti gli addetti un anno di ammortizzatori sociali 

Si è concluso positivamente il confronto tra le organizzazioni sindacali del settore edile e la cooperativa Cclm di Milano che occupa 24 lavoratori anche in Trentino. Tutti gli operai resteranno effettivamente in forze alla cooperativa milanese e per questo potranno beneficiare della cassa integrazione straordinaria quando questa verrà concessa dal Ministero del Lavoro.

Proprio questo impegno è il fulcro di un accordo firmato stamane dalle organizzazioni sindacali del settore edile in Trentino, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e dai rappresentanti della coop Cclm. «La garanzia di poter accedere alla cassa integrazione – spiegano Gianni Tomasi (Feneal), Stefano Pisetta (Filca) e Maurizio Zabbeni (Fillea) – non era scontata. Considerato che i lavoratori provenivano dall'azienda trentina Trentostrade Srl ed erano passati a Cclm in virtù di un acquisto di ramo d'azienda ancora non formalizzato, la coop milanese aveva deciso di interrompere ogni rapporto coi lavoratori che sarebbero ritornati ad essere dipendenti della Trentostrade, ormai in concordato preventivo. In questo modo non avrebbero potuto godere della cassa integrazione».

In realtà, i sindacati sono riusciti a dimostrare che la cooperativa, sebbene risultasse aver affittato il ramo d'azienda, senza averlo ancora acquistato, di fatto stava pagando acconti sull'acquisto ed aveva acquisito molti appalti della Trentostrade. «Oggi l'azienda – ricordano i tre sindacalisti – ha riconosciuto che i lavoratori dell'unità produttiva trentina sono a tutti gli effetti dipendenti di Ccml ed ha ritirato le lettere inviate nei giorni scorsi con le quali interrompeva i rapporti di lavoro in essere. Questo consentirà di poter richiedere la cassa integrazione anche per i lavoratori trentini».

12 maggio 2012

 

 

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