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Non autosufficienza. Il Consiglio provinciale approva la legge

Loro (Cgil): “Bene la legge, ora certezza su livelli essenziali e risorse”. Nel 2013, 5 milioni di euro per gli assegni di cura. Per la Cgil vanno potenziati i servizi ai non autosufficienti

Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento ha approvato la nuova legge per la tutela delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie. Tra le novità più significative introdotte, c'è il potenziamento degli assegni di cura che andrà a sostegno delle 7mila persone dichiarate, a vari gradi, non autosufficienti e che non sono accolte nelle strutture delle rsa.

Queste garantiscono circa 4.400 posti letto in Trentino, con una percentuale di copertura del fabbisogno tra le più alte in Italia, ma senza per questo riuscire a dare una risposta positiva a tutte le richieste.

«La legge – commenta per la segreteria della Cgil del Trentino, Claudia Loro – rappresenta un passaggio importante perché disciplina in modo organico interventi indispensabili a sostenere le persone non auto sufficienti e le loro famiglie. Sono state accolte anche alcune delle nostre richieste come quella di determinare in legge degli importi degli assegni di cura. Detto questo la legge non affronta alcuni nodi sui quali la Provincia deve fare chiarezza, in primo luogo, l'individuazione dei livelli essenziali socio-sanitari per le persone non autosufficienti».

Tra l'altro, anche su molte altre questioni, tra cui la compartecipazione dei cittadini attraverso l'Icef, si demanda a delibere della Giunta provinciale, sulle quali abbiamo chiesto di essere sempre coinvolti nel rispetto del principio della concertazione. «È ovvio – ricorda infatti Loro – che sono i parametri Icef a determinare sia la reale platea dei beneficiari, sia le risorse a disposizione di ogni famiglia».

Intanto, la Giunta ha annunciato che per il 2013 le risorse a finanziamento degli assegni di cura saranno circa 5 milioni di euro, mentre resta incertezza sugli stanziamenti previsti a regime. «Verificheremo che i principi di questa legge corrispondano ad impegni concreti – incalza Loro –, soprattutto sul fronte delle risorse messe a disposizione. Tra l'altro, come sindacati, sollecitiamo la Giunta affinché gli stanziamenti siano certi, stabili nel tempo e capaci di coprire la crescente domanda di servizi. A questo proposito crediamo si debba, da un lato, superare la logica del trasferimento monetario alle famiglie e, dall'altro, potenziare la qualità e l'offerta di servizi domiciliari, sanitari e assistenziali, a partire da quelli pubblici, favorendo l'accesso delle persone non autosufficienti. Il mero trasferimento monetario può avere pericolosi effetti distorsivi. Fin da ora servono quindi controlli sul loro utilizzo da parte delle famiglie».

La legge richiama anche la necessità della costituzione di un fondo integrativo provinciale volontario. A questo proposito per la sindacalista Cgil «è più che mai decisivo fissare i livelli minimi garantiti delle prestazioni offerte ai non autosufficienti dal sistema pubblico. Auspichiamo quindi che su questo tema si apra immediatamente il confronto».

18 luglio 2012

 

 

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