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Spending review. Per la Fp Cgil in una notte si è passati dalla padella alla brace

Dichiarazioni di Giampaolo Mastrogiuseppe, segretario generale della Fp Cgil del Trentino

«Ieri, la bozza di decreto sulla spending review parlava di misure da parte delle Regioni che avrebbero dovuto prevedere, entro il 31 ottobre di quest'anno, la cessazione di ogni attività dei presidi ospedalieri con meno di 120 posti letto. La chiusura avrebbe riguardato circa 150 piccoli ospedali italiani, tra i quali gli importanti presidi ospedalieri trentini di Borgo Valsugana, Tione e Cavalese. Oltre al rischio concreto di cancellare le cure ai cittadini in alcune importanti valli del Trentino, molto interessate per altro da un alto flusso di turisti, si concretizzava il licenziamento e la messa in mobilità per centinaia di lavoratori della sanità pubblica provinciale con drammatiche ripercussioni su altrettanti nuclei famigliari.

Oggi, dopo “l'illuminante” colloquio tra il Ministro della salute Balduzzi e il Presidente Monti, che ha determinato, tecnicamente la cancellazione di questa devastante disposizione, l'effetto è addirittura peggiorato. Infatti, la norma che avrebbe soppresso i tre ospedali trentini determinava un taglio di 245 posti letto (90 a Cavalese, 80 a Borgo e 75 a Tione). Il decreto modificato e approvato dal Governo, con il nuovo parametro di 3,7 posti letto ogni 1.000 trentini, ne taglierà ben 518, più del doppio.

La cosa è inaccettabile in quanto trattasi di un taglio indiscriminato sulla spesa sanitaria che non agisce nel senso dell'eliminazione degli sprechi per potenziare invece i servizi esistenti. Non è altro che un taglio al servizio sanitario pubblico. Con questa manovra economica il Governo vuole mandare a casa centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il territorio nazionale con un taglio lineare delle dotazioni organiche con l'ulteriore gravissimo risultato di abbassare i livelli di welfare, di protezione sociale e dei servizi sanitari ai cittadini».

6 luglio 2012

 

 

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