NEWS

Commercio. Caramelle (Filcams): “Bloccare la liberalizzazione delle aperture a Trento”

Sciopero oggi del terziario in tutto il Trentino. In 150 hanno partecipato al presidio della Filcams nel capoluogo per protestare contro le politiche del governo Monti e le scelte del comune di Trento 

Contrastare le politiche di austerity del governo Monti e impedire l'attuazione della liberalizzazione delle aperture festive dei negozi in Trentino. Questi sono i due impegni assunti dalla Filcams Cgil del Trentino e a sostegno dei quali è stato indetto lo sciopero generale dei settori commercio, turismo e servizi proclamato per oggi, venerdì 15 giugno.

Non sono disponibili dati ufficiali sull'adesione dei lavoratori del comparto alla protesta della Filcams Cgil. Ma per Roland Caramelle, segretario generale della categoria, la significativa adesione al presidio organizzato stamane presso il commissariato del governo – erano più di 150 le lavoratrici ed i lavoratori sotto le bandiere della Filcams – testimonierebbe il successo dell'iniziativa.

«La presenza di tante persone al nostro presidio – commenta Caramelle – è la prova che tra la gente le misure del Governo Monti sono fortemente impopolari. Vanno quindi contrastate per attuare politiche alternative che mettano al centro il lavoro, i diritti e il welfare. Per questo chiediamo lo sciopero generale in tutta Italia».

Venendo alle questioni locali, la Filcams ha ribadito oggi il suo no all'ampliamento delle deroghe alle chiusure dei negozi a Trento nei giorni festivi, deroghe che il comune capoluogo, con l'assessore Fabiano Condini, vorrebbe estendere ad almeno dieci mesi l'anno. «Il nostro obiettivo – spiega Caramelle – è quello di bloccare l'adozione della delibera annunciata da Condini. La liberalizzazione selvaggia delle aperture non serve né ai consumatori, né alle aziende trentine e penalizza solo i lavoratori. La settimana prossima, in occasione della convocazione della commissione consigliare di palazzo Thun, chiamata a discutere la delibera, cercheremo di attuare nuove iniziative per convincere il comune di Trento a recedere dai suoi propositi».

15 giugno 2012

 

 

TORNA SU