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17° congresso Spi Cgil del Trentino: "Qualità del welfare provinciale minacciata dai ritardi legislativi"

Giuliano Rosi confermato alla guida del sindacato pensionati

17° congresso Spi Cgil del Trentino: Giuliano Rosi è stato confermato segretario generale dello Spi Cgil del Trentino, la federazione dei pensionati che conta 13.000 iscritti e iscritte in provincia. L'elezione è avvenuta nel tardo pomeriggio a Mattarello a conclusione del 17° congresso provinciale dello Spi Cgil, con 43 voti a favore, 7 contrari e 2 astenuti. Riportiamo il documento conclusivo approvato dal congresso all'unanimità. Il XVII Congresso del Sindacato Pensionati della Cgil del Trentino approva la relazione di Giuliano Rosi a nome della segreteria uscente, assume i numerosi interventi delle delegate e dei delegati quali importanti contributi al dibattito come pure le conclusioni del compagno Giancarlo Saccoman della segreteria nazionale Spi Cgil. Il Congresso valuta positivamente il ruolo svolto dalla Cgil e dallo Spi nel corso del recente mandato congressuale; esprime soddisfazione per l'attività svolta dai compagni e dalle compagne che con la loro azione e militanza hanno contribuito alla crescita del sindacato pensionati e ne hanno sostenuto l’attività e le iniziative. Il Congresso ribadisce l’importanza e la priorità, per la politica e per la società civile italiana ed europea, di una sempre maggiore definizione della centralità del lavoro, elemento essenziale per la ricostruzione economica del paese e per la valorizzazione dei suoi cittadini, come pure l’importanza del riconoscimento del ruolo delle persone, pensionate ed anziane, nella società e l’indispensabilità della valorizzazione delle loro aspettative economiche e sociali. Il Congresso dei pensionati del Trentino giudica estremamente negativi alcuni cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nella struttura sociale ed economica del Paese sui quali sarà indispensabile intervenire con determinazione per procedere a modifiche urgenti e a precise scelte di campo, con la consapevolezza delle difficoltà determinate dai cambiamenti intervenuti a livello mondiale e nel nostro paese; ritiene anche importante offrire un contributo di analisi e di proposta per superare la crisi economica e sociale che attraversa il paese. Si esprime preoccupazione: - per il negativo andamento degli investimenti, che ha prodotto perdita di produttività e competitività del sistema produttivo, con tutte le conseguenze sulla situazione finanziaria generale; - per legislazione sull’occupazione, con le sue forme di eccessiva, devastante precarietà; - per la pesantissima situazione economica dei lavoratori, dei pensionati, dei cittadini a reddito fisso che - a causa dell’incapacità del governo a controllare e gestire i mercati e l’uso della moneta - sono stati brutalmente penalizzati nella loro capacità di spesa. I pensionati sono inoltre preoccupati per il venir meno dei principi di solidarietà che hanno animato e sostenuto dal dopoguerra la coesione sociale. Per quanto riguarda la previdenza si devono valorizzare i periodi ed i versamenti contributivi per garantire un trattamento economico che consenta un livello di vita dignitoso, e sul versante sociosanitario e assistenziale si deve assicurare a tutti i cittadini principalmente l’offerta di servizi, che non può essere sostituita dal sistema del voucher. A queste preoccupazioni si aggiunge il sempre maggior individualismo, una competizione eccessiva, l’uso distorto del federalismo, l’involuzione neoliberista che porta a tentativi di revisione di diritti o leggi fondamentali come lo Statuto dei lavoratori, l’articolo 18, le leggi 184 e 194, il rifugio nel conservatorismo, il venir meno di fondamentali valori di eticità. Nella chiara consapevolezza che la pace è un valore irrinunciabile, si conferma la più ferma opposizione all’uso della forza e delle armi quale strumento per risolvere i conflitti di ogni genere e per questo motivo si richiede il ritiro immediato delle forze armate italiane dall'Iraq. La situazione nazionale si rispecchia e si riscontra, a ricaduta, anche in provincia di Trento. Necessarie ed utili quindi le richieste che il sindacato pensionati ha presentato alla Giunta Provinciale in materia sanitaria ed assistenziale, anche in considerazione del fatto che gli ultimi anni sono stati segnati da un preoccupante stallo legislativo istituzionale che, dopo la recente tornata elettorale, non sembra essere completamente superato. Troppe leggi importanti sono ancora attese vanamente: il recepimento dei principi delle leggi 382/2000 e 229/99; la costituzione del Fondo Provinciale per la non autosufficienza; il Piano sanitario. Il loro ritardo pesa sui livelli dei servizi e delle prestazioni, sulla qualità, sull’efficienza ed efficacia del welfare in tutto il territorio provinciale. E’ necessario aprire con la Giunta provinciale e con quella regionale, congiuntamente con la Cgil del Trentino, fasi di contrattazione che consentano di dotare tempestivamente il sistema di protezione sociale e sanitaria di strumenti adeguati per rispondere ai bisogni dei cittadini, senza scimmiottare o copiare da altre regioni sistemi non condivisi, che non hanno fondamento nella nostra cultura. L’opportunità e la giustificazione di scelte proprie trovano fondamento nelle norme statutarie della Provincia autonoma e della Regione. Il congresso ritiene altresì che le linee programmatiche e le proposte di riforma istituzionale al varo da parte della Giunta Provinciale, non vadano nella direzione auspicata dal sindacato pensionati, che mira alla riorganizzazione ed al potenziamento della pubblica amministrazione per consentire una maggiore efficienza ed efficacia del sistema. Le proposte di riforma istituzionale, la riforma della ricerca ed i patti territoriali in essere vanno ripensati, per evitare lo sperpero od il perpetuarsi di modi clientelari di utilizzo delle risorse pubbliche. Per questi motivi diviene fondamentale affiancare alla attività della segreteria regionale una azione di contrattazione territoriale che valorizzi, in considerazione delle competenze che le possibili riforme potrebbero attribuire agli enti locali, la presenza e le potenzialità delle Leghe Spi in tutte le valli trentine affinché esse assumano sempre più un preciso ruolo contrattuale e di rappresentanza. Con il supporto delle Leghe Spi sarà possibile migliorare il rapporto con le iscritte e gli iscritti, e favorire sempre più la loro partecipazione alla attività dell'organizzazione. Tramite le stesse, a tale proposito, assumerà valore strategico l’attività formativa permanente sui temi di maggior interesse per i collaboratori, le collaboratrici ed i gruppi dirigenti a tutti i livelli della categoria. Il Congresso ritiene necessario individuare spazi di aggregazione sociale territoriale che consentano lo sviluppo, in raccordo con l’Auser, di iniziative ricreative e culturali al fine di realizzare nuovo proselitismo. Occorre infine sviluppare, con il coinvolgimento di tutti livelli dell’organizzazione, ma anche di Fnp ed Uilp, una azione coerente per sostenere le richieste e raggiungere gli obiettivi posti dalla Cgil e dallo Spi nazionale, che potranno concretizzarsi con la riproposizione di piattaforme provinciali e territoriali ed iniziative di mobilitazione. 20 gennaio 2006

 

 

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