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Commercio. Caramelle (Filcams Cgil): “Trento si adegua al decreto Monti senza giustificazione”

L'assessore Condini annuncia ai sindacati una delibera per aperture festive dieci mesi l'anno. Caramelle: “È un errore: la concorrenza selvaggia non crea sviluppo e si scarica solo sui lavoratori” 

La Giunta comunale di Trento, entro luglio, porterà in Consiglio comunale una delibera con la quale eliminerà i vincoli di orario e di chiusura festiva degli esercizi commerciali per ben 10 mesi all'anno. In pratica, se la delibera verrà approvata, i negozi potranno rimanere aperti dalle 6 alle 22.30 di tutti i giorni della settimana comprese domeniche e festivi, con l'esclusione dei mesi di luglio ed agosto per gli esercizi commerciali nelle circoscrizioni di valle e dei mesi di ottobre e novembre per quelle di collina.

Contro la decisione del Comune insorge la Filcams Cgil del Trentino che per bocca del suo segretario generale, Roland Caramelle, boccia su tutta la linea l'assessore Condini e chiama tutti i dipendenti dei negozi di Trento a partecipare allo sciopero già indetto per venerdì 15 giugno.

«Il ragionamento dell'assessore Condini – spiega il sindacalista – fa acqua da tutte le parti. Ci è stato detto che il Comune vuole applicare il massimo di liberalizzazione prevista dalla legge provinciale, ossia nove mesi più il mese di dicembre, per evitare di dover eventualmente pagare delle multe ai soggetti della grande distribuzione che vincessero dei ricorsi al Consiglio di Stato chiedendo l'applicazione della liberalizzazione, approvata con il decreto Salva Italia del governo Monti. È assurdo, le giustificazioni del comune non reggono».

Il sindacato contesta infatti l'interpretazione data dal comune alle ordinanze del Tar che hanno respinto le richieste di Pam, Upim e Oviesse di applicare anche a Trento il decreto Salva Italia. In pratica, per la giunta comunale, dopo il 27 giugno, ossia a sei mesi dall'entrata in vigore della liberalizzazione, la legge provinciale sarebbe superata da quella nazionale, esponendo il comune a contenziosi con le catene della grande distribuzione.

Ma per la Filcams non si tratta ovviamente solo di una questione di forma o di competenze. «Questo provvedimento – ricorda infatti Caramelle – non garantirà alcuno sviluppo. Si agevola infatti una concorrenza selvaggia tra le imprese del settore che già soffrono per la crisi economica in atto, mentre nessun vantaggio ci sarà per i consumatori e le loro tasche, considerato che l'ampliamento degli orari di apertura graverà di nuovi costi le aziende impedendo, quindi, di abbassare i prezzi. A rimetterci saranno solo i lavoratori che verranno penalizzati nel loro diritto a condizioni di lavoro dignitose e nella possibilità di conciliare davvero vita familiare e lavoro».

Tra l'altro, ad una precisa sollecitazione dei sindacati sulla volontà del comune di ampliare gli orari di asili nido e scuole materne per venire incontro alle esigenze dei dipendenti costretti a lavorare anche la domenica, l'assessore Condini ha sottolineato come, ad oggi, il comune di Trento non abbia le risorse per far fronte ad un eventuale aumento dei costi per questi servizi.

Così il 18 giugno la commissione comunale competente si troverà a discutere la delibera adottata dalla giunta e a luglio la questione arriverà sui banchi dell'assemblea di palazzo Thun, dopo che, solo sei mesi fa, esattamente il 14 dicembre, lo stesso consiglio comunale aveva approvato una delibera che portava a massimo 11 le domeniche e le giornate festive in un anno in cui gli esercizi commerciali potevano restare aperti. Ora potrebbero diventare anche oltre 45.

«Il comune di Trento – accusa Caramelle – si assume una responsabilità gravissima attuando nei fatti il decreto Monti a Trento. Chiediamo quindi a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori del settore di aderire allo sciopero e di partecipare alla manifestazione già prevista a Trento sotto il Commissariato del Governo venerdì prossimo». Nei prossimi giorni, infine, le organizzazioni sindacali del settore valuteranno le ulteriori e unitarie azioni di mobilitazione in vista della convocazione della commissione consiliare del 18 giugno.

12 giugno 2012

 

 

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