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Comitato direttivo. Il documento approvato

Comitato direttivo. Il documento approvato

Qui di seguito viene pubblicato il documento finale approvato con sei voti contrari e cinque astenuti dal direttivo provinciale della Cgil del Trentino riunito in data 17 maggio 2012. Contestualmente il direttivo ha approvato anche il bilancio consuntivo al 31 dicembre 2011. Ecco il testo del documento finale


Il Comitato direttivo della Cgil del Trentino - nell'assumere la relazione e le conclusioni del compagno Danilo Barbi, della segreteria nazionale della Cgil - evidenzia come l'Europa continui ad essere investita da una drammatica crisi economica e sociale che oggi sta diventando anche politica ed istituzionale, come dimostra l'impossibilità in Grecia di costituire un governo coeso e capace di scongiurare l'insolvenza dello Stato ellenico e la sua uscita dall'euro e di risollevare le sorti del paese dopo anni di recessione.

Anche le istituzioni comunitarie stanno velocemente perdendo credibilità agli occhi dei cittadini del nostro continente, a causa del prevaricare della BCE sulle istituzioni rappresentative della UE: la manifesta incapacità di individuare soluzioni che sappiano concretamente coniugare il rigore nella gestione dei conti pubblici, la funzione insostituibile dello stato sociale come baluardo contro l'esclusione delle classi sociali più colpite dalla crisi e l'impulso alla crescita economica in chiave di innovazione e sostenibilità, sta pericolosamente minando il ruolo storico dell'Unione Europea come promotrice di sviluppo civile, culturale, sociale ed economico.

A ciò si aggiunge il permanere di una pericolosa instabilità della finanza a livello globale. La notizia del buco da 2 miliardi di dollari scoperto nei forzieri di JpMorgan ci ha fatti ripiombare nell'incubo vissuto con la bolla dei mutui subprime e il successivo crollo di Lehman Brothers nel 2008 sotto il peso di prodotti finanziari derivati trasformatisi in pochi mesi da re Mida della finanza a semplice spazzatura. Va quindi rammentato il recente invito del presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, a far sì che «le banche riconducano l'attività nel proprio alveo naturale: finanziare l'economia. Quanto alla finanza, necessita di essere regolamentata al fine di non mettere a repentaglio la stabilità del sistema bancario e finanziario» In questo contesto l'Italia conferma l'andamento recessivo della nostra economia. Il primo trimestre 2012 è stato il terzo consecutivo in cui si è registrata una contrazione del prodotto interno lordo: la riduzione tendenziale del pil pari all'1,3% (-0,8% congiunturale) registrata a marzo 2012 è peggiore solo a quella del primo trimestre del 2009. A ciò si aggiunge l'aumento del differenziale di rendimento tra bund tedeschi e buoni del Tesoro, risalito in questi giorni oltre i 430 punti base, con negativi riflessi sulla spesa per interessi e quindi sul livello del debito pubblico, stimato dalla Banca d'Italia a marzo a quota 1.946 miliardi di euro.

Tutto questo ha inevitabili, immediati e drammatici rilessi sul mercato del lavoro e sui livelli di coesione sociale: a marzo il tasso di disoccupazione è balzato al 9,8% con quella giovanile a quota 35,9%, mentre le lavoratrici ed i lavoratori in cassa integrazione nei primi quattro mesi dell'anno sono stati 470.000. Per chi un lavoro ce l'ha va poi ricordato che, mentre l'inflazione a marzo sale del 3,3%, le retribuzioni contrattuali crescono su base tendenziale di uno striminzito 1%. Questi dati testimoniano quanto poco possano fare le sole politiche di austerità per una paese, come l'Italia, alle prese con una profonda recessione dell'economia.

Se è vero che molti dei problemi strutturali che affliggono l'Italia passano attraverso soluzioni individuate e attuate a livello comunitario e che l'affermazione delle sinistre nei recenti appuntamenti elettorali in alcuni paesi europei potrebbe spingere i paesi più scettici, in primis la Germania, a rivedere gli attuali indirizzi di politica economica concordati a Bruxelles, è altrettanto vero che il governo italiano deve essere protagonista di un impegno straordinario per il rilancio della crescita economica, per la redistribuzione dei redditi anche per via fiscale e per la promozione di nuova e qualificata occupazione nel nostro paese. A tal proposito la recente intesa, raggiunta a livello nazionale, per il pubblico impiego rappresenta un risultato importante i cui principi condivisibili dovranno essere agiti anche nella nostra provincia.

Con queste premesse, l'appuntamento con la manifestazione nazionale di Cgil Cisl Uil non è un semplice rito. Quella del 2 giugno è un'iniziativa centrale nell'impegno che la Cgil ha profuso in questi anni per salvaguardare i diritti dei lavoratori, migliorare le condizioni di lavoro, garantire i sistemi di tutela, sostenere i redditi di lavoratori e pensionati e nella crisi difendere l'occupazione. A Roma le organizzazioni sindacali in modo unitario reclameranno dal governo un cambio di passo che inverta l'infelice tendenza oggi in atto a considerare la recessione, l'aumento dei livelli di disoccupazione e tagli allo stato sociale elementi ineluttabili. Per la Cgil e per la Cgil del Trentino non è così ed è per questo che tutte le strutture debbono sentirsi impegnate, a partire dall'organizzazione di assemblee sui posti di lavoro, alla massiccia partecipazione di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, disoccupati e precari, alla manifestazione di Roma nel giorno della festa della Repubblica.

Al centro di questo appuntamento dovrà esserci l'impegno a non considerare chiusa la partita sulle pensioni, a partire dal dramma degli esodati, anche correggendo quella che si configura di fatto come la progressiva abrogazione delle pensioni di anzianità, che vanno invece mantenute, così come va individuata una modalità, per chi è nel sistema contributivo, per la garanzia di un trattamento pensionistico dignitoso oggi non assicurato. Trattamento che non è sempre assicurato nemmeno a chi è già pensionato, a causa dell'attuale meccanismo di rivalutazione. E' necessario il rilancio di investimenti in grado di far ripartire l'economia e quindi creare nuova occupazione, è necessario ridefinire il sistema fiscale premiando i redditi fissi da lavoro e da pensione, presidiare l'iter parlamentare di discussione del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro i cui possibili guasti sono stati limitati dalla mobilitazione permanente della Cgil degli ultimi mesi, oltre che dal lavoro svolto dalla delegazione che ha seguito la trattativa con il governo.

A questo proposito, la Cgil del Trentino, in ottemperanza delle decisioni del direttivo nazionale che ha dato mandato alla segreteria nazionale di definire la data dello sciopero generale in rapporto all’andamento dell’iter parlamentare del disegno di legge, è impegnata a supportare tutte le iniziative di mobilitazione promosse sul territorio. Pertanto rimane necessario continuare le iniziative sulla riforma del mercato del lavoro anche in riferimento all'art. 18, con l'obiettivo di correggere i punti della riforma così come richiesto dalla Cgil nella memoria presentata al Senato, per la difesa ed il miglioramento del diritto alla reintegrazione, per limitare la discrezionalità del giudice nel decidere l'indennizzo o la reintegra. Resta centrale l'impegno contro la precarietà che ha visto la mobilitazione della Cgil a livello nazionale e locale nell'iniziativa del 10 maggio scorso, tra l'altro, per la cancellazione di alcuni contratti atipici, per l'introduzione di un tetto reddituale minimo e l'estensione dell'Aspi per cocopro e partite iva.

Infine, la Cgil del Trentino è impegnata a livello locale a contribuire al superamento delle inadeguatezze della riforma del mercato del lavoro in discussione in parlamento, operando nell'auspicata attuazione della delega di funzioni dallo Stato alla Provincia in materia di ammortizzatori sociali affinché venga ampliata la copertura del sostegno al reddito per i precari, vengano estesi i periodi di godimento della nuova assicurazione sociale per l'impiego per i licenziati con più di 55 anni d'età, sia migliorata la tutela per i disoccupati del comparto agricolo, sia potenziata l'operatività di Agenzia del Lavoro e della rete di servizi per il lavoro, qualificando le attività di orientamento, formazione e placement, comprese quelle a favore di chi è impiegato nei lavori socialmente utili, e garantendo investimenti crescenti nelle politiche attive del lavoro. Va inoltre consolidato il reddito di garanzia e reso effettivo il reddito di “qualificazione” a sostegno di chi riduce la propria attività lavorativa per completare il percorso di istruzione. Va valorizzato l'apprendistato anche attraverso il consolidamento dei percorsi formativi dentro e fuori il luogo di lavoro. La Cgil del Trentino conferma altresì il proprio impegno a tutelare le persone anziane e disabili dal rischio di esclusione sociale, attraverso un'offerta di efficaci servizi socio-sanitari capaci di rispondere alle situazioni di non autosufficienza.

Approvato a maggioranza con sei voti contrari e cinque astenuti

17 maggio 2012 

 

 

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