NEWS

Commercio. Caramelle (Filcams Cgil): “La concorrenza non si scarichi sui lavoratori”

Appello del sindacato di via dei Muredei alle aziende della distribuzione in Trentino che in queste settimane danno vita ad un acceso dibattito. No alle liberalizzazione degli orari

«Anche in Trentino la crisi si sta facendo sentire nel settore commerciale. Il dibattito accesosi in queste settimane tra le diverse aziende trentine del settore, è forse il frutto anche di una certa fibrillazione dovuta alla forte competizione che spinge ogni soggetto a strapparsi quote all'interno di un mercato ormai in stagnazione. A tutte le aziende ribadiamo la posizione del sindacato: la concorrenza esasperata non fa bene neppure ai consumatori e, comunque, la ricerca della competitività non può scaricarsi sui lavoratori».

Roland Caramelle, segretario generale della Filcams Cgil del Trentino, interviene nel dibattito tra i diversi colossi della distribuzione commerciale in Trentino. «Quello che le nostre imprese debbono capire – continua Caramelle – è che in questo contesto di crisi cresce la necessità di programmare investimenti oculati e strategie organizzative in grado di garantire allo stesso tempo consumatori e lavoratori. Chi saprà coniugare in maniera virtuosa questi due aspetti sarà davvero attrezzato a sostenere questa particolare situazione di mercato».

«Quello che va evitato – avverte però il sindacalista – è il rischio di esasperare la concorrenza. In questo senso la liberalizzazione degli orari voluta dal Governo Monti rappresenta un vero e proprio ostacolo alla sana competizione dentro il sistema commerciale. Si tratta solo di una concorrenza a ribasso che rischia di ripercuotersi solo ed esclusivamente sui lavoratori».

Per la Filcams Cgil però la politica in questo momento è assente. «Registriamo uno strano silenzio della politica sui temi del commercio – accusa Caramelle -. A nostro avvio in Trentino le istituzioni non sembrano avere una visione chiara del modello distributivo da promuovere sul territorio. In realtà ci sono già oggi soggetti all'interno del mondo no profit che coniugano il commercio con la sua utilità sociale, presidiando il territorio anche nelle località più periferiche, Questi sono esempi virtuosi che la politica dovrebbe saper promuovere al meglio».
 
10 maggio 2012

 

 

TORNA SU