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Pulizie Apss. Filcams Cgil e Fisascat Cisl chiedono un tavolo tecnico

Incontro stamane con i vertici dell'azienda sanitaria. I sindacati denunciano carichi di lavoro insostenibili e chiedono l'adeguamento degli organici o l'aumento del monte ore di lavoro

Dopo la denuncia dell'insostenibilità dei carichi di lavoro per i 720 addetti al pulimento e alla sanificazione delle strutture sanitarie pubbliche trentine, oggi Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno incontrato i vertici dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari che ha appaltato il servizio alla società cooperativa Manutencoop.

«Al direttore amministrativo Franco Debiasi – spiegano Luigi Bozzato (Filcams) e Milena Sega (Fisascat) – abbiamo chiesto di adeguare l'organico o di aumentare il monte ore di lavoro complessivo. Il capitolato prevede infatti prestazioni sicuramente più puntuali e meticolose rispetto al vecchio appalto. Ma le ore sono rimaste le stesse. Quindi chi lavora deve fare di più a parità di orario, senza che in atto ci siano migliorie sostanziali dell'organizzazione del lavoro».

I vertici dell'Apss hanno fatto presente che, dai controlli effettuati sull'efficacia del servizio di sanificazione e pulimento, sono stati riscontrati casi di qualità insoddisfacente, ma hanno anche annunciato di essere in attesa di alcuni dati che Manutencoop deve fornire in rispetto del capitolato d'appalto e sui quali si potrà ragionare con maggiore cognizione di causa. Proprio partendo da qui, Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno rilanciato la richiesta di un tavolo tecnico per analizzare nel dettaglio le ragioni e le possibili soluzioni agli episodi di bassa qualità del servizio e all'aumento dei carichi di lavoro sul personale, che per i sindacati sono strettamente correlati.

«Oggi infatti – ribadiscono i sindacalisti – se gli episodi negativi sono davvero limitati, è solo grazie all'impegno quotidiano delle lavoratrici e dei lavoratori, non certo per l'organizzazione del servizio. Se, quindi, le nostre richieste non troveranno risposta a breve, nuove iniziative di mobilitazione saranno inevitabili».

2 maggio 2012

 

 

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