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Comunità di Valle. Il giudice intima la revoca della selezione dei coordinatori

Dopo la diffida del 1° dicembre 2011, la Fp ricorre al giudice del lavoro che rileva l'antisindacalità del comportamento della Provincia per la mancata informazione prevista dal contratto provinciale di lavoro

Un decreto del tribunale di Trento ha condannato la Provincia autonoma di Trento a revocare il bando di selezione del personale di provincia, comuni e comunità per ricoprire i posti di coordinatore del settore pianificazione delle comunità, rilevando i caratteri dell'antisindacalità nell'omessa informazione preventiva alle organizzazioni sindacali del bando stesso e nella conseguente mancata attivazione delle procedure di concertazione, stabilite dal contratto collettivo provinciale di lavoro del comparto autonomia locali.

Il decreto del tribunale nasce da un ricorso della Funzione Pubblica Cgil del Trentino che già il 1° dicembre 2011 aveva diffidato la Provincia a proseguire la selezione, bandita il 21 novembre 2011, che doveva individuare 25 dipendenti inquadrati nei profili da C base a D evoluto, di cui 15 avrebbero assunto la funzione di coordinatori del settore pianificazione delle comunità di valle.

Oltre al difetto di informazione, la Fp Cgil contestava alla Provincia una violazione dell'ordinamento professionale vigente per il personale del comparto autonomie locali, il mancato rispetto dei protocolli d'intesa sulla mobilità interna del personale verso le comunità di valle, l'istituzione di una nuova qualifica – quella di coordinatore, appunto – senza una tempestiva informativa e i criteri di selezione per i quali i titoli valevano solo il 30% del totale del punteggio, mentre il colloquio con la commissione esaminatrice valeva il 70% del punteggio. Su quest'ultima questione, il tribunale ha rilevato come l'attribuzione dei punteggi “fa pensare più che ad una verifica di specifiche professionalità, ad una designazione fiduciaria da parte della Provincia autonoma di Trento”.

Contro la decisione del tribunale la Provincia autonoma di Trento può ora ricorrere a sua volta. Ma la Funzione Pubblica Cgil del Trentino auspica che la Provincia revochi la selezione, come intimato dal giudice, e apra una fase di dialogo per verificare l'effettiva opportunità di istituire le nuove figure di coordinatore e quindi, se questa valutazione sarà positiva, concordare i criteri di selezione, come avrebbe già dovuto fare.

Inoltre il sindacato ricorda alla Provincia che le comunità dovevano essere istituite a costo zero, mentre questa procedura di selezione, anche se non fosse stata impugnata dalla Fp Cgil, avrebbe prodotto un contenzioso presso il tribunale amministrativo, sicuramente oneroso per le casse provinciali. Infine, la Fp Cgil del Trentino reclama la comunicazione delle piante organiche delle comunità che solo una minoranza di queste ha trasmesso ai sindacati che ne hanno fatto richiesta.

15 marzo 2012

 

 

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