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Mercato del lavoro. Burli (Cgil): “Sperimentare i nuovi ammortizzatori in Trentino”

Assemblea dei delegati per discutere del confronto tra Governo e parti sociali alla presenza del segretario organizzativo nazionale della Cgil, Enrico Panini.

«Noi della Cgil tifiamo perché a Roma il confronto con il Governo si chiuda con un accordo. Significherebbe che le nostre richieste sono state accolte. Se così sarà, la Cgil del Trentino si mette a disposizione per sperimentare i nuovi ammortizzatori sociali grazie alla delega alla Provincia. Ma a piazza Dante chiediamo investimenti certi in formazione, orientamento, riqualificazione e servizi per l'impiego dei lavoratori espulsi dal mercato del lavoro».

Di fronte alla platea dei delegati Cgil riuniti stamani alla sala della cooperazione di via Segantini a Trento, il segretario generale della Cgil, Paolo Burli, ha riaffermato la disponibilità del sindacato, a fronte di un accordo a livello nazionale sulla riforma del mercato del lavoro, ad utilizzare la delega sugli ammortizzatori sociali dallo Stato alla Provincia per innovare le politiche attive e passive del lavoro, migliorando i trattamenti e le opportunità garantite a livello nazionale. Ai lavori di oggi ha partecipato anche il segretario organizzativo della Cgil nazionale, Enrico Panini, che ha fatto il punto sullo stato dell'arte della trattativa tra Governo e parti sociali sul mercato del lavoro.

«Quello cui puntavamo fin da subito – ricorda Burli – nel momento in cui abbiamo ottenuto la delega era migliorare i trattamenti nazionali. Ciò dovrà accadere a maggior ragione se ci sarà un accordo sulla riforma. Certo, si sono aspetti che ancora non ci convincono, quali quelli sulla disciplina del licenziamento legata all'articolo 18 e sulle risorse messe a disposizione nel regime transitorio. Ma confidiamo che entro fine mese si giunga ad un'intesa capace di estendere e qualificare il sistema degli ammortizzatori sociali».

Durante la sua relazione introduttiva, il segretario della Cgil del Trentino ha sottolineando le difficoltà di questa congiuntura economica sottolineando come nessuno, neppure la ricca autonomia trentina, possa sentirsi al sicuro. «Non siamo un'isola felice – ha detto Burli – ma l'autogoverno resta uno strumento importante per superare la crisi grazie a politiche di sviluppo sostenibile e coesione sociale. Ora però serve una maggiore responsabilità di tutti i protagonisti dell'Autonomia». Burli ha infatti richiamato le organizzazioni datoriali a dimostrare la volontà di rafforzare le già solide relazioni industriali rinnovando i contratti territoriali, tra cui quelli dell'edilizia, del turismo e del commercio. Ed a questo proposito ha lanciato una stoccata a coloro che rischiano di metter in crisi la trattativa sull'integrativo del commercio per quelle che ha definito “bizze stravaganti”.

Responsabilità ha poi chiesto anche alla Provincia. «Avevamo chiesto – ha attaccato Burli – un taglio non simbolico ai costi della politica e non abbiamo avuto risposta».

15 marzo 2012

 

 

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